L’obiettivo è di quelli ambiziosi e se dovesse essere perseguito sarà davvero rivoluzionario nel settore dei trasporti. Le compagnie aeree hanno infatti raggiunto un accordo di massima per impegnarsi a ridurre del 50% le emissioni di CO2 entro il 2050 rispetto ai livelli del 2005. Ma c’è di più: è infatti stato previsto un accordo per l’abbassamento dell’1,5% annuo a partire già dal prossimo decennio.
L’accordo di massima è stato raggiunto nei giorni scorsi tra le più importanti compagnie aeree del mondo e sarà presentato ufficialmente questo pomeriggio durante il vertice dei cambiamenti climatici negli Stati Uniti. Il settore aereo, così come il settore trasporti in generale, è stato accusato in questi anni a più riprese di una mancanza di impegno alla riduzione delle emissioni.
La presentazione a New York a nome della International Air Transport Association (IATA), può essere pertanto visto anche come un tentativo per evitare probabili misure punitive che si preannuncia verranno prese verso le compagnie di volo nel vertice che si terrà a Copenaghen. Fra le note positive il fatto che abbiano aderito all’accordo anche le compagnie Ryanair e Easyjet, vettori low-cost che nell’ultimo decennio hanno incrementato in maniera esponenziale i loro fatturati e che in passato hanno spesso sorvolato a riguardo di questo tipo di decisoni ambientali.
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L’emergenza rifiuti in Campania adesso ispira anche i pubblicitari. Della serie: per lo meno ridiamoci su!
E’ notizia di ieri infatti che la compagnia aerea low-cost Ryanair ha incentrato una delle sue tante campagne pubblicitarie sulle disgrazie italiane in materia di gestione dei rifiuti. Quello che vedete sopra è una parte dell’annuncio uscito su alcuni giornali italiani (cliccate sull’immagine per accedere alla versione full-size). Il messaggio fa notare che alle tasse che gli italiani pagano non corrispondono servizi adeguati (e come dargli torto…).
Forse hanno ragione gli irlandesi: l’unica soluzione è la fuga!
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Nello spot della nota compagnia aerea si diceva, per tranquillizzare gli animi degli ecologisti che stavano progettando di volare in vacanza, che le emissioni dell’aviazione sono solo il 2% di quelle mondiali. Far partire i viaggiatori tranquilli, sicuri di non fare grandi danni, e’ un modo di garantirsi il business.
La pubblicità, diffusa in Gran Bretagna, e’ stata soggetta a critiche perché traeva in inganno il pubblico: i dati riportati sono quelli a scala mondiale, molto più bassi di quelli nazionali che arrivano al 5.5%.
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La compagnia aerea Ryanair ha lanciato una campagna di protesta contro l’aumento delle tasse aeroportuali nel Regno Unito offrendo voli a prezzi stracciati. Un milione di passeggeri, a partire dal primo febbraio, potranno volare per 10 sterline (pagando solo le tasse aeroportuali) se invieranno una mail di protesta a Gordon Brown (Cancelliere dello Scacchiere) in cui chiedono la riduzione di queste tasse.
Ryanair ammette che i voli contribuiscono al riscaldamento globale, ma sostiene che i provvedimenti del governo dovrebbero essere maggiormente rivolti verso le altre forme di emissione. Secondo il rapporto Stern gli aerei contribuiscono per l’ 1,6%, mentre l’industria energetica e i trasporti fanno il grosso dei danni (rispettivamente 26 e 18 %).