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Tutti gli articoli con tag agricoltura biologica

Tutti a Cuba per imparare a vivere senza petrolio

pubblicato da Marina

Chiedeva in un sondaggio Debora Billi su petrolio qualche giorno fa: Aumenti benzina: qual’è il vostro limite per rinunciare all’auto?

Ebbene se proprio siete tra quelli che non rinuncerebbero mai alla loro dose di benzina quotidiana sappiate che già i cubani hanno iniziato a fare a meno del petrolio nel 1990 e la loro storia è oggetto del documentario: How Cuba survived Peak oil. La pellicola diretta da Faith Morgan sarà oggetto dell’incontro Quattro passi nella transizione organizzato dal Gruppo Ferrara in transizione domani al Centro di meditazione del grattacielo. Ma questa è solo una delle tante occasioni per poter vedere questo documentario che certamente cambierà la prospettiva di molti in merito alla necessità che ha l’umanità del petrolio: ne possiamo fare benissimo a meno.

L’idea ecologica che emerge nel vedere il film è che una possibilità oltre il collasso dell’Isola di Pasqua esiste: approdare all’Isola di Cuba. Il Líder máximo Fidel Castro, quando nel 1990 sparì l’URSS e con essa la fornitura dell’80% di greggio all’isola dovette contenere la disperazione dei cubani. La prima mossa fu invitare tutti a coltivare il proprio orto, poi ospedali e scuole furono delocalizzati e avvicinati anche ai piccoli villaggi; infine furono invitati i massimi esperti di agricoltura biologica dall’Australia per rimettere in sesto i terreni cubani avviliti da anni di fertilizzanti chimici.

Per chi volesse una cronaca aggiornata su come si vive oggi a cuba nell’era del post peak oil può leggere il bel reportage di Luca Lombroso che ha anche girato il video in alto e che scrive:

consiglio ai “picchisti” più scatenati di andarci al più presto, prima che crolli il sistema dei trasporti aerei o che il consumismo riesca a dilagare in quel paese. Forse dovremmo anzi organizzare viaggi alla scoperta di come Cuba riesce a vivere una situazione che noi difficilmente accetteremmo, con gente comunque sempre allegra, cortese, e senz’altro meno stressata di noi consumisti.

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BioDomenica: nelle piazze italiane prodotti biologici

pubblicato da Marina

biodomenica aiab Torna domani in moltissime piazze italiane BioDomenica (qui la lista degli eventi) giunto alla dodicesima edizione. Siamo il Paese leader del biologico e secondi in Europa alla Spagna. Dopo di noi Germania, Gran Bretagna e Francia. Il biologico da noi occupa 1milione di ettari e porta a un giro d’affari di 3 miliardi di euro. Dopo aver dato i numeri aggiungo che il settore del biologico sta superando senza colpi l’attuale crisi economica ed è cresciuto nel 2010 del 9%.

Dice Andrea Ferrante presidente AIAB:

Il biologico cresce, dà lavoro, difende la biodiversità e contrasta i cambiamenti climatici. Al contrario, gli Ogm, ovunque nel mondo, diminuiscono la biodiversità, accentuano le emissioni di Co2 nell’agricoltura e spopolano le campagne, espellendo i contadini a favore di grandi concentrazioni agroindustriali. Questa BioDomenica dimostra a tutti che il modello biotech è dannoso per il pianeta e impraticabile per il nostro paese, mentre il biologico si afferma come una delle risposte più innovative che il settore agricolo italiano, europeo e mondiale è in grado di dare alle sfide globali.

Quest’anno i produttori avranno per tema il “biologico glocal”, ossia la risposta locale all’economia globale tanto che la BioDomenica è divenuta un evento da esportare (con prodotti rigorosamente biologici Made in Italy) in Senegal, Bolivia, Spagna, Francia e Australia.

