Quattro campi diversi di ripresa nella stalla con altrettante web-cam, 40 bovini protagonisti, che mostreranno come sono trattati, curati coccolati nella loro stalla. Le immagini saranno trasmesse dai monitor dello stand “Di Martone e Vizio” visibili alla Fiera “Sapori & Saperi” dal 24 al 27 aprile a Pompei nell’area espositiva del Santuario.
Chiunque avrà l’opportunità, per una volta, di sbirciare quella che è “la vita all’interno della stalla”: “Vogliamo mostrare a tutti – spiega Giuseppe De Vizio, ideatore della singolare iniziativa – il nostro lavoro e i nostri metodi di allevamento del bestiame che garantiscono la qualità dei prodotti”. Ma lo stand “Martone e De Vizio” non sarà solo esposizione di carni italiane: gran finale di “Sapori & Saperi”, domenica 27 aprile, con una serata interamente dedicata alla degustazione di carni alla brace.
Mentre per gli amanti del vino sarà presentata in anteprima mondiale dalla cantina pompeiana Ferraro, “79 A.D.”, il Lacryma Christi del Vesuvio, in bottiglia di pietra lavica. Ma le curiosità non finiscono qui: per gli amanti della pasta sarà possibile trovare “o’curniciello” pasta a forma di cornetto portafortuna e pasta all’aroma di limone o all’Aglianico D.o.c. Sapori&Saperi” però è sopratutto una scommessa fatta da giovani imprenditori nel momento più difficile per la Campania agroalimentare. Le recenti vicende della mozzarella alla diossina hanno messo in ginocchio tutta la produzione di eccellenza agroalimentare.
Sapori&Saperi
dal 25 al 27 aprile 2008
esposizioni e/o degustazioni presso i singoli stand
orari di visita
10,30 - 22,00
Ingresso gratuito
Foto | Flickr
Qualche giorno fa abbiamo parlato della ironica proposta di “termovalorizzare il Vesuvio“. Ebbene, la cosa non dovrebbe sorprenderci, ma qualcuno ci aveva già pensato! Le bocche delle fumarole del vulcano napoletano sono state utilizzate in modo spontaneo (diciamo così) per “smaltire” rifiuti speciali.
Qualche giorno fa il Soccorso Alpino Forestale ha organizzato una operazione di recupero di questi rifiuti, si parla di copertoni di auto e camion, batterie esauste, fusti di plastica, e altro. 10 persone si sono calate a 200 metri di profondità tra le fumarole ricche di gas che si generano poco sopra la bocca del Vesuvio per il recupero di questo materiale.
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Ieri mattina ascoltavo Radio Anch’io su Radio Uno. Il programma prevede ospiti politici ed esperti e un dialogo con gli ascoltatori via email, sms o telefono su un argomento specifico. Ieri si è parlato dell’emergenza dei rifiuti in Campania.
Tecnici e varie personalità di destra e di sinistra si sono alternate ai microfoni rimbalzando a destra e sinistra responsabilità, sottolineando a turno la soluzione migliore (differenziata discarica no meglio il termovalorizzatore si ma se non differenziamo non funziona bene…) e abilmente evitando di nominare uno degli attori di questa “emergenza” ovvero la Camorra (perchè questo accade solo in Campania mentre in tutte le altre regioni no?). Il tutto condito con messaggi e telefonate esasperati di cittadini stanchi e indignati dall’assurdità della situazione. Tra questi messaggi, uno in particolare ha incuriosito me e anche il conduttore della trasmissione. “Ma perchè non buttiamo tutti i rifiuti nel Vesuvio?”