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Tutti gli articoli con tag Michele Boato

Ecologia e politica: i partiti

pubblicato da lumachina

Vi presento oggi la panoramica, vista da Michele Boato, direttore dell’Ecoistituto del Veneto, sulle possibilità che un ambientalista ha di far portare avanti le sue idee dai partiti italiani. Vi prego di tenere a mente che quanto segue sono le idee di Boato, non la posizione di ecoblog. Ecoblog non ha un colore politico. La redazione di ecoblog ospita gente che vota sia a destra che a sinistra e diamo per scontato il rispetto reciproco.

La terza opzione è, se possibile, ancor meno “naturale” per un comitato o singolo ecologista: inserirsi in maniera pubblica (e organizzata, se si tratta di un gruppo di persone) in una forza politica nazionale. Che senso può avere?

Nel 1985 dall’Arcipelago Verde delle associazioni che si riunivano periodicamente a Bologna (e che avevano dato vita all’agenzia di informazione/collegamento omonima, diretta dal sottoscritto e redatta dal WWF milanese di Alessio Di Giulio) abbiamo fatto nascere le Liste Verdi comunali e regionali un po’ in tutt’Italia (ce n’era già qualcuna a Trento, Bolzano, Viadana, Ancona, ma sono diventate centinaia). Il progetto era mantenere e rafforzare il movimento, l’Arcipelago degli antinucleari, ciclisti, animalisti, nonviolenti, riciclatori, università verdi, consumatori e produttori bio, ecc ; e contemporaneamente tenere un altoparlante e una sponda sicura dentro le istituzioni.

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Ecologia e politica: le liste civiche

pubblicato da lumachina

Continuiamo la trattazione delle diverse opzioni che un ecologista si trova di fronte quando decide di cambiare il mondo. Ieri abbiamo pubblicato la prima parte della lunga lettera di Michele Boato (direttore dell’EcoIstituto del Veneto) che trattava dei comitati, oggi vediamo pro e contro delle liste civiche.

La seconda scelta, dare vita, anche solo occasionalmente, ad una lista elettorale civica, in sede locale, di matrice (anche) ambientalista non è invece una scelta “naturale”. Deriva di solito da situazioni eccezionali, che possono costringere il comitato a questo passo: si tratta di lotte o iniziative molto forti, che trovano davanti a sé un muro compatto nelle istituzioni, la sordità o addirittura l’ostilità di tutti i partiti presenti nel Consiglio comunale.

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Ecologia e politica: i comitati

pubblicato da lumachina

Come si può contare di più nelle scelte legislative o di governo, locali o nazionali, relative all’ambiente? Che cosa deve fare una persona che sia cosciente dei problemi dell’ambiente e voglia risolverli a scala più che personale?
Entra in politica, appoggia un partito, scende in piazza, resta fuori da tutto per non fare compromessi?

A porre questa bella domanda e’ il direttore dell’EcoIstituto del Veneto, Michele Boato, che in una lettera aperta invita tutti coloro che hanno a cuore il problema a discuterne.
La prima ipotesi di lavoro (domani e dopodomani ve ne proporrò altre due) e’ di far parte di un comitato.

Per Michele Boato far parte di un comitato significa mantenersi totalmente fuori dalla politica, facendo solo attività di “movimento” (denuncia, pressione, manifestazioni, informazione, ecc.).

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