Buone notizie per i nostri amici animali. Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che sollecita la Commissione ad adottare metodi di prova alternativi alla sperimentazione animale nell’ambito del regolamento Reach, la cui applicazione partirà dal 1 giugno prossimo.
Il Regolamento obbliga le imprese che fabbricano e importano sostanze chimiche a valutare i rischi derivanti dal loro uso ed a prendere le misure necessarie per gestire ogni eventuale rischio individuato. Grazie a questa recente decisione, per valutare l’eventuale tossicità di un prodotto, dovranno essere usati test alternativi sperimentati e autorizzati dall’ECVAM, anch’esso esortato ad accelerare le proprie procedure interne di validazione.
Ad oggi, infatti, le nuove tecnologie, come i test in vitro o la tossicogenomica, permettono di sostituire la sperimentazione sugli animali con metodi realmente scientifici, affidabili e, per giunta, molto più rapidi e meno costosi. Se i principi sanciti nel decreto di attuazione verranno veramente rispettati si potrà quindi evitare il sacrificio di almeno quattro o cinque milioni di animali.
Foto | Flickr
La tossicità dei composti chimici e dei farmaci potrà essere testata senza ricorrere a delle cavie, grazie ad una nuova tecnologia messa a punto dal Rensselaer Polytechnic Institute dell’Università della California di Berkeley. Il sistema di analisi si compone di due parti: un MetaChip consistente in colture cellulari che simulano l’attività del fegato (già disponibile da un paio d’anni) e il nuovo DataChip, dove le cellule sono coltivate in strutture tridimensionali che mimano gli organi umani.
Il DataChip e’ formato da 1′080 colture interagenti nelle quali, variando opportunamente la quantità di enzimi in circolo, si possono simulare le reazioni di differenti persone allo stessa sostanza. La stessa sostanza potrebbe infatti reagire diversamente in contesti biochimici che variano da persona a persona.
L’approccio in vitro alla fase di test dovrebbe, secondo le intenzioni dei ricercatori e le richieste di molte case farmaceutiche, sveltire e rendere più economici i test richiesti dalla legislazione vigente prima della messa in commercio di nuove sostanze chimiche. In particolare questo test offre buoni risultati per l’ADME/Tox che verifica distribuzione, assorbimento, metabolismo, escrezione e tossicologia dei nuovi composti.
Adottare questo sistema permetterebbe di sapere subito come reagirebbe l’uomo alla nuova sostanza, saltando le fasi sugli animali che hanno fornito, talvolta, risultati non applicabili all’uomo. Nel 2009 entrerà in vigore in Europa il REACH un protocollo che limita il numero di test sugli animali permessi e saranno soprattutto le industrie chimiche e cosmetiche a trarre vantaggio da questa alternativa.
Via | Rensselaer
» Ricerca: test tossicità con biochip non più su animali su Repubblica
» Metabolizing enzyme toxicology assay chip (MetaChip) for high-throughput microscale toxicity analyses on PNAS
Entra oggi in vigore il REACH (Registrazione, Valutazione e Autorizzazione delle sostanze chimiche) , il regolamento europeo per la gestione, l’uso e la produzione di sostanze chimiche. Approvato definitivamente lo scorso dicembre, la norma unifica tutta la legislazione (ben 40 direttive) in materia e introduce una serie di importanti novità che avranno ripercussioni per tutti i cittadini dell’Unione.
In base al principio di precauzione sancito nel regolamento, non potranno essere messi in commercio i prodotti che possono essere pericolosi per la salute. Spetterà alle imprese definire la sicurezza della sostanza chimica contenuta nel prodotto che intendono immettere nel mercato. Tutti i fabbricanti o gli importatori di una sostanza pari o superiori ad una tonnellata l’anno dovranno presentare una registrazione all’Agenzia europea per le sostanze chimiche (istituita dal regolamento stesso). Seguirà poi il processo di valutazione e di autorizzazione. Sono inoltre previste delle sanzioni per la violazione di quanto indicato dalla norma. Bisognerà però attendere dicembre 2008 per una loro concreta definizione. La procedura prevede ovviamente delle sperimentazioni. Anche sugli animali. In questo caso il regolamento recita: “L’uso degli animali dovrebbe essere evitato ricorrendo a metodi alternativi validati dalla Commissione o da organismi internazionali, oppure riconosciuti dalla Commissione o dall’agenzia come idonei a soddisfare quanto previsto dal Reach”.
Continua a leggere: Reach, oggi in vigore le nuove regole sulla chimica
5 nuovi test in vitro sono stati validati e permetteranno di sostituire quelli sugli animali nelle prove di laboratorio necessarie a verificare la reazione di prodotti chimici vari (cosmetici, detersivi, …) su pelle e occhi.
Due dei nuovi metodi di analisi prevedono l’utilizzo di pelle umana coltivata appositamente, altri due utilizzano occhi recuperati dai mattatoi, che sarebbero stati buttati via come rifiuto.
Il quinto metodo è una procedura che prevede ancora test con animali, ma ne riduce il numero della metà, usandoli solamente per alti dosaggi.
Secondo una buona parte dell’associazionismo, il protocollo di REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) che dovrebbe regolare la chimica europea è troppo debole.
Quando il protocollo entrerà in vigore, in Europa non sarà più consentita la circolazione di sostanze (prodotte o importate in quantità superiori a 10 tonnellate/anno per produttore) non registrate e prive di documentazione sui relativi rischi per salute e ambiente e sulle relative misure di prevenzione necessarie per evitarli.
E’ stato approvato il principio di sostituzione (se esiste una sostanza meno pericolosa che svolge la stessa funzione, la si deve preferire a quella più pericolosa), ma non sarà garantito che le informazioni di terzi in merito alla disponibilità di alternative più sicure vengano prese in considerazione dalle industrie.
Dall’1 all’8 agosto, in tutti i negozi Lush d’Europa, sarà possibile trovare le cartoline da mandare al parlamento europeo per modificare una proposta di legge che vorrebbe rendere obbligatori i test sugli animali per molte sostanze chimiche.
La Comunità europea sta mettendo a punto un protocollo per regolare l’immissione di nuove sostanze chimiche sul mercato interno. Il programma si chiama REACH (Registration, Evaluation and Authorisation of Chemicals) e il suo scopo è quello di garantire la salute agli europei e all’ambiente.