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Tutti gli articoli con tag Giappone

Mamme di Fukushima in protesta

pubblicato da Marina

A Fukushima le mamme protestano

A quasi un anno dal terremoto e tsunami in Giappone e dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, la situazione a Fukushima città non è cambiata: le radiazioni ci sono nonostante le rassicurazioni a chiacchiere del governo. E’ in atto da giorni iuna pacifica protesta delle mamme di Fukushima davanti la sede del METI, il ministero per l’Economia a Tokyo. Perché?

Purtroppo le mamme sono preoccupate per le conseguenze che avranno le radiazioni sulla salute e il futuro dei loro figli. Sono a chiedere, perciò al ministro Edano che le centrali nucleari spariscano dal Giappone. Per tutta risposta Edano ha dato l’ultimatum alle donne invitandole a sgomberare. E’ partito un tam tam sulla rete di blog in blog che ha portato a mettere in piedi una petizione con lettera da inviare al politico giapponese e in cui c’è scritto:

Caro Ministro Edano,
Come cittadini interessati, Le chiediamo di annullare l’ordine di allontanare le madri di Fukushima e gli altri manifestanti che pacificamente al di fuori del METI esprimono le loro idee e permettere loro di esprimere le loro speranze per un futuro sicuro e libero dal nucleare per tutti noi.

Ogni cittadino dovrebbe avere la libertà di esprimere le proprie opinioni in uno spazio pubblico e La invitiamo a rispettare questo diritto fondamentale, consentendo che continui questa protesta non violenta.
Cordiali saluti,

Se vi va di partecipare potete farlo da qui.

Via | Le Blog de Fukushima
Foto | Fukushima information - Pierre Fetet

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Dopo Fukushima - Nessuno vuole il nucleare, l'AEIA revisiona gli stress test

pubblicato da Nestor Carnevali


Gli stress test condotti dalla NISA, l’agenzia giapponese per il controllo del nucleare, non hanno convinto gran parte delle autorità locali che ospitano sul loro territorio uno dei tanti reattori ancora “spenti” dopo il disastro di Fukushima dell’11 marzo 2011. Oltre 10 mesi dopo l’incidente soltanto 5 dei 54 reattori giapponesi sono pienamente in funzione, la fiducia nella sicurezza dell’energia ricavato dall’atomo continua ad essere ai minimi storici. Nemmeno i test condotti, che avrebbero dimostrato come gli impianti siano sicuri, sembrano aver rassicurato la popolazione.

La AEIA ha inviato in Giappone un team di esperti che revisioneranno fino al 31 gennaio prossimo i protocolli utilizzati dalla NISA per i recenti stress test. Non si tratta di un’iniziativa dell’organizzazione con sede a Vienna, ma di un’esplicita richiesta del governo giapponese evidentemente ansioso di corroborare la validità delle conclusioni ottenute. James Lyons, capo della AIEA, ha spiegato: “Stiamo conducendo un’approfondita revisione della metodologia e dell’approccio utilizzato, come richiesto delle autorità giapponesi”.

Secondo la NISA tutti gli impianti sono perfettamente in grado (almeno ora, viene da dire) di resistere perfettamente alle sollecitazioni che hanno causato l’incidente di Fukushima, sia il terremoto di magnitudine 9.0 sia un eventuale tsunami. Il timore del governo è che il prolungato stand-by di 49 centrali nucleari provochi una crisi dovuta alla mancanza di energia, ma per il momento le rassicurazioni dell’autorità per l’energia nucleare locale non hanno sortito l’effetto sperato e sono tanti i governatori che si rifiutano di autorizzare il nuovo avvio delle attività. L’AEIA non ha intenzione di interferire, nonostante sia evidente il tentativo di “metterla in mezzo”: “La totale responsabilità della decisione sul riavvio delle centrali è del governo giapponese, noi non esprimeremo un giudizio in merito”. Il più classico degli scaricabarile.

Foto | © TM News
Via | Guardian

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Deputato giapponese beve acqua dai reattori di Fukushima

pubblicato da Nestor Carnevali

Yasuhiro Sonoda beve acqua proveniente da Fukushima
L’uomo che vedete bere in bicchiere d’acqua con una faccia evidentemente preoccupata ha una ragione per esserlo. Si tratta di Yasuhiro Sonoda, deputato giapponese, è nel bel mezzo di una conferenza stampa appositamente convocata e l’acqua contenuta nel bicchiere è stata recuperata dalle vasche di raccolta nei pressi dei reattori 5 e 6 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, proprio l’impianto rimasto gravemente danneggiato in seguito allo Tsunami di 8 mesi.

