Il turismo-natura e i centri storici certificati, si incontrano per un’alleanza all’insegna del turismo sostenibile per la XVIII edizione di Ecotur dal 18 al 20 aprile al Palacongressi d’Abruzzo di Montesilvano.
Ecotur ospita una sezione promozionale, aperta ai visitatori, con circa 200 stand espositivi su una superficie di 6.000 mq, una sezione commerciale, il “Nature Tourist Workshop”, dove gli espositori e quanti accreditati possono negoziare con oltre 100 partner della domanda internazionale ed italiana ed una sezione approfondimenti in cui si organizzano ed ospitano convegni, tavole rotonde incontri finalizzati all’approfondimento delle tematiche di un settore in costante evoluzione: il “Turismo Verdeblu”.
E secondo il “V rapporto Ecotur su turismo e natura” tra le motivazioni principali del viaggiatore che sceglie una vacanza a contatto con la natura, al 1° posto figura la ricerca di “tranquillità e relax” che precede l’indicazione “territorio e ambiente”, invertendo in pratica le posizioni dell’anno precedente.
Saranno 450mila le bottiglie di Montepulciano, Cerasuolo e Pecorino che porteranno sull’etichetta la scritta “Se bevi non guidare”. L’iniziativa è stata presentata in anteprima da Coldiretti in occasione del Vinitaly di Verona.
Per ora lo slogan sarà apposto sulle bottiglie dell’azienda agricola abruzzese di Domenico Pasetti in seguito all’accordo con il Servizio pubblico per le dipendenze (Sert). Un’iniziativa “autonoma e volontaria” a tutela del consumatore, ha spiegato Pasetti. E durante la presentazione dell’iniziativa, che tutti si augurano possa essere estesa in maniera più incisiva a tutte le etichette nazionali si è anche parlato della frode delle etichette.
Un inquietante dossier“Il lato oscuro delle etichette” è stato presentato da Coldiretti che lancia l’allarme sulle nuove etichette ingannevoli autorizzate con la riforma europea per i vini da tavola che creano confusione tra le zone di coltivazione delle uve e quelle della loro lavorazione, sfruttando la notorietà del vitigno. Nel corso dell’incontro sono state mostrate bottiglie che contengono falsificazioni ed inganni come il Chianti prodotto negli Usa e il Tuscuny moon imbottigliato sotto il sole della California.
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E attento al vino tarocco
“Un disegno per la salvaguardia degli orsi” è il nome della campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole di primo e secondo grado. Dalla collaborazione tra Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e dal Movimento Ecosportivo Sportchallengers, un’ associazione nazionale di protezione ambientale, nasce la volontà di avvicinare i giovani ai temi della tutela della natura soprattutto dopo la morte degli orsi del Parco, avvenuta lo scorso mese di ottobre.
Hanno partecipato finora 68 istituti scolastici con 144 elaborati: è un tentativo per mettere insieme idee per tutela la convivenza con l’orso marsicano, un animale per il 90% erbivoro (anche se per la mole consumata è il più grande carnivoro dell’Italia centrale dopo l’orso bruno). Alla luce della scomparsa dell’Orso Bernardo si è verificato un forte interesse che il tema riscuote nelle fasce d’età che un domani saranno chiamate a gestire il prezioso patrimonio faunistico del parco. Il prossimo 12 marzo si conoscerà il nome del vincitore del concorso.
Su ecoblog abbiamo parlato parecchio di smaltimento di rifiuti, inceneritori, termovalorizzatori, pirolizzatori
e delle nuove tecnologie in materia. Ora un lettore (Enzo) ci segnala una protesta contro un impianto che sfrutterebbe una torcia al plasma per “termovalorizzare” i rifiuti.
Ciao a tutti,
voglio condividere con voi quello che sta accadendo nella mia bellissima Marsica, zona situata nel cuore dell’Abruzzo, a confine con aree protette come il Parco Nazionale di Abruzzo e Molise, riserva naturale del Salviano e Parco Sirente-Velino.
La fondazione MIRROR, creata da MICRON TECHNOLGY, ha chiesto al comune di Luco dei Marsi (l’Aquila) l’approvazione del seguente progetto: “Sistema integrato di servizi ecocompatibili” comprensivo di 4 impianti tra cui un sistema di smaltimento dei rifiuti con torcia al plasma. Il tutto per una estensione di 400 000 mq.
Cos’è un impianto di torcia al plasma?
