L’Ewea ha diffuso i dati aggiornati sul potenziale eolico dei Paesi dell’Unione Europea. Le nuove cifre pubblicate si riferiscono alla capacità di produrre energia da fonte eolica per Kmq, dando quindi, un’esatta immagine dell’uso effettivo di questo tipo di energia. Non si tratta quindi di cifre che si riferiscono alla potenza eolica installata di ogni Stato membro, ma alla effettiva distribuzione di questa tecnologia in rapporto alla estensione di ogni singolo Paese.
Dai dati emerge come la media europea si attesti su un valore di 14 MW di potenza installata ogni 1.000 kmq, ma si tratta tuttavia di valori variabili a seconda del Paese. Fra questi il primo in questa speciale classifica è la Danimarca con una densità di 73,8 MW installati seguita a ruota da Germania (67), Paesi Bassi (53,6) e Spagna (33,2).
L’Italia? Con 12,4 MW installati si trova al nono posto, leggermente sotto la media europea, tuttavia non ultima ruota del carro in quanto davanti a due Paesi come Francia e Regno Unito. L’Ewea ha calcolato che se gli otto Paesi più grandi d’Europa avessero la stessa densità di eolico della Danimarca si potrebbe soddisfare il 19% della domanda totale di energia, evitando la produzione di 362 milioni di tonnellate di CO2.
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Come può essere una città in cui ci sono più bici che auto? Sappiamo che gli olandesi usano la bici come noi usiamo l’auto, ma difficilmente chi non è stato nei Paesi Bassi può immaginare quanto siano diffuse le biciclette. Ho trovato un vecchio post di un americano in vacanza ad Amsterdam, che ha fatto 82 foto di ciclisti in 73 minuti. Una bella serie di scatti che rendono l’idea della varietà di persone, di abbigliamento e di biciclette. Unico neo, come denunciato da Brian, è il non uso del casco. Voi, fedeli lettori di Ecoblog, lo usate sempre, vero?
La costruzione di una cittadella della scienza nei Paesi Bassi e’ stata sospesa per colpa di alcuni animalisti che non vogliono veder realizzato un sito in cui si pratica la vivisezione. Il progetto destinato a ospitare test di prodotti commerciali Sciencelink, dal costo di 60 milioni di Euro, avrebbe dovuto concretizzarsi nella cittadina di Venray e avrebbe potuto dare lavoro a circa 400 persone.
Il capo progetto, Van Der Looy, ha riportato alla stampa che vari membri dello staff hanno subito minacce. Sono comparsi dei graffiti sulle pareti esterne delle case dove abitano i progettisti e dei gruppi di ambientalisti sullo stile di “animal liberation” hanno fatto pressioni perché il progetto venisse abortito, dal momento che prevedeva spazi per la vivisezione.
A condurre i test sugli animali nel centro Sciencelink e’ la stessa Harlan dei laboratori di Correzzana, vicino Milano, dove si erano introdotti degli animalisti lo scorso anno. Durante quella azione erano stati liberati 18 macachi e un centinaio di topi.
A guidare le manifestazioni animaliste (ma non ad aizzare i vandali) e’ stata la Anti Dierproeven Coalitie (Coalizione contro i test sugli animali)

20.000 moduli fotovoltaici semi-trasparenti danno luce ed energia alla serra da esposizione di Floriade. Floriade e’ la più grande esposizione di fiori dei Paesi Bassi e una delle maggiori al mondo e si vanta di avere il tetto fotovoltaico più grande del mondo (28.000 m2).