Sonoda ha accettato così la sfida di alcuni giornalisti che gli avevano chiesto prove tangibili che il lungo lavoro di decontaminazione e di messa in sicurezza di quel che resta della centrale ha avuto il via ed è efficace. Il deputato, prima di lanciarsi in un gesto che ha comunque poco di sconsiderato (l’acqua era stata decontaminata da ogni traccia di Iodio Radioattivo e di Cesio 134 e 137), ha spiegato che la sua dimostrazione non era un modo per spettacolarizzare la questione e chiuderla, al contrario. “Bere quest’acqua non significa dare reali conferme sulla sicurezza, forniremo dati ai cittadini che la proveranno“.

L’obiettivo del parlamentare era piuttosto quello di provare a ristabilire la fiducia nelle autorità che non sono state, almeno per gli elevata standard nipponici, sufficientemente trasparenti nella gestione dell’incidente nucleare. Sonoda ha anche annunciato che entro la metà del mese di novembre un gruppo di giornalisti potrà visitare la centrale perché vedano con i loro occhi quanto è stato fatto fino ad ora e allontanare le ipotesi di quanti nella comunità scientifica ritengono necessari almeno altri 30 anni prima di spegnere i reattori e renderli definitivamente stabili con il completamento della bonifica.

Via | The Guardian

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Tepco vende società energia eolica per indennizzare le vittime di Fukushima

pubblicato da Marina

tepco vende i gioielli di famiglia Tepco vende i gioielli di famiglia, ossia la Eurus Energy Holdings, principale produttore di energia eolica in Giappone, per 188milioni di euro. Spera così di iniziare a racimolare quei 43miliardi di euro da destinare agli indennizzi alle vittime dell’incidente nucleare di Fukushima Daiichi.

L’ operatore della centrale nucleare di Fukushima presso cui è ancora in atto un incidente nucleare di livello 7 scala Ines (la visita dell’IAEA di 10 giorni fa conferma) si appresta, infatti, a vendere una quota di una società che produce energia eolica per indennizzare le vittime della catastrofe nucleare. Riferisce il Nikkei che è in vendita a Toyota Tsusho il 20% della Eurus Energy Holdings per un valore di 20miliardi di yen pari a 188milioni di euro. Eurus Energy è il principale produttore di energia eolica nel Giappone ed è di proprietà al 60% di Tepco e al 40% di Toyota Tsusho.
Stamane Tepco ha pubblicato un comunicato stampa in cui esprime:

Sincere scuse ai residenti vicino la centrale nucleare e in generale alle persone per la tremenda situazione e ansia generata dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi e da Fukushima Daini. Mentre per quest’ultima stiamo procedendo all’identificazione dei danni alle persone informiamo che abbiamo sottoposto le richieste di pagamento per gli indennizzi per i danni causati dall’incidente alla centrale nucleare di Fukushima Daiichi per la Compensazione per danno nucleare stipulata oggi nell’Articolo 2 dell’Act on Compensation for nuclear damage (Act No. 147 of 1961) con il Ministero dell’Educazione, Cultura, Sport, Scienza e Tecnologia. Continueremo a fare del nostro meglio per garantire che il processo di pagamento sia agevole per tutti i richiedenti.

Circa la metà dei 20miliardi di yen che Tepco raccoglierà saranno destinati agli indennizzi alle vittime dell’incidente nucleare di Fukushima. Il Nikkei rispetto a questa notizia non ha precisato al fonte e Tepco si è rifiutata di commentare affermando in un comunicato che:

nessuna decisione è stata presa in merito.

La società deve racimolare 43miliardi di euro da qui a marzo 2013 per arrivare alla cifra di copertura degli indennizzi. Sperano di riuscirci attraverso le vendite, riduzione dei costi e aiuti statali.

Via | Le Monde
Foto | Flickr

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Fukushima Daiichi, per Jpquake: "La Repubblica batte tutti per cattivo giornalismo"

pubblicato da Marina

la repubblica

Il sito che sta facendo le pulci ai media e ai blog di mezzo mondo rei di sensazionalismo e di notizie scientifiche errate, in buona sostanza di cattivo giornalismo, su terremoto e tsunami in Giappone e incidente nucleare di Fukushima Daiichi si chiama Jpquake.info. Secondo la loro personale classifica snocciolata in un intervista a Tempi.it ad aver fatto la peggiore informazione al mondo è:

L’articolo pubblicato il 20 marzo da Repubblica: è la peggior storia scritta sul terremoto in tutto il mondo. Tokyo era dipinta come “una capitale in agonia”, da cui quattro milioni erano scappati per sfuggire alla “nube atomica”. E mentre scriveva che le tracce di iodio radioattivo nell’acqua erano al di sotto dei limiti legali e quindi innocue, aggiungeva un misterioso e pericoloso “ufficialmente”. Parlava poi delle mascherine indossate dalla gente, come se a Tokyo non lo si facesse tutti i giorni, come prova della paura delle radiazioni, quando tutti sanno che a Tokyo tutti le vestono tutti i giorni. Hanno scritto che la rabbia contro il governo stava crescendo e come fonte citavano ben una persona che si lamentava. Ma c’è molto di più, leggetelo sul sito: l’intero articolo era in buona sostanza un pezzo di finzione apocalittica.

