
Secondo un recente studio Future of Mobility Roadmap condotto dal Dr Oliver Inderwildi e sotto la direzione di David King della The Smith School of Enterprise and the Environment dell’Università di Oxford, da qui al 2030 rischiamo di trovarci sulle strade del Pianeta 2 miliardi di veicoli a causa delle pressanti richieste di Cina e India, che inquineranno sempre più l’atmosfera.Il rapporto, dunque, fornisce quella che è un’istantanea dell’attuale situazione proiettandola fino al 2050, anno in cui è prevista una possibile diffusione dei veicoli a idrogeno se la tecnologia ci assiste.
Le case automobilistiche da un paio di anni lanciano novità ma solo sui media: auto elettriche e auto a idrogeno per ora sono ben lontane dai mercati; a essere apprezzate, per ora le auto a metano e le auto a GPL.
Sebbene lo scorso settembre sette produttori - Daimler, Ford, General Motors, Honda, Hyundai, Kia, Renault-Nissan e Toyota abbiano pubblicato una dichiarazione congiunta in cui si impegnano a partire dal 2015 a immettere sul mercato un numero consistente di veicoli elettrici e a idrogeno, per certo sappiamo che per ora si tratta di poche centinaia di pezzi. Secondo Oliver Inderwildi, le auto a idrogeno non sarebbero altro che un espediente di marketing:
Le aziende automobilistiche dovrebbero essere più oneste verso le scelte che adottano. La loro tesi è che la gente possa continuare a guidare un 4X4, perché in un paio di anni saranno in grado di passare a una cella a combustibile 4X4. Noi pensiamo che non accadrà e che bisogna invece ridurre il consumo di carburante con auto più piccole e più leggere.
Pensavate che la Toyota Prius fosse un’auto ecologica? Lo è solo per chi la guida, mentre il suo processo di produzione è tra i più inquinanti.
Cosa fa la Toyota quando si accorge che la produzione di auto ecologiche è altamente inquinante? Progetta fior di Toyota, ovvero ripensa la natura a suo modo, inventando un nuovo tipo di fiore che compensa il danno che le fabbriche causano all’ambiente.
Il fior di Toyota sono due piante derivate dalla salvia e dalla gardenia: dalle foglie della salvia prendono la caratteristica di assorbire i gas nocivi. Il fiore, piantato tutto intorno alle fabbriche, sfrutta poi le caratteristiche della foglie di gardenia, che creano un vapore acqueo che abbassa la temperatura circostante, riducendo il consumo di energia per il raffreddamento e diminuendo, di conseguenza, le emissioni di anidride carbonica.
Foto | Flickr
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Per una pausa caffè dedicata a chi si trova al lavoro o su internet di sabato mattina, ecco il making of dello spot Harmony della Toyota Prius, ovvero come si è partiti dall’idea dello spot, come la si è realizzate e come lo spot è stato girato. Per tutti coloro che hanno apprezzato Harmony e per i fan degli effetti speciali, lo spot è stato girato con 1 milione 200 comparse trasformate in 1 milione, accorse a vestirsi da nuvole, da fiore, da erba e da ape per lo spot dell’ecologica auto di casa Toyota.
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Il 12 giugno scorso si è tenuto presso il Senato degli Stati Uniti il “Congressional Briefing: Hydrogen and Fuel Cells in Transportation – the Future is Arriving”, cui hanno partecipato quattro tra i costruttori maggiormente impegnati nello sviluppo di auto a idrogeno.
Lo scopo delle presentazioni tenute dai costruttori era quello di informare il Congresso sullo stato della ricerca sui veicoli a idrogeno, così da ripristinare il relativo programma di finanziamento del Dipartimento dell’Energia, recentemente tagliato dal Segretario Chu.
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Toyota Motor Corporation è il primo costruttore di automobili al mondo e la notizia dovrebbe rallegrare gli ecolettori, vista la buona reputazione del costruttore giapponese che, oltre a presentare la terza versione della Prius, ritrova un membro della famiglia fondatrice (Aiko Toyoda) alla guida del gruppo.
Toyota ha preso il posto che General Motors deteneva da 77 anni, nel pieno di una crisi epocale per il settore auto. Quest’anno, infatti, le case automobilistiche tentano di limitare i danni e considerano un buon risultato un lieve calo dei profitti. In particolare, Toyota registra un -4%, mentre la casa di Detroit cala dell’11% rispetto al 2007; in termini di vendite, i due giganti si trovano, rispettivamente con 8,92 e 8,35 milioni di veicoli venduti nel 2008.
La GM paga una politica ispirata al gigantismo delle auto (Hummer, ma non solo), pensata per gli Stati Uniti, un paese dove la benzina viene tassata pochissimo e le cilindrate sopra i 2000 cc. sono la norma, La Toyota, al contrario, ha fatto degli enormi progressi dai suoi primi Land Cruiser, puntando su cilindrate più piccole, la tecnologia ibrida e, soprattutto, una visione integrata del prodotto (assistenza, tecnologia, ciclo dei materiali e consumi), guadagnandosi un’ottima reputazione di innovatore nel rispetto dell’ambiente.