Via | Comunicato stampa
Foto | Aiab Fb

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EEA: l'agricoltura intensiva ammazza la biodiversità del paesaggio

pubblicato da Marina

l'agricoltura intensiva deframmente il suolo più delle rinnovabili e distrugge la biodiversità

E’ stato pubblicato da EEA (Agenzia europea per l’ambiente) e presentato un paio di giorni fa il Rapporto Landscape fragmentation in Europe studio redatto con l’Ufficio Federale dell’Ambiente Svizzero (UFAM). Le conclusioni a cui giungono gli studiosi sono strabilianti: a mettere a repentaglio biodiversità, paesaggio, suoli e territorio non sono (al momento) gli impianti delle rinnovabili bensì le tecniche dell’agricoltura intensiva e tutta la massiccia presenza di infrastrutture (strade, autostrade e ferrovie) atte a sostenerla.

Andrea Ferrante presidente nazionale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (AIAB) lo spiega così:

I dati dello studio dell’EEA dimostrano una volta di più, qualora ce ne fosse bisogno, l’insostenibilità del modello agroindustriale un modello che ha distrutto il paesaggio europeo e desertificato i nostri territori rurali, che è totalmente dipendente dall’energia fossile e non ha futuro. Quanto emerso dallo studio Frammentazione del paesaggio in Europa impone di scegliere una nuova PAC che rimetta al centro un’agricoltura familiare e di piccola scala, sostenibile, basata sul metodo biologico.

Nel 2013 si andrà a ridiscutere la Politica agricola comunitaria che agli italiani non è mai piaciuta. E non ci ha neanche portato molti vantaggi, diciamolo. Si proverà a deframmentare quei grossi agglomerati della agricoltura intensiva che si trovano, causa caratteristiche morfologiche del territorio, proprio nel nord Europa.

Continua Ferrante:

Di fronte all’eccezionale crisi economica, ambientale e sociale in corso l’agricoltura basata sulla sovranità alimentare, caratterizzata da una nuova centralità per la figura dei contadini-produttori e da modelli di produzione ecosostenibili come l’agricoltura biologica, rappresenta un’opportunità unica per uscire da questo stato di crescente disfacimento. L’uso dei fondi della PAC deve immediatamente cambiare e smettere di tenere in vita un modello agroindustriale che non ha più ragione di esistere.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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Buon compleanno biologico: 20 anni in Europa

pubblicato da Marina

agricoltura biologica: 20 anni in europa

Era il 22 luglio 1991 quando in GU vide la luce il Regolamento CEE 2092/91 Regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991 che metteva ordine nel sistema di produzione biologico dei prodotti agricoli e derrate alimentari e per la prima volta al mondo organizzava con metodo le regole dall’etichettatura alla certificazione.

Da allora la crescita del biologico è stata esponenziale. Dai pochi prodotti di nicchia si è passati a prodotti presenti nella Grande distribuzione e per tutte le tasche. In Italia siamo a oltre 1 milione di ettari coltivati a biologico e con oltre 47mila addetti il settore fa girare 3 miliardi di euro.

Scrive AIAB sul suo sito:

È venuto il momento di una profonda rivisitazione delle politiche per dare il giusto riconoscimento a queste persone che lavorano principalmente per la collettività. È anche il momento di rivedere completamente il sistema di certificazione che è nato per un settore piccolo fatto da pochi attori, ma che non ha avuto la capacità di aggiornarsi per rispondere alle sfide che vengono dalle importazioni extra UE sempre più massicce e di trovare risposte adeguate alle richieste delle agricolture europee (dalle micro aziende in vendita diretta alla certificazione di interi territori).

Appuntamento dunque alla PAC 2012.

Via | AIAB
Foto | Flickr

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Borgofuturo - Dal 1 al 3 luglio, Convegni e musica "ecologica"

pubblicato da Nestor Carnevali


Dal 1 al 3 luglio andrà in scena la seconda edizione di Borgo Futuro, Festival della Sostenibilità organizzato dal comune di Ripe San Ginesio. Un fitto programma che prevede convegni, laboratori sulla sostenibilità e concerti “ecologici”. Si parte dall’agricoltura biologica e di qualità con la partecipazione delle associazioni più impegnate nel settore del cibo buono per noi e buono anche per la natura, Slowfood, Coldiretti, Aiab e Res Tipica.

