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Tutti gli articoli con tag Polonia

Nucleare Vs. Eolico Off Shore: in Polonia preferiscono l'atomo

pubblicato da Marina

Donald Tusk premier polacco In Polonia entro il 2020 dovrebbe entrare in funzione la prima centrale nucleare da 3 gigawatts. Ma secondo un comunicato di Greenpeace Polonia sarebbe del tutto superflua se solo si desse spazio a un parco eolico off shore nel Mar Baltico da 5,5 gigawatts. Questioni di lana caprina? Affatto! La Polonia si rifornisce di energia usando principalmente carbone e gas importato dalla russia per il 45% del fabbisogno e dunque è necessario che abbassi costi e quota di emissioni di CO2.

Sviluppare energia eolica permetterebbe di creare 9000 posti di lavoro contro i 7000 ottenuti per il nucleare e di fornire elettricità al costo di 104 euro per megawatt contro i 110 euro del nucleare.

Ma per Donlald Tusk premier polacco la strada giusta resta quella del nucleare nonostante la vicina Germania abbia deciso di uscirne. Tusk pensa perciò anche a una seconda centrale nucleare.

Via | Le Figaro
Foto | Flickr

Centrali a carbone (ma in Polonia) dopo l'addio al nucleare tedesco

pubblicato da Marina

anti nuclearisti tedeschi, dopo la chiusura delle centrali nucleari arrivano le centrali a carone ma in polonia

Mi sembra di capire che la Polonia sia stata scelta come terra per la produzione di energie sporche: dall’estrazione di gas di scisto alle centrali a carbone sporco. La Germania, infatti, ha deciso che ricorrerà proprio al carbone per recuperare parte di quel 22% di energia che perderà dopo che l’ultima centrale nucleare sarà chiusa nel 2022. Ma le centrali a carbone non saranno in Germania ma in Polonia. Altra energia arriverebbe dalle centrali nucleari francesi. E così la quota di rinnovabili tedesca per completare il protocollo di Kyoto resta salva.

Ipocrisia? Colonialismo energetico? Mettetela come vi pare, ma secondo Donald Tusk primo ministro polacco si tratta di una buona occasione per il suo Paese inclusa la vendita di gas scisto la cui estrazione non è proprio il massimo per il rispetto dell’ambiente.

Ha detto Tusk:

Se si potesse estrarre gas scisto su larga scala in Polonia si potrebbe anche arrivare a centrali elettriche a gas.

Tra l’altro i prezzi del gas ieri hanno raggiunto i prezzi più elevati nelle ultime sei settimane. I traders, infatti si attendono che sia proprio il gas scisto la fonte usata per colmare le intermittenze causate dalle fonti rinnovabili.

Sono molto curiosa di vedere, a questo punto, che posizione prenderanno i tosti Verdi tedeschi.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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E' la Polonia lo stato più dipendente dal carbone

pubblicato da eymerich

VarsaviaSecondo una recente indagine del Financial Times il poco ambito record del mondo quanto a dipendenza dal carbone è di uno stato europeo, della Polonia per la precisione, visto che ben il 96% della sua elettricità proviene da centrali che bruciano carbone.

Una dipendenza dal carbone così elevata è di aiuto anche per capire come mai la Polonia sia stata uno dei paesi meno entusiasti del piano dell’Unione Europea per limitare i gas serra mediante un rinnovato Emission Trading Scheme, cioè il meccanismo che regola il mercato comunitario delle quote di emissione di gas serra, adottato all’inizio del 2005 per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto.

Stando al progetto, che vincola le imprese secondo i rispettivi Piani di Allocazione Nazionali (NAP), molte aziende, soprattutto nel settore energetico, sarebbero costrette a comprare i loro permessi di emissione, messi all’asta dal 2013, infatti sarà allora che il nuovo mercato l’attuale sistema di scambio delle quote che è gratuito – un aggiustamento che la Polonia ritiene potrebbe far aumentare il prezzo dell’elettricità del 90%.

Via | Financial Times, Uphill struggle for coal-fired Poland
Foto | gutter

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Sarkò riorganizza il Mediterraneo

pubblicato da Marina

Una curisosa espressione del presidente SarkozySe Putin ha consegnato il 2 di picche a Bush durante il negoziato per l’allargamento della NATO nell’Est Europa con la Polonia che fa da ago della bilancia, Monsieur Sarkozy pensa all’allargamento del Mediterraneo, alla sua riorganizzazione e ad un futuro agroalimentare.