L’articolo a cui si fa riferimento è firmato dall’inviato Giampiero Visetti (ma in realtà è questo, su jpquake hanno sbagliato link) e ha preso il voto di 11 che non è affatto un buon voto (al pari del pezzo del Daily Mail del 15 marzo).

Infatti il giudizio dato è:

Diabolico.

Purtroppo non sono stati forniti al momento esempi di buon giornalismo e di eventuali modelli a cui i media potrebbero tendere e perciò tutta l’operazione sembra carente di una sostanziale parte di analisi e confronto.

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"Fukushima città di morte": la frase costa le dimissioni al ministro Yoshio Hachiro

pubblicato da Marina

lanterne a soma città a 100km da fukushima

Oggi è un triste anniversario per il Giappone: sei mesi fa, l’11 marzo 2011, il terremoto prima, tsunami poi e incidente nucleare a Fukushima Daiichi. Nella città di Soma nella Prefettura di Fukushima, (la foto in alto di Japan Today) i cittadini, per commemorare le vittime, hanno librato nel cielo centinaia di lanterne. L’immagine è molto poetica e vuole portare un po’ di dolcezza in tutta questa amara vicenda.

A amareggiare ulteriormente, infatti le dimissioni del ministro all’economia, Yoshio Hachiro rassegnate dopo aver pronunciato, durante la conferenza stampa di venerdì, alla fine della visita alla città di Fukushima:

Purtroppo, non c’era un’anima viva per le strade. Questo ricordava una città di morte.

Non solo, ma dopo aver visitato la centrale nucleare di Fukushima Daiichi fa il gesto di strofinare la sua giacca contro quella di un giornalista spiegandogli che così lo avrebbe contaminato con le radiazioni.

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Corinne Lepage eurodeputata racconta il silenzio che uccide a Fukushima Daiichi

pubblicato da Marina

Corinne Lepage con alcune donne di Fukushima

Alla centrale di Fukushima Daiichi l’incidente nucleare, innescato dal terremoto e tsunami dello scorso 11 marzo è tutt’ora in corso. Mi preme specificarlo perché sembra che la notizia essendo sparita dai mainstream nazionali sia anche sparita dalla realtà. Purtroppo per i giapponesi e noi tutti non è così.

Corinne Lepage , coraggiosa eurodeputata francese (nonché ex ministro per l’Ambiente con il governo di destra di Juppé) ha visitato la Prefettura di Fukushima dal 29 agosto al 2 settembre e dell’esperienza riporta una testimonianza allarmante. Ne scrive su Rue89 (De retour de Fukushima, où le silence et les mensonges tuent - Ritorno da Fukushima dove il silenzio e le bugie uccidono) e ha rilasciato una breve intervista a 20minutes.

Oggi il Giappone è un paese che nonostante tutto prova a reagire: ad esempio hanno ridotto drasticamente i consumi elettrici. Il punto, però, è che nessuno materialmente li aiuta. Sono lasciati al loro destino sopratutto i residenti della Prefettura di Fukushima a cui non sono state date informazioni né indennizzi per abbandonare la zona contaminata. Ricevono per ora solo false rassicurazioni mentre all’aeroporto di Tokyo sono bloccati ancora 40mila dosimetri per cui ancora troppe persone non conoscono di fatto a quale livello di radiazioni sono sottoposte. Non è migliore l’informazione che giunge in Francia, spiega l’eurodeputata, poiché le notizie sono filtrate dalle lobby del nucleare per cui la verità ci viene nascosta. Lepage è riuscita a fotografare la situazione visitando i luoghi e parlando con le persone e toccando con mano come si vive a Fukushima. Ha incontrato oltre a gente comune, rappresentanti di associazioni e gruppi, anche il segretario all’Ambiente, il vice ministro all’Ambiente e il vice governatore di Fukushima.

Dopo il salto una parte del racconto riportato dalle due testate.

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Giappone, test sulle centrali nucleari. Ma a Fukushima è mistero cesio

pubblicato da Marina

controllo delle radiazioni a Fukushima Il Giappone avvia i test sulle centrali nucleari dopo il dossier preoccupante rilasciato da AIEA. Intanto, a Fukushima città che sorge a 65 Km dalla centrale nucleare in cui è ancora in atto un incidente, si registra una situazione preoccupante, a causa delle radiazioni. Molte associazioni chiedono che l’area di evacuazione sia estesa dagli attuali 30Km a 60Km. Sarebbero così circa 300mila le persone da allontanare con tutte le conseguenze del caso. Le autorità della Prefettura di Fukushima, però rassicurano e dicono che tutti i valori rientrano nelle norme internazionali e che dunque non vi è pericolo (qui le malattie causate dalle radiazioni e qui un po’ di conti sulle radiazioni.)