Via | Bloomberg
Foto | Jdee PanIII
La Toyota ha dimostrato negli anni di essere abbastanza attenta alle tematiche ambientali. Meno male, visto che è oggi il primo produttore di auto al mondo. Ed ora ha annunciato un piano per aumentare la quantità di plastiche “ecologiche” utilizzate per gli interni delle sue auto. Questi nuovi materiali dovrebbe essere impiegati per la prima volta in un’auto ibrida all’inizio del 2009, ed entro la fine dell’anno dovrebbero arrivare a rappresentare il 60% degli interni delle Toyota.
Cosa sia esattamente questa plastica ecologica non è ancora dato sapere. Quello che sono riuscito a capire io è che si tratta di una combinazione tra quella derivata dal petrolio e di materiali derivati dalle piante. “Ecologica” quindi perché produce meno CO2 e perché richiede meno petrolio.
La scelta della plastica “ecologica” non è una novità per la casa delle tre ellissi. Nel maggio del 2003, è diventata la prima azienda automobilistica al mondo ad utilizzare una plastica al 100% di derivazione vegetale per gli interni dei suoi veicoli. E ora sta studiando come utilizzare queste plastiche anche per altre parti della vettura.
Avete presente la Prius, l’auto ibrida più venduta al mondo? Beh trasportate il concetto sull’acqua ed il gioco è fatto. Dopo il primo motoscafo ibrido, ecco il primo Yacht di lusso ibrido: come essere ecologisti con stile.
Si chiama Long Range 23 costruito dalla Mochi Craft e sarà presentato al prossimo salone nautico di Genova.
Due motori elettrici da 70 kW per navigare sotto-costa o nelle baie senza inquinare ed emettere rumori con un autonomia di tre ore. Quando serve potenza si può disporre di 2 motori diesel da 588 kW.
Carena con elevate efficienza idrodinamica che le permette di scivolare meglio sull’acqua, le batterie si ricaricano attraverso i motori diesel o, in porto, collegandosi alla normale rete elettrica. Gli interni sono extra-lusso.
Certo manca, come nelle automobili, la potenzialità di ricaricare le batterie in frenata recuperando energia che altrimenti andrebbe persa. Potrebbe essere un’idea installare dei pannelli fotovoltaici sul tetto (come farà la Toyota), per essere veri ecologisti l’energia presa in porto dovrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (come quella di casa mia), ma è comunque un altro tassello verso, a mio parere, l’inevitabile passaggio ad un futuro elettrico.

Prosegue l’impegno della Toyota sull’ibrido Prius nel rendere l’auto sempre più verde. Questa volta tocca ai pannelli solari che saranno montati sul tetto dell’auto per alimentare l’aria condizionata. La notizia è stata riferita oggi da Reuters e Nikkei che segnala l’iniziativa riservata per ora ad un piccolo numero di modelli.
I pannelli solari, della Kyocera Corp. forniranno da 2 a 5 chilowatt di energia elettrica, ma il portavoce Paolo Nolasco ha detto che la Società non intende svelare oltre i piani futuri che riguardano la Prius. Si parla perciò di una terza generazione di Prius che potrebbe entrare in commercio nel maggio prossimo e sbaragliare così l’agguerrita concorrenza di tutte le altre case automobilistiche che puntano sui motori elettrici.
Foto | Autoblog
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La redazione di Cars.com, noto sito d’auto in lingua inglese, ha annunciato che Toyota Prius, il modello ad alimentazione ibrida, è l’auto più cercata tra le classifiche delle auto nuove più cercate sul sito sorpassando addirittura modelli come la Accord o la Camry. Non solo, tra le 10 auto più cercate appaiono anche altri modelli ibridi, o semplicemente più ecologici come la Toyota Corolla, l’Honda Civic Hybrid, Toyota Yaris e Honda Fit.
Il primato della Toyota Prius è iniziato la scorsa estate, in concomitanza con l’avvio del problema del caro-carburante. Avrà cambiato le abitudini degli americani, oramai dotati come noi europei, di occhio clinico ai consumi e alla spia luminosa del carburante? Con dati di questo tipo non possiamo prevedere se le vendite della Toyota aumenteranno ancora o se saranno quasi tutti gli americani a cambiare stile ed abitudini al volante, però possiamo sicuramente annunciare che la corsa del petrolio e soprattutto del gas sposterà l’attenzione (e le richieste) verso nuovi modelli d’auto.
L’ inquinante Ford Mustang si piazza al 9° posto mentre in cima alle preferenze degli internauti per ora ci sono Toyota Prius e Honda Civic ai primi due posti, Honda Accord al terzo gradino del podio e poi a seguire Toyota Corolla, Honda Civic, Toyota Yaris rispettivamente al 4°, 5° e 6° posto. Ultime posizioni di questa speciale classifica sono per Honda Civic Hybrid, Nissan Altima, Ford Mustang e Honda Fit.
Via | Businesswire.com
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Il nuovo picco della crescita del prezzo del barile ha messo in crisi le vendite dei Suv e delle auto di grossa cilindrata negli USA: 3,54 dollari per un gallone (circa 4 litri di carburante) sono davvero troppi e a dirlo sono i dati relativi alle vendite. Dei prospettati 3 milioni l’anno tra il 2003 ed il 2008 ne sono stati effettivamente immatricolati solo un milione e mezzo.
Meno consumi di carburante: gli utenti sono attenti al caro-benzina e non tutti sono disposti di accendere dei prestiti per fare il pieno al bestione e così si va verso le compatte, che rappresentano oramai il 18% del mercato delle nuove immatricolazioni, con 2,8 milioni di nuove auto solo nel 2007.