Andrea Vianello, conduttore di Agorà su RaiTre, sarà ospite del convegno su “Le prospettive per un’agricoltura biologica e di qualità” mentre Elio Veltri, ex sindaco di Pavia, racconterà il tema dell’amministrare sostenibile, quello che i sindaci possono fare per rendere migliore la qualità della vita nelle loro comunità a partire dallo sviluppo delle aree verdi e sulla pedonalizzazione delle città.

L’organizzazione delle tre giorni punta sulla riduzione dell’impatto ambientale degli eventi come spiega Damiano Giacomelli, ideatore e direttore artistico di Borgofuturo:

La musica è un elemento strategico per Borgofuturo, perchè aggrega, intrattiene e lascia ampio margine alla riflessione. Abbiamo cercato band e cantautori che avessero forte attinenza con le tematiche della manifestazione e le veicolassero con le loro esibizioni, non solo nei contenuti, ma anche attraverso un sound fresco, libero, ma comprensibile a tutti. Non mancheranno piccoli ma importanti accorgimenti per ridurre l’impatto dei concerti, come l’utilizzo di bicchieri e stoviglie biodegradabili. In un periodo in cui si accusa la musica di essere altamente impattante dal punto di vista ambientale, Borgo Futuro va in netta controtendenza, dimostrando che realizzare concerti ecosostenibili è possibile.

Sul sito ufficiale potete trovare tutti i dettagli sul programma della manifestazione.

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Bio Europa 2011 e la Notte Bio: Weekend per il biologico

pubblicato da Nestor Carnevali


Edizione 2011 per Bio Europa, la manifestazione dedicata al mondo e ai temi dell’agricoltura biologica. Organizzata dal comune di Isola del Piano, una trentina di km nell’entroterra del litorale marchigiano, in collaborazione con AMAB e patrocinata dalla rappresentanza italiana presso Commissione Europea, lancia quest’anno la prima Notte Bio trasformandosi in un vero festival del biologico. Il 28 e il 29 maggio prossimo un fitto calendario di mostre, incontri, dibattiti e degustazioni si affiancherà ad un’intera notte di contaminazione con l’arte, la danza e la musica.

Il sindaco di Isola del Piano, Giuseppe Paolini, spiega le intenzioni di Bio Europa 2011:

Le iniziative di quest’anno intendono portare in primo piano i giovani, che sono i grandi protagonisti del domani. La Notte Bio e il ricco programma di eventi utilizza il linguaggio dell’arte contemporanea e della musica per esprimere, attraverso le emozioni, messaggi di grande impatto sociale. Manifestazioni di questo genere sono occasioni preziose per far conoscere ed apprezzare la tipicità del proprio territorio, oggi cancellata da un sistema di mercato che appiattisce le differenze, invece che valorizzarle.

Al centro il tema della “rivoluzione biologica”:

Oggi la rivoluzione biologica coinvolge 1 milione di ettari e 100.000 addetti in Italia, confermando il successo di un settore in continua espansione, dove il legame con il territorio, l’uso di tecniche agricole non invasive, la trasparenza e la qualità sono considerati un fattore di sviluppo e un motore per l’innovazione. Partecipando al Festival della Felicità, La Notte Bio e BioEuropa lanciano la loro proposta per un mondo migliore ma soprattutto possibile: uno stile di consumo attento all’ambiente e alla biodiversità si traduce in reale benessere per il pianeta e per l’uomo.

Qui potete trovare il calendario completo di Bio Europa 2011.

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Mense pubbliche: meno carne e più uova bio

pubblicato da Barbara Arlati

Mense scolastiche

Bisogna ringraziare la LAV se nelle mense dell’amministrazione pubblica e dunque anche scolastiche, si mangerà meno carne e più uova biologiche. I consigli della Lega antivivisezione animale, anche per quanto riguarda i criteri per l’acquisto di beni e servizi rispettosi dell’ambiente, oltre che per corretta alimentazione, salute e ambiente sono stati recepiti dal Ministero per l’ambiente. Il documento ufficiale che regolamenta il green public procurement è il PAN.

