
Delle crepe nel ghiacciaio Pine Island in Antartide fanno sospettare alla NASA un possibile distacco di un iceberg di oltre 700 km quadrati nei prossimi mesi. La NASA sta sorvolando l’Antartide a bordo del DC-8 nell’ambito della missione IceBridge. Sopra la foto scattata al ghiacciaio Pine Island.
Il tweet rilasciato dalla Nasa è chiaro e non lascia alcun dubbio all’interpretazione:
Aggiornamento: Confermato che il satellite ha penetrato l’atmosfera sopra l’Oceano Pacifico. Ancora non conosciamo l’ora precisa e la zona. NASA
Fino a ieri era stata paventata la remota possibilità che il satellite Uars potesse cadere sui cieli del Nord Italia. Ma il suo viaggio è proseguito evidentemente. La caduta è stata registrata tra le 11:23 EDT del 23 settembre e l’ 1:09 EDT del 24 settembre, come annunciato in un precedente tweet sempre dalla Nasa.

Lo Shuttle Endeavour ha da qualche ora agganciato la stazione internazionale. La missione è non solo ricercare la materia oscura ma anche osservare il comportamento di un calamaro e di alcuni microrganismi mentre si trovano nell’inusuale habitat dello spazio. A bordo sarà osservato il comportamento della Sepiola atlantica e di cinque diversi microrganismi selezionati nell’ambito del progetto LIFE di The Planetary society.
L’obiettivo è capire quali organismi siano in grado si sopravvivere in un ambiente ostile come lo spazio: in assenza di gravità e in presenza di radiazioni. L’idea è verificare l’ipotesi della transpermia, ossia se la vita sulla Terra sia stata trasportata attraverso meteoriti provenienti da Marte o Venere. E che c’entra il calamaro? C’entra perché nel suo organismo ospita i Vibrio Fischeri e saranno loro il vero oggetto dello studio, con finale molto triste per il calamaro, come spiega bene Galileo:
Gli scienziati della Nasa, infatti, vogliono verificare se a questi batteri buoni capiti quanto osservato in quelli cattivi: nelle condizioni estreme di temperatura e radiazioni, questi ultimi diventano ancora più nocivi. Quindi, una volta raggiunta la Stazione spaziale, il piccolo calamaro sarà colonizzato con i batteri esposti allo Spazio, ucciso e conservato per poter poi essere analizzato una volta di ritorno sulla Terra.
Gli altri 5 microrganismi oggetti dello studio sono: i terdigradi o anche detti orsi d’acqua che riescono a tollerare temperature prossime allo zero assoluto o superiori ai 150 gradi centigradi; i Deinococcus radioduranso anche conosciuto come Conan che sopravvive a esposizioni di radiazioni di 15mila Gy; i Haloarcula marismortui che abitano in ambienti salati non sopportati da nessun altro essere vivente; i Pyrococcus furiosus o mangiatori di fuoco che resistono a temperature elevatissime e infine il Cupriavidus metallidurans che collabora alla formazione delle pepite d’oro.

Buone notizie per le scimmie: la Nasa ha pronunciato il primo no all’utilizzo di questi animali per gli esperimenti scientifici.
L’ente spaziale americano, infatti, aveva una lunga serie di studi che vedevano le scimmie come cavie. Uno di questi consisteva nel bombardarle di radiazioni, per studiarne gli effetti e le ripercussioni in vista di possibili viaggi spaziali, magari verso Marte.
Decisamente una crudeltà. Gratuita? Su questo gli umani non si metteranno mai d’accordo. Secondo il Physician Committee for Responsable Medicine (Pcrm), però, questi esperimenti sono inutili e poco affidabili. Per questo il Pcrm ha protestato ufficialmente con la Nasa, ottenendo risposta positiva: gli esperimenti sono stati cancellati.
La cosa farà piacere anche all’ex Beatle Paul McCartney, che da tempo si batte contro questi esperimenti. Che sia l’inizio di una nuova politica sull’utilizzo degli animali negli esperimenti scientifici?
Da parecchio tempo si parla di esperimenti della Nasa sulle scimmie scoiattolo finalizzati a preparare le future missioni spaziali.
E la cosa, ovviamente, non è mai piaciuta agli animalisti. Tra questi, uno più illustre degli altri ha appena preso una posizione tanto netta quanto “inglese”. Si tratta dell’ex Beatle Paul McCartney che ha scritto direttamente alla Nasa:
Credo che la Nasa abbia abbastanza ingegno per studiare gli effetti sulla salute umana dei viaggi spaziali senza effettuare esperimenti sugli animali come è stato fatto in passato
Richiesta da baronetto, e un po’ sarcastica come si conviene ad un inglese, ma assai chiara ed efficace. Gli studi in questione, in pratica, consistono nel bombardare gli animali con un quantitativo di radiazioni pari a quelle che riceverebbe un astronauta nella sua navicella spaziale in tre anni di viaggio nel cosmo.
Non ha tutti torti Paul McCartney: l’uso di animali per questi esperimenti sarà forse la soluzione più economica, ma di certo non la più ingegnosa…
Via | The Daily Mirror
Foto | Flickr

