Il video in alto è stato girato poche ore fa a Londra e riprende la manifestazione messa in atto da Greenpeace sui tetti del Parlamento di Westminster. I 55 volontari che hanno preso parte alla protesta vogliono l’attenzione del parlamentari rispetto al problema dei cambiamenti climatici. La scalata è partita ieri: in cinque si sono arrampicati sul parafulmine e in 35 si sono seduti sul tetto basso armati di tende e vettovaglie per passare la notte. La protesta è ancora in corso con 31 attivisti sui tetti mentre la polizia ne ha arrestati 24.
Scrive Greenpeace:
Solo 56 giorni separano il mondo dalla conferenza chiave sui cambiamenti climatici a Copenaghen, ma per come procedono le cose c’è un rischio molto concreto di fallimento. Alla riunione preliminare sul clima delle Nazioni Unite della scorsa settimana a Bangkok, la Cina e altri 130 Paesi in via di sviluppo hanno accusato i Paesi ricchi, incluso il Regno Unito, di cercare di sabotare i negoziati e si è diffusa la preoccupazione che le nazioni sviluppate non si stiano impegnando abbastanza per sigillare l’accordo vitale. La prossima settimana è prevista una riunione a Londra dei ministri dell’Ambiente della Major Economies Forum, in cui i maggiori emettitori mondiali di gas serra continueranno a discutere sugli approcci alla riunione di Copenaghen.
Dopo il salto le interviste a alcuni attivisti.
Continua a leggere: Greenpeace, arrestati 24 attivisti per aver violato i tetti di Westminster

Se ancora non sapete cosa fare per le vacanze e aspettate la soluzione dell’ultimo minuto, forse potrebbe interessarvi una Transition Town, una città che ha deciso di vivere rincovertendo le proprie attività senza l’uso dei combustibili fossili.
Il movimento delle Transition Town nasce nel 2003 e conta oggi circa 185 aderenti tra paesi e province in tutto il mondo, società che hanno scelto di riconfigurare i modelli attraverso i quali si vive, si consuma, si produce e ci si occupa della propria salute.
Attraverso il Transition Network si possono trovare informazioni sulle associazioni aderenti al mondo, sulle città impegnate a raggiungere gli standard prefissati, sulle teorie che da un esperimento di studenti irlandesi hanno portato ad un movimento ben organizzato.
Per quanto riguarda la meta delle suddette vacanze, potete scegliere tra la lista dei 185 aderenti, foresta inclusa, dalle città del Regno Unito, alla Nuova Zelanda, all’America. Se proprio siete a corto di tempo, allora potete organizzarvi per visitare l’unica città di transizione italiana, Monteveglio.
Foto | Flickr
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Della questione del tonno rosso e dei seri problemi di estinzione a cui sta andando incontro questa specie abbiamo più volte parlato su Ecoblog. A tal proposito è notizia di questi giorni come la Gran Bretagna abbia preso la decisione di affiancare la Francia per porre un freno alla pesca di questa pregiata specie.
Il Regno Unito appoggerà infatti la proposta di divieto di pesca della Convenzione Cites (Convention on the International Trade in Endangered Species) ovvero l’associazione che regola il commercio internazionale di specie in pericolo. La decisione è stata presa dopo un lungo colloquio il cui obiettivo era quello di trovare soluzioni per impedire che la specie potesse andare incontro ad una diminuzione senza possibilità di ritorno del suo stock.
La soluzione trovata è stata ovviamente quella obbligata ovvero porre un fermo illimitato al tonno rosso ed evitare qualsiasi forma di pesca della specie. Il presidente francese Nicolas Sarkozy si è detto compiaciuto commentando come la presa di tale decisione non solo sia stata una scelta obbligata, ma soprattutto un importante segnale nel senso che o si sarebbe agito ora o sarebbe stato poi troppo tardi.
