Assegnati i premi della competizione International Engine of the Year 2010, competizione dedicata ai motori automobilistici di tutte le principali case produttrici mondiali. All’interno della competizione una sezione è dedicata ai motori ecologici e, quest’anno, è stata vinta dall’ibrido montato sulla Toyota Prius e sulla Auris Hsd.
L’ibrido Toyota, quindi, a quanto pare piace: 136 Cv totali non sono male per una macchina “normale” e i consumi bassi (bassissimi se si sta buoni col piedino destro) in tempi di crisi fanno sempre bene.
Le altre case automobilistiche, attualmente, inseguono ma la strada sembra tracciata: l’inserimento di almeno un modello ibrido nella gamma è un po’ moda un po’ esigenza perchè i consumatori cominciano a chiederlo. Se poi il motore vince anche i premi, certamente viene maggiormente conosciuto e apprezzato.
Peccato solo che, almeno in Italia, non si senta più parlare del maxi incentivo per le ibride che, specialmente nel caso della Prius, aveva fatto molto bene alle vendite. Speriamo che, ora che la stagione degli eco incentivi sembra tramontata, si possa recuperare almeno questo contributo per una delle poche tecnologie che si può definire “eco” senza prendere in giro il consumatore.

Benvenuti nel secolo della rivoluzione delle auto elettriche. Anche Toyota inizia a fare seriamente e dopo aver messo sul mercato una ibrida molto venduta e apprezzata, la Toyota Prius, decide che è giunto il momento di produrre auto elettriche negli Usa e sceglie come partner Tesla con un investimento di 50 milioni di dollari e l’uso dello stabilimento di Fremont in California.
La foto che vedete in alto ritrae Akio Toyoda CEO di Toyota, Elon Musk CEO di Tesla e il Governatore della California Arnold Schwarzenegger. Infatti Schwarzy è lì per festeggiare il fatto che per produrre le auto elettriche sarà usato lo stabilimento NUMMI New United Motor Manufacturing Inc., a Fremont, San Francisco, che produceva auto per la joint venture tra la General Motors Co. e Toyota. Fremont, era stato chiuso all’inizio di quest’anno,ma i funzionari Tesla hanno deciso che era quella la linea giusta per produrre le nuove auto elettriche, sul mercato dal 2012 e lo hanno fatto riaprire.
La prima auto a essere prodotta a Fremont sarà la berlina Model S e speriamo che il prezzo scenda un po’ al di sotto del 50mila dollari preventivati.
Via | Kansas City, WSJ
Foto | Kansas City
Pensavate che la Toyota Prius fosse un’auto ecologica? Lo è solo per chi la guida, mentre il suo processo di produzione è tra i più inquinanti.
Cosa fa la Toyota quando si accorge che la produzione di auto ecologiche è altamente inquinante? Progetta fior di Toyota, ovvero ripensa la natura a suo modo, inventando un nuovo tipo di fiore che compensa il danno che le fabbriche causano all’ambiente.
Il fior di Toyota sono due piante derivate dalla salvia e dalla gardenia: dalle foglie della salvia prendono la caratteristica di assorbire i gas nocivi. Il fiore, piantato tutto intorno alle fabbriche, sfrutta poi le caratteristiche della foglie di gardenia, che creano un vapore acqueo che abbassa la temperatura circostante, riducendo il consumo di energia per il raffreddamento e diminuendo, di conseguenza, le emissioni di anidride carbonica.
Foto | Flickr
Per una pausa caffè dedicata a chi si trova al lavoro o su internet di sabato mattina, ecco il making of dello spot Harmony della Toyota Prius, ovvero come si è partiti dall’idea dello spot, come la si è realizzate e come lo spot è stato girato. Per tutti coloro che hanno apprezzato Harmony e per i fan degli effetti speciali, lo spot è stato girato con 1 milione 200 comparse trasformate in 1 milione, accorse a vestirsi da nuvole, da fiore, da erba e da ape per lo spot dell’ecologica auto di casa Toyota.
Toyota Motor Corporation è il primo costruttore di automobili al mondo e la notizia dovrebbe rallegrare gli ecolettori, vista la buona reputazione del costruttore giapponese che, oltre a presentare la terza versione della Prius, ritrova un membro della famiglia fondatrice (Aiko Toyoda) alla guida del gruppo.
