
La bicicletta è considerata il mezzo di locomozione più ecologico. Segrasegra, un’etichetta di Praga, ha creato una linea di abbigliamento riciclando le vecchie camere d’aria. Disegnate soprattutto per le donne moderne questa nuova linea d’abbigliamento include giacche, t-shirt e alcuni modelli giorno-notte per le donne.
SegraSegra, che significa ‘’sorella sorella” è nata dall’idea delle due sorelle Dagmar e Eliska Mertova. La linea di moda nasce dall’esperienza delle due sorelle in Finlandia e a Berlino dove le biciclette sono molto utilizzate.
Via | GreenDiary
La pelliccia non è solo crudele (basti pensare che per produrre un solo kg di prodotto finito occorrono almeno 11,4 esemplari di visone), ma è anche latrice di un’impronta ecologica decisamente poco trascurabile.
E’ quanto emerge da uno studio - The environmental impact of the mink fur production - presentato nei giorni scorsi dalla Lav, in occasione della celebrazione della settimana della moda a Milano e che ha davvero poco a che fare con il senso della bellezza tanto decantata durante le sfilate.
I risultati, raggiunti con rigore scientifico da Ce Delft, sono stati messi a confronto con quelli relativi ad altri materiali largamente utilizzati nel settore tessile (cotone,acrilico, poliestare, lana) e non danno adito a dubbi: la pelliccia è il peggiore tra i prodotti utilizzati nell’abbigliamento. Lo studio ha analizzato, punto per punto, l’intera filiera delle pellicce, che, com’è tristemente noto, non ha nulla da invidiare alla sceneggiatura di un riuscitissimo film horror.
Sentirsi tigri braccate dai bracconieri. Udire lo sparo e la macchia di sangue che si allarga sulla propria pelle.. Anzi, sulla propria T shirt. E’ questa la sensazione che il WWF, provocatoriamente, vuole far provare agli ignari consumatori che, in questi giorni in Russia, si recheranno nei negozi di abbigliamento convenzionati dove sono stati messi in vendita 3.000 di questi articoli…
La maglietta, una semplicissima T shirt bianca con disegnato il volto di una tigre, vuole essere un monito per tutti coloro i quali, anche in via indiretta, possono essere interessati alle sue pelli, alle sue zanne ecc… anche solo acquistando, inconsapevolmente, i prodotti medicinali che potrebbero contenerli.. E’ l’anno della tigre secondo il calendario cinese, eppure, questo splendido felino rischia di scomparire. Irreversibilmente.
Il video mostra un probabile e ignaro acquirente che viene fatto posizionare dal negoziante davanti ad uno specchio un pò “atipico”, attraverso il quale vengono simulati - del tutto virtualmente - gli spari di un fucile con le sue inevitabili conseguenze: perdita di sangue che dilaga a macchia d’olio sulla maglietta…..Inevitabili le reazioni di stupore e terrore dei clienti…
Via | Youtube
Se siete in cerca di capi di abbigliamento ecologico per non far infuriare i vostri figli, provate da American Apparel: in occasione della Quarantesima Giornata della Terra, American Apparel ha lanciato la sua collezione Creative Reuse.
Nella produzione di capi di abbigliamento ed accessori milioni sono gli scarti che ogni giorno finiscono nella spazzatura, mentre invece potrebbero essere riciclati per creare altri pezzi che necessitano di meno stoffa. Così nasce la collezione Creative Reuse, che si ispira al riciclo creativo e propone sciarpe, fermagli, bikini e capi di lingerie prodotti con scarti di materiale tessile. La collezione è consultabile online qui sullo store di Creative Reuse e se non doveste trovare niente di vostro gusto, potete sempre acquistare un pacco di scarti di stoffa e dedicarvi al fai da te.
Si possono ignorare le linee di abbigliamento eco-friendly ora che esistono e sono sul mercato a prezzi competitivi? Non senza far scattare l’ira dei bambini, a quanto pare, perché il loro futuro dipende anche dalle nostre scelte in fatto di abbigliamento. Almeno secondo questa pubblicità di Hanes, che lancia così la sua nuova linea di intimo fatta con il 55% di fibre riciclate, prodotta grazie ad energia rinnovabile.
Non sapete da dove cominciare a cercare dei capi d’abbigliamento eco-friendly economici? Qui c’è Hanes, e hanno già iniziato a produrre capi eco-friendly H&M e Patagonia, alle scarpe ci pensa Veja, mentre le grandi case di moda studiano come si evolverà il settore tenendo conto dell’ambiente.
via | magblog
La catena svedese di abbigliamento low cost H&M, di cui avevamo parlato a proposito del cotone organico certificato proveniente dall’India, forse non così organico, è tra i primi marchia basso prezzo a lanciare la collezione primavera estate in materiali sostenibili, accogliendo le richieste del mercato, sempre più attento all’uso di materiali ecologici.
H&M presenta la collezione Garden, realizzata all’insegna della sostenibilità, che presenta capi in cotone organico, in poliestere riciclato, in tessuto di lino coltivato senza l’uso di sostanze tossiche, in tessuto di lyocell, un derivato delle fibre di rayon il cui processo di produzione è poco inquinante. La collezione che si ispira alla natura non solo nei materiali ma anche nelle fantasie, sarà disponibile in tutti i negozi H&M a partire dal 25 marzo.
via | Treehugger
Come sarà l’industria della moda nel 2025? Continuerà a sprecare e ad emettere tanto quanto oggi o avrà compiuto un percorso verso la sostenibilità? Ci auguriamo la seconda, e con noi il Forum for the Future, che compie uno sforzo per guidare l’industria della moda mondiale verso un futuro più verde.
Quattro diversi scenari ipotizzano il futuro della moda nel 2025, tenendo conto dei cambiamenti climatici, della crescita della popolazione, della scarsità delle risorse, dello sviluppo della tecnologia, dei cambiamenti nella produzione.
Voi, come immaginate il futuro della moda: c’è uno tra i 4 scenari che ritenete possibile per il 2025? O immaginate un’industria della moda molto simile a quella di oggi, con le grande case che si contendono il mercato tra sprechi ed eventi tutt’altro che sostenibili?
via | fastcompany
Foto | Flickr