Continua a leggere: Tonno rosso: stop alla pesca per Francia e Gran Bretagna
Torniamo a parlare di insetti impollinatori (mi ci sto affezionando). Sono stati reintrodotti dalla Nuova Zelanda al Regno Unito una specie di bombo (Bombus subterraneus) estinto in queste ultime aree. Gli ultimi esemplari inglesi sono stati censiti nel 1988, mentre gli esemplari introdotti in Nuova Zelanda nel tardo XIX secolo hanno continuato a riprodursi.
L’interesse di questi animali sta tutto nel loro ruolo di impollinatori, come e più delle api. Per queste ragioni si sta pensando di ricreare delle aree protette in cui gli insetti possano riprodursi: grazie alla reintroduzione di questa entomofauna la flora locale ne trarrà vantaggio aumentando quindi, in un circolo virtuoso, il numero di bombi.
Via | BBC e Natural History Museum
Foto | kaibara87

Dopo il biocarburante proveniente dalle alghe in Francia, nel Regno Unito si dedicano alla creazione di una bio-benzina a partire dall’erba, risorsa disponibile e abbondante in tutta l’Inghilterra. Il progetto si chiama Grasshol ed è sviluppato dall’università di Aberystwyth, con il supporto dell’Unione Europea e dell’Assemblea del Galles.
Grasshol ha lo scopo di produrre bio-carburante attraverso l’estrazione e la fermentazione degli zuccheri presenti nel loglio perenne, il tipo d’erba più diffuso nel Regno Unito, per contribuire con nuove risorse a raggiungere gli standard richiesti dalla direttiva Energy 20-20-20, che prevede che entro il 2020 il 20% dei carburanti utilizzati nei paesi dell’unione provenga da fonti rinnovabili.
Oggi nel Regno Unito sono coltivati ad erba circa 1,2 milioni di ettari di terreno, che potrebbero divenire un’opportunità interessante per i contadini qualora le attività di produzione del carburante basate sul loglio crescessero sul mercato. Secondo voi, riuscirà la benzina prodotta dall’erba a conquistare il 10% del mercato dei biocarburanti?
Foto | Flickr
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Nelle acque del Regno Unito è stato avvistato un pesce tipico del Mediterraneo che, se mangiato, ha un effetto allucinogeno, proprio come il composto dell’LSD.
Il pesce in questione, della specie Sarpa salpa, si trova nelle acque del Mediterraneo e del Sud Africa. La Sarpa salpa viene normalmente servita nei ristoranti dei paesi del bacino del Mediterraneo ed è mangiando la testa che si verificano le allucinazioni, causate dal plancton ingerito dal pesce, che possono durare per più giorni.
Ma un pescatore riporta di averlo pescato in Cornovaglia, e riconosciuto per le sue strisce dorate. Secondo gli esperti, prima di questo evento, si sono verificati soltanto tre avvistamenti di Sarpa salpa nelle acque inglesi e i pesci si sarebbero probabilmente spostati verso nord attratti da correnti più calde. Avete mai mangiato la sarpa salpa e avuto in seguito delle strane visioni?
via | greenpacks
Foto | Flickr
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Mentre pian piano il mondo comincia a muoversi verso l’ecologico,vediamo da dove cominciare a cercare il lavoro verde. In Italia, JobEspresso è l’unico sito che ha dato risultati alla ricerca con alcune offerte di lavoro. Altrimenti, rivista pioniera e unico esemplare nel suo genere nel settore della ricerca di lavoro verde è Ecolavoro, supplemento di Modus Vivendi, rivista a pagamento. Il mese successivo all’uscita di Ecolavoro, è possibile scaricare gratuitamente la versione in pdf con tutti gli annunci.
Passando alla scena dei siti in lingua inglese, dal Regno Unito arriva gratuitamente sulla vostra casella e-mail Environmentjob, che divide gli annunci verdi per categorie e profili, con la relativa scadenza. Riporta anche tantissimi annunci di lavoro nelle agenzie della Comunità Europea, oltre a proposte di stage in enti pubblici o aziende private e a proposte per chi vuole partire per campi di volontariato in tutto il mondo.
