Il caldo incalza e le spiagge del Litorale Domitio non sono praticabili poichè mano criminali hanno messo a repentaglio il lavoro del depuratore di Cuma. Vermi, zecche e acqua inquinata ecco cosa attende che decide di farsi un bagno ristoratore.
Una sentenza del Tribunale di Napoli denuncia che a finire nel depuratore sono state diverse botti di percolato che secondo il giudice monocratico Andrea Faiello che ha condotto l’inchiesta, partita nel 2003, avrebbe compromesso il lavoro dell’impianto di depurazione impedendo l’ossidazione ad opera dei fanghi attivi.
Scrive 9Online:
Il giudice Faiello, nella sentenza di I grado depositata in cancelleria meno di un mese fa, ha condannato Ferdinando Bosone e Guido Cucciardi, rappresentante legale il primo, responsabile tecnico il secondo della ditta Pianese, per avere contribuito in modo significativo «all’ammaloramento delle strutture e dei macchinari», non adempiendo agli obblighi del contratto tra il privato e la Regione Campania. I due imputati sono stati inoltre riconosciuti colpevoli perché, in concorso tra loro, «con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, danneggiavano o comunque deterioravano il litorale di Cuma e le sue acque marino costiere, nonché i macchinari e le strutture dell’impianto di depurazione.
Concentrazioni di arsenico superiori di cinquanta volte ai limiti di legge, floruri venti volte più alti di quelli consentiti, alte concentrazioni di selenio, mercurio, vanadio. E’ ciò che i tecnici dell’ARPA Sardegna hanno riscontrato con prelievi sull’acqua sgorgata il 29 marzo nell’area industriale di Portovesme, frazione del comune di Portoscuso, nella provincia di Carbonia - Iglesias.
Si trattava insomma di acqua inquinata da sostanze pericolosissime, con un’acidità particolarmente alta: la fuoriuscita si è verificata a causa di un problema nella stazione di pompaggio delle acque, più precisamente in una tubazione di collegamento con l’Eurallumina (una delle aziende presenti nella zona industriale) che preleva le acque affioranti in superficie per utilizzarle nel processo produttivo.
A diffondere i risultati dei controlli è stato Angelo Cremone, consigliere comunale di Portoscuso, che è stato anche il primo a denunciare la strana fonte, e si lamenta di essere trattato come un:
terrorista ecologico, mentre il degrado prosegue e i nostri concittadini continuano ad ammalarsi.
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