Carnevale si avvicina e molti saranno alla ricerca di costumi di carnevale ecologici, di maschere e travestimenti realizzati con l’arte del fai-da-te che attinge a ciò che esiste abbandonato nei nostri armadi, o messo da parte in giorni e giorni di raccolta differenziata.
Tra i materiali più utili da usare per creare il proprio costume ci sono i capi d’abbigliamento vecchi, che si possono tagliare, strappare, trasformare come meglio si crede per farne mantelli, corpetti, maschere e cappelli. Ad esempio, per travestire i bambini da Bart Simpson, basterà procurarsi una t-shirt rossa, una calzamaglia ed una maglietta gialle da mettere sotto ed un po’ di colore giallo naturale per dipingere il volto, per poi mettere il bambino su uno skateboard vero o di cartone: il costume del loro personaggio preferito è fatto!
Tra gli altri materiali che si possono riutilizzare, la carta dell’uovo di Pasqua e quella dei regali di Natale vanno benissimo per fare le imbottiture (pancia, seno, muscoli) dei travestimenti o per la classica gonna a strisce di finta paglia per chi vuole vestirsi da ballerina, mentre contenitori e bottiglie di plastica sono perfette per fare le strutture interne dei costumi più complicati e tutti gli accessori possibili ed immaginabili per completare i costumi.
Avete altre idee per costumi di Carnevale ecologici ed economici? Non dimenticate di condividerli con noi, prima di dedicarvi completamente al fai da te per realizzare il costume dell’anno.
Foto | Flickr

H&M, la catena svedese di abbigliamento a poco prezzo, ha una linea di vestiti in cotone organico, o almeno così fa credere ai suoi clienti. L’edizione tedesca del Times ha infatti denunciato la frode: il cotone organico certificato di H&M sarebbe contaminato con cotone modificato geneticamente, tutt’altro che naturale.
Ad analizzare i campioni è stato il laboratorio indipendente Impetus, che ha trovato cotone OGM in più del 30% dei capi analizzati. Andando indietro nella catena produttiva, si è scoperto che tutto il cotone utilizzato proviene dall’India, uno dei maggiori esportatori al mondo di cotone organico.
La direzione di H&M, in una mail a Ecouterre, dice di non avere alcuna colpa in merito e che non vi è ragione alcuna di credere che il cotone organico usato nella fabbricazione dei suoi tessuti provenga da semi OGM, anche se vi è la probabilità che le fibre siano state contaminate in fase di produzione del tessuto. Sotto accusa, e già multate, ci sono anche due agenzie per la certificazione: EcoCert e Control Union, che potrebbero aver certificato come organico anche il cotone usato nella fabbricazione di capi di abbigliamento per altre marche.
Chi sono i colpevoli in questa storia? H&M dice di non essere a conoscenza della presenza del cotone GM, l’Autorità Indiana dell’agricoltura, Apeda, parla di frode su larga scala e critica la Control Union, che si difende dicendo che in nessuna delle aziende produttrici di cotone sono stati usati - né trovati - semi geneticamente modificati.
Via | Ecotextile, Ecouterre

I saldi di gennaio attirano anche chi non ama il consumismo e vorrebbe scegliere prodotti ecologici per il proprio abbigliamento, cosa non sempre facile facile perché i prodotti eco-fiendly sono difficili da trovare nei negozi. Oggi vi presento Veja, una linea di scarpe che nasce dalla volontà di “cambiare il mondo, anche soltanto di pochissimo”.
La filosofia di Veja si basa sull’utilizzo di materie prima naturali, provenienti dal commercio equo nel rispetto della dignità e dei diritti dei lavoratori. Da Veja il cotone viene sostituito con il cotone organico e per contrastare la deforestazione si supporta la produzione di gomma naturale nella riserva di Chico Mendes in Amazzonia, usata per le suole.
Veja produce sneakers e scarpe per tutti i gusti, ha anche una linea per bambini e da poco ha sviluppato l’area di produzione delle borse. Se cercavate un luogo dove poter trovare accessori e scarpe eco friendly, la rete è quello che va per voi, ma fortunatamente le scarpe di Veja le vendono anche a Verona, a Napoli, a Modena, e così via.