Molto americana, e con offerte di lavoro in America, è la lavagna di Treehugger, la job board aggiornata quotidianamente che vi elenca tutte le offerte di lavoro verde d’oltreoceano, con una grande percentuale di offerte business e marketing. Simile a questa, ma con offerte in Europa è la sezione GreenJob di GreenBiz, alla ricerca costante di tutte le figure, dal venditore al tecnico, dal manager all’educatore ambientale.
Foto | Flickr
Il vento pro-nucleare non spira soltanto in Italia. Secondo quanto riferisce un noto quotidiano britannico, il primo ministro britannico Gordon Brown si starebbe infatti preparando a dare il via libera alla costruzione di nuove centrali nucleari nel Regno Unito. Questo intento sarebbe stato rivelato dallo stesso protagonista nel corso di una visita di qualche giorno fa presso l’impianto nucleare di Sellafield.
La Nuclear Decommissioning Authority (NDA), ovvero l’ente responsabile del controllo delle centrali nucleari del Regno, avrebbe già individuato quattro siti potenziali per la costruzione di nuovi impianti. L’ente avrebbe già messo al vaglio del governo una richiesta per ottenere la possibilità di iniziare la costruzione di queste nuove quattro centrali nel Paese britannico.
Gordon Brown non solo ha fatto intendere che prenderà seriamente in considerazione le richieste fattegli, ma ha anche lodato l’iniziativa, mettendo in risalto come l’attuazione del progetto permetterebbe di sostituire il lavoro di vecchie centrali nucleari nel Paese e rendere più sicura ed efficiente la produzione di energia da uranio.
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Era il cane di Winston Churchill ed un simbolo del Regno Unito. Presto, però, il bulldog potrebbe dover cambiare la sua particolare fisionomia: fisico tarchiato, mascella cadente e denti aguzzi. Il Kennel Club, l’associazione degli allevatori, ha infatti approvato nuove norme per modificare le caratteristiche fisiche di questa razza, ovviamente nel corso di molti anni, in modo da renderla più alta, slanciata e asciutta.
Questa decisione è stata giustificata dall’esigenza di evitargli problemi di salute. I bulldog, infatti, soffrono spesso di malanni dell’apparato motorio e respiratorio, hanno difficoltà a riprodursi e devono sempre nascere con parto cesareo.
Questo provvedimento, chiaramente contestato dagli allevatori di bulldog e da molti altri inglesi amanti di questa razza, rientra in un provvedimento più ampio che stabilisce regole precise per molte tipologie di cani. Sono cioè escluse tutte quelle caratteristiche che impediscano all’animale di “respirare, camminare e vedere liberamente”.
Foto | Sebastian Bulldog
Se viveste nel Regno Unito potreste essere fra i fortunati destinatari di uno dei 3000 frigoriferi “intelligenti” che saranno donati dal governo; si tratta di particolari frigoriferi che adattano automaticamente il consumo di elettricità in base alla domanda di energia della rete elettrica, in modo da non sovraccaricarla.
Secondo un rapporto del Dipartimento di Energia e Cambiamento Climatico inglese, l’uso di questi frigoriferi a consumo dinamico potrebbe potenzialmente far risparmiare 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica ogni anno e circa 222 milioni di sterline che altrimenti dovrebbero essere investite in tecnologie per il bilanciamento del carico della rete.
Oltre al risparmio energetico, i frigoriferi intelligenti contribuiranno a facilitare la transizione all’uso di energie rinnovabili a intermittenza - come l’eolico, su cui l’Inghilterra sta puntando - riducendo al minimo l’energia necessaria per mantenere stabile la rete elettrica visto che, monitorando la domanda di energia con un’apposita circuiteria, limitano la quantità di combustibili fossili necessari per rispondere alle sovra-richieste di energia
Continua a leggere: L'inghilterra regala 3000 frigoriferi intelligenti