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Tutti gli articoli con tag acqua virtuale

L'indice di acqua virtuale è la misura in acqua per gli alimenti

pubblicato da PiccoloSocrate

Virtual Water Index Non si consuma acqua solo sotto la doccia, se ne consuma anche per esser messi in condizione di mangiare un panino o prendendo un caffè. Il concetto d’acqua virtuale racchiude tutta l’acqua utilizzata per l’intera filiera dalla produzione al consumo diretto ed è stato introdotto dal professor John Anthony Allan dal King’s College dell’Università di Londra in Gran Bretagna consentendogli di vincere gli award del World Water Council.

Giusto per dare un’idea: per produrre un chilo di grano sono necessari 1000 litri d’acqua, quindi l’acqua virtuale per 1 kg di grano sarà 1000; la carne, invece, costa mediamente tra le cinque e le dieci volte di più del grano in termini di acqua virtuale. La praticità di questo indicatore è immediata infatti oltre a permettere il confronto tra i i diversi stili di vita (e di diete) di popolazioni geograficamente distanti consente consente di quantificare le reali necessità per le popolazioni e le regioni scarsamente fornite d’acqua che sono, da sempre, dipendenti da quelle più ricche.

Uno strumento in più in mano ai policy makers? O forse l’ennesima acrobazia accademica per accaparrarsi un premio? L’indice di acqua virtuale (meglio conosciuto in inglese come Virtual Water Index) rappresenta uno strumento a doppio taglio: migliora il sistema d’informazione dei cittadini e mette a nudo i politici di fronte alle loro responsabilità. Questo è innegabile, l’applicazione pratica rimane subordinata alla nostra coscienza.

Via | Reuters

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Acqua usata per imbottigliarne altra

pubblicato da lumachina

bere acqua dal rubinetto“Per produrre 1 chilo di PET, la plastica usata per le bottiglie, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, la cui lavorazione rilascia nell’atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, o40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio.

A cui poi va aggiunto l’inquinamento per il trasporto, visto che solo il 25% delle acque in bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre devono varcare uno o più confini.”

La segnalazione di un lettore (Fabio) dell’articolo di Repubblica sui costi ambientali della vendita di acqua potabile, porta alcuni dati interessanti a tutte le considerazioni che abbiamo già fatto più e più volte sulla scelta dell’acqua da bere.

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Impronta idrica e acqua virtuale

pubblicato da lumachina

Impronta idrica delle nazioni del Mondo

Quanta acqua consuma un processo, un ente o una nazione? Vista la crescente domanda di acqua potabile a livello mondiale, l’UNESCO propone di valutare l’impronta idrica con criteri analoghi a quelli dell’impronta ecologica.

Per tenere in considerazione la destinazione d’uso dell’acqua si usa il concetto di “acqua virtuale”, ovvero della quantità di acqua utilizzata per produrre una data cosa. Servono 140 litri d’acqua per bersi una tazzina di caffè. La maggior parte dell’acqua virtuale” non è materialmente contenuta nell’oggetto.

Guardando i flussi di acqua virtuale di una nazione si può vedere quanta di questa venga destinata alle esportazioni e quanta ne arrivi con le importazioni. Una nazione può conservare le sue risorse idriche preferendo importazioni di prodotti che richiedono molta acqua virtuale.

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