Domani 12 maggio, tutte le piazze del Veneto ospiteranno l’iniziativa “Latte fresco a km zero: mobilitazione e salvaguardia del latte italiano”, promossa ed organizzata dalla Coldiretti. Il latte sarà offerto ai consumatori al prezzo di 0,50 centesimi di euro per litro, cioè venduto allo stesso prezzo che la grande distribuzione paga alle latterie, per immetterlo poi sul mercato ad un prezzo di 1,35 - 1,60 euro.
Gli allevatori del Nord Italia, che già avevano protestato simbolicamente bruciando il Decreto Zaia, si avvicinano alla cittadinanza vendendo direttamente il latte nelle piazze, così da portare il problema delle quote direttamente sulle tavole degli italiani, affinchè diventino consumatori attivi e consapevoli.
Giorgio Piazza, presidente della Coldiretti Veneto, spiega così l’iniziativa al quotidiano Oggitreviso:
Foto | Flickr
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Il più grande impianto fotovoltaico italiano, installato su fabbriche, sarà costruito in provincia di Treviso alla Metalco S.p.a. di Castelminio di Resana e alla Gris Sport S.p.a. di Castelcucco.
In un anno si stima di produrre 1′680 MWh utilizzando 10′600 m2 di pannelli fotovoltaici montati dalle due aziende (il parco fotovoltaico ha una estensione pari a 7 campi da calcio). L’operazione costa 8 milioni di euro e consentirà di non emettere 1′000 tonnellate l’anno di anidride carbonica e 48 tonnellate di polveri sottili e ossidi.
Ad occuparsi della realizzazione sarà l’Italian Solar Infocenter.
Via | Padovanews
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Dopo le notizie rassicuranti diffuse da ogni possibile fonte ufficiale riguardo allo scampato pericolo diossina, Beppe Grillo torna stasera sull’argomento dell’incendio alla Dè Longhi. Sul suo blog si può leggere una lettera in cui si parla di una signora trevigiana disperata per non aver allontanato le proprie bambine, nel giorno del disastro, dal paese di residenza, a 10 km da Treviso. Le due bimbe, di 4 e 1 anno, accuserebbero a tutt’oggi tosse, febbre e raffreddore.
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Time To Lose, blog Trevigiano, ha pubblicato le foto dell’incendio alla Dè Longhi e di ciò che rimane dello stabilimento. I danni sono impressionanti. Si può vedere anche un video delle esplosioni iniziali.
Un vero esempio di citizen journalism.
L’incendio scoppiato ieri nello stabilimento Dè Longhi di Treviso ha dato origine ad una colonna di fumo denso e nero visibile anche a oltre 25 km di distanza dal luogo dell’accaduto.
La vista era poco rassicurante, ma il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro aveva prontamente informato la stampa che i dati analizzati dal laboratorio mobile dei vigili del fuoco non avevano rilevato diossina nel fumo.
L’ARPAV (Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto) ha successivamente confermato queste analisi ed ha dichiarato: “L’acido cloridrico e gli Ipa presenti nella colonna di fumo che si è prodotta non sono in concentrazioni tali da creare problemi alla cittadinanza. La nube si sta spostando verso nord, in direzione opposta alla città di Treviso”. Analisi condotte in seguito hanno poi rilevato la totale assenza di cianuri. Un valore superiore, dovuto alla combustione, e’ stato invece registrato per il benzene ma si è disperso nell’aria senza conseguenze.
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