
C’è voluta l’Agenzia delle Entrate per far chiarezza sulla possibilità o meno di usufruire delle detrazioni del 55% per il solare termodinamico a concentrazione. La detrazione c’è, ma è solo parziale: si può detrarre solo la parte dell’impianto relativa alla produzione di calore e acqua calda.
Il solare termodinamico, in realtà, di calore e acqua calda ne fa assai pochi: questi impianti, infatti, servono soprattutto a produrre energia elettrica rinnovabile. Basti pensare al famoso impianto Archimede di Priolo, per rendersene conto: il sole viene catturato e concentrato per riscaldare un fluido che, a sua volta, riscalda l’acqua.
Ma l’acqua calda, in questo caso, non è il prodotto finale: serve a muovere la turbina che produce l’elettricità. L’Agenzia delle Entrate, tuttavia, ha voluto far chiarezza visto che, evidentemente, qualcuno avrà pensato di poter detrarre il 55% di tutto il costo dell’impianto dalle tasse. Decisamente troppo.
Via | Agenzia delle Entrate
Foto | Protermosolar

Buone notizie per chi riscalda la propria casa con il cippato di legno o con il teleriscaldamento comunale: l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata in merito all’Iva da applicare al cippato affermando, una volta per tutte, che essa debba essere fissata al 10%.
L’Aiel, Associazione italiana energie agroforestali e Fiper, Federazione italiana produttori di energia da fonte rinnovabile, che avevano interpellato l’Agenzia per avere chiarimenti, in una nota congiunta spiegano che:
Il cippato a cui viene riconosciuta questa aliquota IVA ridotta può provenire da legname di diverse qualità, deve essere ottenuto attraverso un processo di taglio meccanico di sminuzzatura o cippatura, triturazione o frantumazione, non deve aver subito trattamenti chimici o ulteriori lavorazioni e deve essere destinato esclusivamente alla combustione nonchè alla fornitura e distribuzione di calore ai consumatori attraverso reti di teleriscaldamento
Entrambe le associazioni si dichiarano soddisfatte per quanto deciso dall’Agenzia delle Entrate.

La tariffa omnicomprensiva pagata dallo Stato ai cittadini che producono energia verde da fonti rinnovabili, fotovoltaico escluso, è da computare all’interno del reddito familiare? Va pagata l’Iva? E’ necessario aprire una partita Iva per incassare la tariffa?
Domande da commercialista? Più o meno, ma siccome molti esperti del fisco più volte si sono trovati a non sapere quale normativa applicare quando hanno a che fare con le rinnovabili ecco che arriva il chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Con una nota apposita l’Agenzia spiega che, fino a 20 KW di potenza e fotovoltaico escluso (per via del Conto Energia che fa storia a parte), l’Iva non va pagata. La tariffa, però, fa reddito:
La tariffa fissa omnicomprensiva versata dal Gestore dei servizi energetici (Gse) alle persone fisiche e gli enti non commerciali che immettono in rete l’energia prodotta con impianti fino a 20 kw usati per alimentare l’abitazione privata o la sede dell’organizzazione non è imponibile ai fini Iva, mentre sul fronte delle imposte dirette rientra tra i redditi diversi
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Bruttissime notizie per l’accordo, firmato lo scorso gennaio, tra Sharp, Enel ed St Microelectronics per la costruzione di una grossa fabbrica di pannelli fotovoltaici a Catania.
Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, infatti, i giapponesi di Sharp si sterebbero arrabbiando a causa dei tempi lunghi della burocrazia italiana: il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), infatti, non ha ancora esaminato la pratica per il maxifinanziamento (200 milioni di euro su 320 di investimento totale, nella prima fase) promesso alle tre aziende.
E, come si suol dire, senza soldi non si canta messa. Anche se, sempre secondo il Sole, il problema a Roma non sarebbero i soldi che l’Agenzia delle Entrate avrebbe già messo a disposizione il 21 aprile scorso. I soliti italiani?
Via | Il Sole 24 Ore
Foto | Flickr
Finalmente la Camera dà il via definitivo al ripristino delle detrazioni del 55% e la legge di conversione al DL 185/2008, meglio conosciuto come decreto anticrisi e a quell’articolo 29 , che circa un mese fa aveva mandato in crisi, invece, tutti gli operatori del settore energie rinnovabili e sopratutto quanti avevano investito nell’adottarle.
Rientra tutto, dunque, e scompaiono anche i tetti di spesa che pure avevano sollevato perplessità. Spiega Eurosolar:
Per le spese 2009- 2010: o sarà necessario inviare una comunicazione, per sola conoscenza, all’Agenzia delle Entrate;o la detrazione sarà ripartita in cinque anni (anziché 3-10 anni)
Entro 30 giorni dall’approvazione della Legge di Conversione: o saranno resi disponibili i moduli per la comunicazione all’ Agenzia delle Entrate;o verrà pubblicato un decreto di natura non regolamentare di modifica del DM 19 febbraio 2007 al fine di semplificare le procedure e di ridurre gli adempimenti amministrativi a carico dei contribuenti.
Continua a leggere: Riqualificazione energetica degli edifici: ripristinate le detrazioni del 55%
Sembra che ci siano buone notizie all’orizzonte e che saranno, se approvate in Camera, ripristinate le detrazioni del 55% che il decreto anti-crisi (DL 185/08) con l’art.29 aveva invece mandato in crisi.
Infatti, le Commissioni Bilancio e Finanza hanno licenziato una serie di emendamenti che sono in discussione alla Camera, da oggi:

