In un recentissimo post parlavo di Peccioli come di Comune modello nella gestione di una discarica, se non altro per quanto riguarda la compensazione della cittadinanza costretta a sorbirsi la spazzatura. Proprio la Belvedere, la società mista pubblico-privato che a Peccioli gestisce la discarica, ha in progetto una nuova iniziativa chiamata “un ettaro di cielo”.
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Mentre in Campania ci sono sindaci che si fanno caricare dalla polizia pur di non far arrivare i rifiuti nella propria giurisdizione, altrove i rifiuti se li litigano.
In un mio recente post sulla situazione dei rifiuti in Campania, ho citato un’affermazione di Capezzone dove si sosteneva che - per uscire dall’emergenza - è necessario cominciare a parlare di compensazioni per i “fortunati” Comuni scelti per ospitare l’immondizia. Nei commenti, un lettore (Proust) chiedeva però quale tipo di compensazione potesse convincere i cittadini di un piccolo Comune ad accettare una discarica. Mi pare un’ottima domanda, meritevole di approfondimento. In Toscana e in Romagna ci sono due esempi di Comuni che non solo sono ben contenti di prendersi la spazzatura, ma che anzi tremano all’idea che un giorno la loro discarica possa essere piena.