Si tratta di una tecnologia innovativa e relativamente pulita, se paragonata ai vecchi e, ormai obsoleti, impianti di smaltimento dei rifiuti. Rispetto ad un classico inceneritore, questo impianto utilizza un processo in cui grazie al plasma, ovvero un gas ionizzato che ha la caratteristica di condurre elettricità, i materiali vengono scomposti e ridotti a molecole più semplici e inerti. Le temperature elevate a cui l’impianto lavora eliminano la possibile immissione di sostanze altamente nocive come la diossina, i furani e per quanto riguarda i metalli pesanti, questi vengono vetrificati e smaltiti in altro modo. È da aggiungere ancora che tutto questo processo ci consente di recuperare energia. Ottima cosa vero? Peccato che la storia non ci venga raccontata tutta.
Rieccoci dietro la Goletta Verde, oggi vi riassumiamo i risultati delle analisi del veliero di Legambiente per le acque delle regioni Toscana, Marche e Abruzzo.
Toscana: i dati sono in generale buoni, su 28 campionamenti 8 sono quelli che hanno superato i limiti di legge. Brutte notizie per l’Isola d’Elba, su dieci campioni 5 sono risultati fuori norma, uno dei quali (Lacona) di molto sopra i limiti. Sicuramente l’aumento della pressione antropica dovuta al turismo estivo non aiutano situazioni dove la depurazione è appena sufficiente o scarsa e possono esistere scarichi illegali. Anche qui, come già in Liguria e Emilia Romagna, è critica la situazione alla foce dei fiumi.
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La Regione Abruzzo si e’ dotata di una legge per regolamentare i cimiteri per gli animali domestici.
Cani, gatti, criceti, uccelli da gabbia, cavalli sportivi e altri animali domestici di piccole dimensioni potranno essere seppelliti, a condizione che un apposito certificato veterinario escluda la presenza di malattie trasmissibili all’uomo.
Il 35% degli abruzzesi ha un animale, per cui la regione ha pensato bene di fornire servizi adatti.

Sono rimasti in 50 gli orsi marsicani abitanti del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e le aree limitrofe. Ieri il Corpo Forestale ha presentato il documentario “Una terra buona per l’orso” sulla vita e le abitudini degli ultimi esemplari rimasti. La foto qui sopra fa proprio venire voglia di vederlo questo documentario e soprattutto di difendere questi plantigradi.

Disastro ambientale ed avvelenamento delle acque destinate al consumo umano sono i reati collegati alla scoperta della più grande discarica abusiva d’Italia, scoperta dalla forestale in Abruzzo.
185 mila metri cubi di sostanze tossiche e pericolose sono state sepolti a 5-6 metri di profondità vicino a Bussi (Pescara) in un terreno vicino al fiume Pescara. Ci sono cloroformio, tetracloruro di carbonio, esacloroetano, tricloroetilene, triclorobenzeni e metalli pesanti. Dai primi rilievi, Forestale e Procura ritengono che l’inizio dell’utilizzo del terreno – nel 1999 ceduto dalla Montedison ad una società immobiliare di Milano riconducibile sempre alla Montedison – come discarica risalga a diversi decenni fa, molto prima dello stabilimento della Solvay, di cui si esclude un coinvolgimento.
Per bonificare al zona bisognerà rimuovere 240 mila le tonnellate di terra e il costo stimato di tale operazione si aggira intorno ai 58 milioni di euro (che al momento non si sa dove recuperare). Bisognerà anche trovare una discarica sicura (che non faccia percolare nella falda altre schifezze) e grande abbastanza da contenere la massa enorme del terreno da smaltire.
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Direttamente dal sito del WWF la notizia del ritorno della lontra nell’Oasi delle Cascate del Rio Verde, un affluente del fiume Sangro, nel Comune di Borrello (Ch).
Considerata dai naturalisti come la “regina dei fiumi”, essendo al vertice della catena alimentare degli ambienti fluviali, è data per scomparsa in tutta l’Italia centro-settentrionale mentre riesce a sopravvivere nei pochi ambienti naturali rimasti integri dell’Italia centro-meridionale con il cuore nei bacini campano-lucani.
Sono 37 mila le lampadine ad alta efficienza e dai bassi consumi energetici che saranno consegnate, in questi giorni, a 158 piccoli comuni abruzzesi che hanno aderito alla III edizione all’evento denominato “Voler bene all’Italia”: festa nazionale della “Piccola Grande Italia”.
L’utilizzo di 37 mila lampadine consentirà –secondo i promotori- un risparmio energetico di circa 3 milioni di chilowattora l’anno pari a 392.000 euro che non saranno più prelevati dalle casse degli enti locali. In termini ecologici questo dato si traduce in 540 litri di petrolio risparmiati ed eviterà l’emissione di oltre 2 mila chili di anidride carbonica.
Il consumo elettrico è il 3% della spesa di una famiglia, mentre il 55% se ne va in riscaldamento. Sarebbe carino che, oltre a regalare lampadine, si regalassero caldaie ad alto rendimento o pannelli isolanti da mettere dietro ai termosifoni… certo, costa di più ma rende anche parecchio di più.
via | PrimadiNoi