Nel mondo ci sono molte meno mangrovie di quanto si pensi. La maggior parte è in pessime condizioni e solo una percentuale minima di esse è sotto una qualche forma di tutela.
Queste notizie, tutt’altro che buone, provengono dalla Nasa e dal U.S Geological Survey che hanno fotografato dallo spazio, con una precisione fino ad oggi mai raggiunta, le foreste pluviali del pianeta e pubblicato i dati su Global Ecology and Biogeography.
Dai dati raccolti risulta che, rispetto alle stime precedenti, mancano all’appello il 12,3% di alberi di mangrovia: la superficie del pianeta coperta da questa pianta così importante per la difesa dell’ecosistema e delle coste (ad esempio dall’impatto dei cicloni) è pari a 137.760 km quadrati. Dal 1980 al 2000, poi, il 30% delle mangrovie è letteralmente sparito.
Quelle che restano sono quasi sempre in balia della cementificazione a scopo turistico o di altre forme di economia poco rispettose dell’ambiente e appena il 6,9% ricade in aree protette. Infine, oltre il 75% di questi alberi si trova in appena 15 paesi.
Via | Science Daily
Foto | Flickr

Lentamente tutti i timori stanno diventando realtà: la marea nera causata dal disastro della Deepwater Horizon ha toccato le coste delle isole Chandeleur, in Louisiana.
A vigilare sulla situazione ci sono due enti governativi, la National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e la più famosa NASA. Quest’ultima, su richiesta della prima, si sta dando da fare per monitorare l’espansione della macchia nera.
Tra gli interventi messi in atto dalla NASA c’è l’invio sui cieli del Golfo del Messico di aerei ER-2, veivoli da ricognizione derivati dai famosi U2 in grado di volare a 70.000 piedi e di scattare foto ad altissima risoluzione.
Se per qualcuno la teoria dei cambiamenti climatici è la vera bufala del nuovo millennio, non sicuramente dello stesso avviso sono i ricercatori della Nasa, i quali, in un rapporto pubblicato qualche giorno fa, hanno dato delle spiegazioni diametralmente opposte. Quello che si è appena concluso l’anno scorso, fanno sapere dalla Nasa, è stato il decennio più caldo in assoluto da quando, dalla fine dell’ottocento, si è iniziato a registrare le temperature.
Il 2009, numeri alla mano, sarebbe stato il secondo anno più caldo dopo il 2005 (dal 1880), mentre il 2008 quello più freddo del decennio, ma questo a causa della corrente La Niña che ha contribuito ad abbasare le temperature di tutta l’area tropicale del Pacifico. Quasi caldi come il 2009 sono stati il 1998, il 2002, il 2003, il 2006 e il 2007.
Secondo James Hansen del Goddard Institute for Space Studies (Giss), facendo la media delle temperature si ha la conferma che il riscaldamento del pianeta prosegue praticamente senza interruzioni. In particolare si può affermare che nel corso delle ultime tre decadi, la temperatura superficiale mostra una tendenza al rialzo di circa 0,2° C per decennio. Dal 1880 si osserva una chiara tendenza al riscaldamento, anche se questo processo ha subito un rallentamento negli anni compresi tra il 1940 e il 1970.
Via | Giss.nasa.gov
Foto | Flickr
Secondo gli scienziati russi, Apophis un asteroide lontano, per ora, milioni di anni chilometri dalla Terra, nel 2036 potrebbe entrare in collisione con il nostro pianeta con conseguenze disastrose. La dichiarazione, secondo quanto riporta The Guardian, è stata fatta dal direttore della Roscosmos, l’ Agenzia spaziale russa, che ha annunciato anche che la Russia progetterà un intervento di distruzione di Apophis. Ha detto Perminov alla radio russa Golos Rossii:
E’ in gioco la vita delle persone. Dobbiamo costruire un sistema che ci permetta di evitare la collisione che costerà milioni di dollari e evitare di sederci e aspettare che accada qualcosa.
Secondo gli scienziati dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (in alto il video magazine Urania, dal min. 1:37 con il servizio dedicato a Apophis) la tesi prevalente è relativa ai nuovi calcoli che hanno abbassato ulteriormente a 1 su 250mila le probabilità che Apophis colpisca la Terra .
Secondo Perminov si dovrà costruire una sonda che nel 2029 dovrà intercettare il primo passaggio di Apophis, quello meno pericoloso per evitare che il 13 aprile 2036 entri, al secondo passaggio, in collisione con il nostro pianeta. Facile a dirsi ma molto complesso da farsi. E’ ancora oggetto di dibattiti tra gli studiosi il sistema più efficace per dirottare un asteroide. Secondo alcuni esperti sarebbe preferibile l’invio di una sonda che contribuisca a cambiare gradualmente la traiettoria di Apophis; secondo altri è meglio inviare una sonda che si scontri con l’asteroide e che causi di forza il cambio di direzione.
Intanto secondo gli studi effettuati dalla NASA l’impatto con Apophis potrebbe produrre conseguenze devastanti sul nostro Pianeta, non esclusa la possibilità che sia modificata l’orbita. Una volta colpito il nostro pianeta sarebbe liberata un energia pari a 100 mila volte l’esplosione nucleare su Hiroshima e l’atmosfera terrestre sarebbe saturata dalle polveri.
LCROSS è il nome della missione e del razzo della Nasa che ha come obiettivo l’apertura di un cratere sulla luna - tramite esplosione - alla ricerca dell’acqua.
Il razzo, lanciato il 18 giungo a 9.000km all’ora, raggiungerà la meta tra due ore circa, mentre l’impatto verso il Polo Sud lunare è previsto verso la fine di ottobre creando un cratere di 10 km. LCROSS studierà anche la superficie lunare, alla ricerca di tracce di acqua o vapore.
Oggi il razzo è entrato nell’orbita terrestre e lo si può seguire in video per aggiornamenti costanti sulla missione.