Toyota ha preso il posto che General Motors deteneva da 77 anni, nel pieno di una crisi epocale per il settore auto. Quest’anno, infatti, le case automobilistiche tentano di limitare i danni e considerano un buon risultato un lieve calo dei profitti. In particolare, Toyota registra un -4%, mentre la casa di Detroit cala dell’11% rispetto al 2007; in termini di vendite, i due giganti si trovano, rispettivamente con 8,92 e 8,35 milioni di veicoli venduti nel 2008.
La GM paga una politica ispirata al gigantismo delle auto (Hummer, ma non solo), pensata per gli Stati Uniti, un paese dove la benzina viene tassata pochissimo e le cilindrate sopra i 2000 cc. sono la norma, La Toyota, al contrario, ha fatto degli enormi progressi dai suoi primi Land Cruiser, puntando su cilindrate più piccole, la tecnologia ibrida e, soprattutto, una visione integrata del prodotto (assistenza, tecnologia, ciclo dei materiali e consumi), guadagnandosi un’ottima reputazione di innovatore nel rispetto dell’ambiente.
Via | Bloomberg
Foto | Jdee PanIII
Avete presente la Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo? Beh trasportate il concetto sull’acqua ed il gioco è fatto. Dopo il primo motoscafo ibrido, ecco il primo Yacht di lusso ibrido: come essere ecologisti con stile.
Si chiama Long Range 23 costruito dalla Mochi Craft e sarà presentato al prossimo salone nautico di Genova.
Due motori elettrici da 70 kW per navigare sotto-costa o nelle baie senza inquinare ed emettere rumori con un autonomia di tre ore. Quando serve potenza si può disporre di 2 motori diesel da 588 kW.
Carena con elevate efficienza idrodinamica che le permette di scivolare meglio sull’acqua, le batterie si ricaricano attraverso i motori diesel o, in porto, collegandosi alla normale rete elettrica. Gli interni sono extra-lusso.
Certo manca, come nelle automobili, la potenzialità di ricaricare le batterie in frenata recuperando energia che altrimenti andrebbe persa. Potrebbe essere un’idea installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto (come farà la Toyota), per essere veri ecologisti l’energia presa in porto dovrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (come quella di casa mia), ma è comunque un altro tassello verso, a mio parere, l’inevitabile passaggio ad un futuro elettrico.

La redazione di Cars.com, noto sito d’auto in lingua inglese, ha annunciato che Toyota Prius, il modello ad alimentazione ibrida, è l’auto più cercata tra le classifiche delle auto nuove più cercate sul sito sorpassando addirittura modelli come la Accord o la Camry. Non solo, tra le 10 auto più cercate appaiono anche altri modelli ibridi, o semplicemente più ecologici come la Toyota Corolla, l’Honda Civic Hybrid, Toyota Yaris e Honda Fit.
Il primato della Toyota Prius è iniziato la scorsa estate, in concomitanza con l’avvio del problema del caro-carburante. Avrà cambiato le abitudini degli americani, oramai dotati come noi europei, di occhio clinico ai consumi e alla spia luminosa del carburante? Con dati di questo tipo non possiamo prevedere se le vendite della Toyota aumenteranno ancora o se saranno quasi tutti gli americani a cambiare stile ed abitudini al volante, però possiamo sicuramente annunciare che la corsa del petrolio e soprattutto del gas sposterà l’attenzione (e le richieste) verso nuovi modelli d’auto.
L’ inquinante Ford Mustang si piazza al 9° posto mentre in cima alle preferenze degli internauti per ora ci sono Toyota Prius e Honda Civic ai primi due posti, Honda Accord al terzo gradino del podio e poi a seguire Toyota Corolla, Honda Civic, Toyota Yaris rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto. Ultime posizioni di questa speciale classifica sono per Honda Civic Hybrid, Nissan Altima, Ford Mustang e Honda Fit.