Qualche giorno fa abbiamo scritto nel post Risparmio energetico: Tremonti annuncia qualche ripensamento al bonus del 55%: “Piano piano, protesta dopo protesta (e non ci fermiamo proprio ora, mi raccomando!) Giulio Tremonti annuncia che forse si, è il caso di rivedere l’art. 29 al DL 185/2008“.
Nel frattempo, buona parte delle feste sono passate, ma il problema della conversione in legge del DL 185 - previsto entro il 28 gennaio - resta tale e quale. Bisogna continuare a far sentire le nostre critiche al decreto. Un modo può essere quello di aderire alla petizione proposta dal WWF sul suo sito.
Chiede in particolare l’abrogazione della norma capestro del “silenzio-diniego” da parte della Agenzia delle Entrate, e la fissazione dei fondi disponibili per l’anno 2009 sulla base delle detrazioni fiscali richieste nel 2008.
Piano piano, protesta dopo protesta (e non ci fermiamo proprio ora, mi raccomando!) Giulio Tremonti annuncia che forse si, è il caso di rivedere l’art. 29 al DL 185/2008 che in un colpo solo aveva tagliato le speranze e gli investimenti di milioni di italiani rispetto al risparmio energetico e a ristrutturazioni avviate. Già mercoledì aveva annunciato che la retroattività era stata eliminata dal decreto (anche perché non prevista dalle nostre norme, per cui di fatto illegale).
Ieri sera le dichiarazioni, nel salotto televisivo di Bruno Vespa, a propostito del meccanismo di silenzio-diniego affidato alla Agenzia delle entrate che non rispondendo entro 30 gg. alla richiesta di sgravio del 55% di fatto la annulla:
Il silenzio-diniego si può modificare, quella è una procedura. Però su una cosa sarò assolutamente fermo: se dai il credito d’imposta, ed è giusto darlo, e in questo settore è giustissimo, poi però lo devi coprire.
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Una bella botta al consumo di carta è stata data oggi dall’Agenzia delle Entrate con la presentazione di Unicoweb, la dichiarazione dei redditi on line, che mette fine ai plichi e agli archivi cartacei e a tutti quei fogli da compilare (insomma, sempre troppo poco, considerato che ci sono anche molti evasori).
In pratica possono accedere al servizio:
E stiamo parlando, per i dati relativi al 2007, così come riportato dalle statistiche dello stesso fisconline, di oltre 3milioni di utenti. Per i dettagli del pratico utilizzo del sistema telematico di dichiarazione vi rimando alla sezione info dell’Agenzia delle entrate.