Il limite fissato dalle autorità giapponesi per le radiazioni è di 20 millisievert ritenuto fascia di sicurezza. Ma questo limite viene duramente contestato dalle associazioni francesi (che di nucleare se ne intendono) poiché è il medesimo che viene applicato ai lavoratori del nucleare, tra i più esposti, ossia quelli conosciuti come “categoria A”. La loro dose di esposizione è costantemente monitorata però e sono seguiti da medici. Anche ai bambini di fukushima sarà fornito, come ai lavoratori del nucleare, un dosimetro per calcolare la quantità di radiazioni a cui sono sottoposti. Il punto è che sono bambini che non hanno scelta mentre i lavoratori hanno scelto il loro rischio. Per un lavoratore del nucleare una contaminazione interna dovrebbe essere un evento eccezionale; per i bambini di Fukushima rischia di diventare routine.

Che vi sia contaminazione da cesio dunque è certo. Ultima dimostrazione le analisi sulle urine condotte da ACRO su un campione di 10 bambini dai 6 ai 16 anni che vivono nella città di Fukushima: contengono cesio 134 e cesio 137 che non dovrebbero proprio esserci. Inoltre sebbene decadano in pochi giorni non sono esenti dall’effetto accumulo, restando le persone comunque nei luoghi contaminati in una condizione di continuo assorbimento.

Riporta Temoignage chretienne i dati raccolti a Fukushima città dagli ingegneri del CRIIRAD:

Hanno registrato in una scuola e in diversi quartieri un tasso di radiazioni a un metro dal suolo venti volte superiore a quanto stabilito dalle norme internazionali. Sottolineano che le radiazioni sono elevate anche all’interno delle abitazioni incluse quelle al quarto piano. Nelle camere sul tatami dove dormo anche i bambini le dosi sono superiori di 3 volte e di 6 volte nel salone.

Via | TF1, Le nouvel Lobs, La Croix, Libération Science
Foto | Temoignage chretienne

Fuskushima, proteggere i bambini dalle radiazioni nucleari

pubblicato da Marina

mappa delle radiazioni a fukushima daiichi Da Fuskushima città giungono notizie diverse, masticate e sputate dal mainstream e perciò complicate da verificare. Dunque ieri come riferisce Reuters una manifestazione organizzata dalle mamme e dai papà preoccupati per la salute e il futuro dei loro figli. Le radiazioni nucleari conseguenza dell’incidente alla centrale di Fukushima Daiichi ci sono anche se il Governo giapponese continua a dire che è tutto sotto controllo. In atto la raccolta di firme per una petizioneche obblighi le autorità a proteggere i più piccoli.

L’associazione indipendente francese ACRO ha diffuso le rilevazioni sulle radiazioni nell’area di Kanto e Prefettura di Miyagi e non sono belle cifre. Secondo i dati diffusi anche da NHK le persone residenti a 40Km dalla centrale nucleare di Fukushima Daiichi sono state esposte a 3,2 3.2 millisieverts per circa 2 mesi.

Nell’attesa gli abitanti di Fukushima si difendono come possono o come sanno, anche piantando girasoli.

Via | NHK, Le Point
Foto | Gunma

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Pennichella alla giapponese per risparmiare energia

pubblicato da Marina

pennichella giapponese

Chiamatela come volete: pennichella, riposino, pisolino, siesta, cioè il sonnellino veloce del dopo pranzo, quello che va dalle 13 alle 15. Non solo fa bene alla salute , ma anche al risparmio energetico, in questo caso del Giappone. La Prefettura di Gifu ha chiesto ai suoi dipendenti di andare a casa dalle 13 alle 15 per fare un pisolino, al fine di ridurre il consumo di energia negli uffici (qui le buone regole per una sana pennica).

L’iniziativa è stata battezzata Siesta Holiday e come spiega un funzionario della Prefettura al Tokyo Times:

Siesta Holiday è il nome dato alla pausa pomeridiana in Spagna ed è una delle idee che abbiamo adottato per tagliare i consumi di energia elettrica. Servirà a risparmiare il 20% dsi elettricità in estate e l’11% per l’intero anno.

Dunque dopo aver alleggerito il dress code da ufficio, invitando a smanicarsi e scosciarsi per stare più freschi e tenere così la temperatura dei condizionatori più alta, ora i dipendenti giapponesi sono invitati a fare un bel riposino nella pausa pranzo.

Foto | Flickr

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