Via | Businesswire.com

L’anno scorso è partito l’Automotive X Prize, un premio di $10 milioni destinato a chi proporrà un veicolo per il trasporto privato sportivo, ultraefficiente (con emissioni vicine allo 0) e pronto per la commercializzazione. Ne abbiamo parlato su ecoblog e tutti i dettagli si trovano qui. La gara va avanti, ma i big dell’auto si ritraggono.
La X Prize Foundation ha personalmente contattato tutte le grandi case automobilistiche che producono veicoli che più si avvicinano all’efficienza richiesta dalla fondazione (42 km/litro di benzina o equivalente), come Honda, Toyota e GM. Unanime la risposta: “non partecipiamo”.
Donald Foley, un organizzatore dell’X Prize, pensa che i giganti dell’auto abbiano paura della ricaduta di immagine in caso di sconfitta. Molte start-up, come Tesla Motors, sono infatti meglio posizionate delle grandi case automobilistiche nella realizzazione di veicoli elettrici. Una sconfitta potrebbe danneggiare la credibilità dei marchi che producono auto ibride (come la Toyota Prius). Foley si rammarica che i grandi non vogliano rischiare, perché le loro ingenti risorse economiche potrebbero portare sul mercato veicoli a basso impatto ambientale molto prima di quanto non siano in grado di fare piccole start-up.
Puntare sul nuovo d’altronde è una scommessa dove i piccoli hanno tutto da guadagnare e i grandi tutto da perdere.
Facendo la sua apparizione al Motor Show di Detroit, il Presidente della Toyota Katsuaki Watanabe ha annunciato che le auto “ricaricabili” saranno disponibili per clienti selezionati nei prossimi due anni, avvertendo tuttavia che questo non significa che la tecnologia sia pronta per essere lanciata. L’azienda giapponese sta, infatti, realizzando con la Panasonic degli studi di fattibilità sulle batterie al litio, per verificarne la performance in condizioni reali.
Sulle batterie al litio, essenziali per la riuscita delle auto plug-in, Watanabe afferma che: “Siamo determinati a a conoscere le possibilità delle batterie agli ioni di litio, ma non lo sapremo fino a quando non ne avremo costruite un buon numero, usandole nelle diverse situazioni possibili. Solo dopo che avremo fatto questo potremo misurare la resa rispetto a degli standard prefissati e, quindi, valutare se sono pronte per il mercato ed i clienti Toyota.”
In aggiunta ai problemi relativi all’automobile, la ricarica alla presa di corrente pone delle questioni tecniche in merito alla capacità della rete di assicurare una richiesta supplementare di energia, da effettuarsi, verosimilmente, nelle ore notturne. Idealmente, i proprietari di un’auto plug-in potranno anche alimentare la rete elettrica mediante le batterie della loro auto, secondo necessità e convenienza economica del momento, tuttavia, in merito a questa possibilità la posizione aziendale è abbastanza chiara: “La nostra competenza riguarda la costruzioni di auto a motore, non la generazione di elettricità, almeno non ancora.”
Via | AutoBlogGreen
Foto | Toyota Open Road Blog

Torniamo ancora una volta all’ormai mitico 2010, anno in cui verranno commercializzate auto ibride che faranno il “pieno” di elettricità grazie a prese elettriche. E’ il turno di Saturn, marca in orbita GM, con la sua Vue Green Line Plug-In a presentare il proprio prototipo.
Anche in questo caso, così come in quello visto per la Prius Plug In, verrà utilizzata una batteria agli ioni di litio, in grado di caricarsi in 3/4 ore. Con il pieno sarà possibile percorrere circa 16 km, ovvero un classico percorso urbano, ma non chiedete di più. Il motore elettrico aiuterà quello a gasolio nelle fasi di accelerazione, mentre viceversa il diesel caricherà le batterie elettriche durante le marce a velocità costante. Veniamo invece al punto dolente. Il motore, che per gli Stati Uniti è da definirsi “piccola cilidrata” è un 3,6 diesel. Davvero abberrante per noi europei abituati a numeri ben più bassi, considerando anche che la stessa Prius monta motori 1,5 e 1,7 litri.
Sicuramente si tratta di paliativi, ma è pur sempre un primo passo verso mezzi meno inquinanti, almeno localmente. Su Autoblog, una piccola gallery della Saturn Vue Green Line Plug-In.