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Ucraina, strage di cani randagi bruciati in forni crematori mobili

pubblicato da Marina

massacrati i randagi in ucraina e poi bruciati in forni crematori mobili

La storia che vado a raccontarvi sembra inventata, ma è tragicamente, maledettamente vera. In Ucraina hanno pensato bene di ammazzare i cani randagi e di bruciarli poi in forni crematori mobili. Il massacro è stato messo in atto in previsione degli Europei di calcio Polonia Ucraina del 2012.

Un mese fa, a settembre Michel Platin presidente UEFA è stato in Ucraina per constatare l’avanzamento dei lavori concordati, che hanno riguardato ampliamento o costruzione di aeroporti e stadi. Nel contempo è stata decisa una drastica campagna contro i cani randagi. A Lysychansk nell’est del Paese peima li avvelenano e poi li bruciano in forni crematori mobili. Non è confermato, ma accadrebbe anche in altre città inclusa la capitale Kiev.

Il sistema è stato ampiamente denunciato dagli animalisti locali e alcuni residenti hanno fatto notare che in alcune circostanze gli animali siano stati bruciati anche vivi. Spiega Oleg Andros militante per i diritti animali:

Gli abitanti credono che alcuni cani siano stati gettati nel forno crematorio mentre erano ancora vivi. Non abbiamo alcuna prova che non sia stato usato del veleno per ammazzarli prima e non possiamo affermalo dunque con certezza.

Qui la petizione on line per sollecitare il governo Ucraino a sospendere questa barbarie. Dopo il salto un paio di video. Il primo è un servizio di Russia Today e l’altro raccoglie una serie di video amatoriali con scene piuttosto forti.

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In Ucraina la centrale fotovoltaica più grande d'Europa

pubblicato da Marina

    Update:
    In alto il video della NTD Tv pubblicato ieri e girato pochi giorni fa in Crimea all’interno del parco solare di Okhotnykovoa. Viene confermato l’obiettivo di produzione di 100.000 megawatt-ore all’anno.

Entro la fine dell’anno entrerà in funzione in Crimea a Okhotnykovoa una centrale fotovoltaica da 100mila megawattora. Sarà dunque l’impianto più grande d’Europa che consentirà all’Ucraina di ridurre di circa 80mila tonnellate di CO2. La costruzione è stata affidata alla austriaca Activ Solar.

Il progetto rientra nella produzione di energia rinnovabile del Paese, lanciato nel 2010 dal SAUEEEC Agenzia nazionale ucraina per l’efficienza energetica. In generale il progetto mira a produrre energia da fonti pulite come sole e vento con impianti da oltre 2000 MW. Secondo l’Agenzia entro il 2015 l’energia da fonti rinnovabili in Ucraina potrebbe rappresentare il 30% del mercato.

Al termine della costruzione la superfice dell’impianto solare sarà pari a 207 campi da calcio e fornirà energia pulita a circa 20.000 case. L’Ucraina si presta a ospitare un progetto così grande per due motivi: capitali da investire grazie ai guadagni raccolti nel 2009 dalla vendita delle quote di CO2 al Giappone per 400milioni di dollari e un interessante irraggiamento solare medio compreso tra gli 800 e 1450 W/m² per anno. Secondo dati del 2009 l’Ucraina è il secondo mercato d’energia più grande al mondo che conta su una capacità installata di 54GW. Le esportazioni di energia eccedenti arrivano in Ungheria, Moldavia, Polonia, Russia e Slovacchia.

Via | maxisciences, WNU Ukraine
Foto | Solar Knowledge
Video | NTD Tv

Fao: coltiviamo nell'Est Europa

pubblicato da Marina

Campi bel coltivatiSe i prezzi dei prodotti agroalimentari sono alle stelle e non accennano a diminuire , la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la FAO, nel corso di una conferenza a Londra hanno discusso su come riuscire a promuovere una più stretta cooperazione fra settore pubblico e privato al fine di incoraggiare gli investimenti.

Secondo la FAO i prezzi alimentari sono aumentati quasi del 40 per cento nell’anno 2007. Sia la BERS sia la FAO ritengono che ci sia un significativo potenziale di produzione agricola non sfruttato nei paesi dell’Europa orientale e della ex Unione Sovietica, in particolare in Kazakistan, Russia e Ucraina.

In questi paesi negli ultimi anni circa 23 milioni di ettari di terreno agricolo sono stati ritirati dalla produzione, ed almeno 13 milioni di ettari potrebbero ritornare ad essere produttivi senza nessun costo ambientale aggiuntivo.

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Esplosione sul metanodotto ucraino: l’Europa è nuda

pubblicato da Matteo Razzanelli

Esplosione gasdotto ucraino

Uno scoppio lungo il tratto ucraino del gasdotto che porta il metano dalla Russia all’Europa ha interrotto ieri per una ventina di minuti le forniture di gas naturale verso il vecchio continente. L’esplosione ha distrutto circa 30 metri di gasdotto: il tubo, del diametro di 1,40 metri, ha sparato frammenti fino a 150 metri di distanza. Lo scoppio è avvenuto alle 12:30 ora italiana nella regione di Kiev – in un’area paludosa – ed ha causato un incendio che in mezz’ora si è divorato un ettaro di terreno, ma senza provocare vittime o danni.

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