Il presidente francese - più noto come marito di Carla Bruni- già dagli inizi del mese scorso , complice la mediazione di Frau Angela Merkel, ha rispolverato il vecchio “Processo Barcellona” ribattezzato per l’occasione UPM- Unione per il Mediterraneo, in pratica una zona di libero scambio attiva dal 2010 . Monsieur Sarkò ha chiamato a raccolta i 27, più nove banche e una compagnia di assicurazioni (il gossip economico bisbiglia i loro nomi ma io non essendone sicura taccio) .

Tra gli entusiasti del progetto, inutile dirlo: spagnoli, italiani, francesi e greci. Soprattutto gli italiani con quella Sicilia così spinta nelle acque mediterranee e soprattutto con quasi tutti i terreni vocati alla produzione biologica. Meno entusiasti, per non dire scontenti, i paesi a Nord. Ma d’altronde dopo aver strappato alla Fisher Boel lo zuccheraggio dei mosti, a discapito dei vini col pedigree francesi e italiani, come dire? Potevano giocarsi davvero poco sul piano della negoziazione.

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Allo Zar Putin non piace il giro di valzer

pubblicato da Marina

Vladimir Putin presidente della RussiaLa storia che sto per raccontarvi sembra scritta da un romanziere che ha preso ispirazione dal “Risiko”. Sullo scacchiere ci sono Russia contro Europa. E un giro di valzer di interessi formati da: fornitura di gas e greggio, carne bovina, missili e scudo spaziale.

Era il 21 gennaio di quest’ anno quando le agenzie stampa battevano notizie incoraggianti sulla questione embargo carne dalla Polonia. Eh si! Tre anni or sono Zar Putin ha dichiarato guerra all’ agroalimentare europeo attraverso la Polonia. Secondo Putin la Polonia avrebbe venduto alla Russia prodotti quali carni e ortaggi, originari di altri paesi ( provenienti, cioè, dalla stessa Europa, Asia e America Latina). Di qui la sospensione delle forniture. Motivo?: il governo russo era preoccupato per le possibili ripercussioni veterinarie del giro di valzer delle carni; la Polonia non si è persa d’animo ed è andata a bussare alle porte della Comunità Europea chiedendo che fosse cessato l’embargo russo altrimenti sarebbe saltato il partneriato euro-russo alla fine del 2007 per la fornitura energetica .

Le diplomazie entrano in gioco e a metà gennaio di quest’anno i due Ministeri dell’Agricoltura si sono accordati sui controlli igienici della carne riesportata dalla Polonia, ponendo fine all’embargo e facendo cadere il veto polacco. La promessa fatta è stata quella di rincontrarsi al vertice russo-europeo del prossimo maggio e le assicurazioni di ritardare la conclusione dell’accordo con gli USA per la costruzione dello scudo americano.

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Autostrada in Polonia

pubblicato da lumachina

proteste per l'autostrada nelle aree protette polaccheLa nuova Via Baltica dovrebbe collegare Varsavia ed Helsinki, ma il tracciato dell’autostrada corre in mezzo ad aree protette di importanza comunitaria (segnalato da Chube). Gli ambientalisti, spalleggiati dalla Comunità Europea, si oppongono alla sua costruzione. I lavori erano stati sospesi durante la primavera per consentire ad alcune specie di uccelli di nidificare e sarebbero dovuti riprendere oggi. Il tratto che dovrebbe attraversare le preziose paludi e le foreste planiziali è lungo 17 km e doveva essere sopraelevato.

Lungo il corso del fiume Rospuda vivono 235 specie animali rare e il commissario per l’ambiente, Stavros Dimas, è stato categorico: “È una zona protetta. Fermate tutto e cambiate il percorso”. Anche il premier Jaroslaw Kaczynski pareva deciso a non retrocedere: per i polacchi la nuova autostrada è una linea di comunicazione su cui riversare le speranze per lo sviluppo economico del Paese. La Comunità europea aveva finanziato la costruzione della Via Baltica con Lettonia, Lituania ed Estonia per 480 di milioni di euro, ma aveva vincolato i fondi al rispetto delle direttive comunitarie (Uccelli, Habitat, Valutazione di Impatto Ambientale).

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