Non appena i principi saranno recepiti nel Ddl, accadrà che alle ditte che parteciperanno ai bandi di gara sarà riconosciuto un maggiore punteggio (e dunque maggiori possibilità di vincere) se presenteranno menù che prevedono un giorno vegetariano e l’uso di uova biologiche o provenienti da allevamenti a terra.

Rileva la Lav nel suo comunicato stampa:

Importante il tema della riduzione della carne a tavola. Un giorno vegetariano a settimana corrisponderebbe a 3.320 tonnellate di CO2 risparmiata al giorno, 126.160 ogni anno. Per quanto riguarda le uova, il documento prevedeva già che dovessero provenire da agricoltura biologica, così come altri alimenti, ma è stato aggiunto il principio secondo cui la quota di uova non proveniente da allevamenti biologici deve provenire da allevamenti all’aperto. La sostituzione delle uova di galline allevate in gabbia con uova provenienti da agricoltura biologica significherebbe liberare dalle gabbie circa 271.000 galline ogni anno.

Via | LAV
Foto | Flickr

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Agricoltura biologica confezionata: +11.6% nel 2010

pubblicato da Peppe Croce

Agricoltura biologica confezionata: +11.6% nel 2010

L’agricoltura biologica continua a vendere bene sul mercato. Lo dimostrano i dati diffusi dall’Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, relativi al 2010. I dati Ismea si riferiscono alla vendita di prodotti agricoli biologici confezionati. Gli incrementi maggiori sono nel settore lattiero caseario ( 13,2%), biscotti e snack ( 13,5%), ( 10,2%), pane e prodotti sostitutivi ( 12,3%) e miele ( 8%).

Crescono, ma meno, anche frutta e ortaggi (+4,2%) e le uova biologiche che crescono del 7,4%. Quest’ultime, tra l’altro, rientrano nella graduatoria dei cinque prodotti biologici più venduti. Impressionante la crescita di pasta e riso (+22,3%) e salumi ( 56,4%). Per quanto riguarda i compratori, invece, il nord Italia si conferma il mercato migliore per gli alimenti biologici:

Nord-Est e Mezzogiorno sono le macroripartizioni geografiche in cui emergono i maggiori incrementi nel 2010, anche se il Nord-Ovest è l’area con la più alta incidenza sulla spesa nazionale. Il consumo di prodotti bio si conferma, comunque, un fenomeno localizzato prevalentemente nel Settentrione d’Italia, che concentra da solo oltre il 70% degli acquisti

Via | Ismea
Foto | Flickr

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Astroturfing: troll e commentatori in lobby pro OGM (e non solo) su internet

pubblicato da Marina

Erba vera o erba sintetica? Qualche post fa a proposito di una patacca di pubblicità parlavamo di astroturfing, cioè di quella orribile pratica che fa passare un opinione che in realtà veicola il messaggio preciso di una lobby (qui la bella spiegazione di Ugo Bardi). Questo smantellamento del dialogo sembra concentrarsi sopratutto verso gli argomenti ambientalisti. E’ facile intuire il perché: si cerca di dirottare l’opinione pubblica dalla parte delle lobby, foraggiate dalle multinazionali, affinché tutto, consumi, sprechi, sfruttamento delle risorse resti così com’è.

Se ne parla su Monbiot e l’autore spiega che i commentatori di questa risma sono anche detti i members of 50 cent Party, in quanto , come riferisce BBC sono pagati mezzo yuan a commento.

Riferisce l’autore del post:

Ho incrociato per la prima volta l’astrosurfing nel 2002 quando gli investigatori Andy Rowell e Jonathan Matthews cercavano riscontro nei commenti di due commentatori che si firmavano Mary Murphy e Andura Smetacek. Questi lanciarono feroci attacchi attraverso forums, contro uno scienziato e la sua ricerca su colture di mais in Messico contaminate da OGM.

Spero che da oggi in poi leggeremo con maggior distacco e occhio critico i tanti commenti feroci e deliranti contro le energie verdi, l’agricoltura biologica, la sostenibilità ambientale, le emissioni di CO2.

Foto | Flickr

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Cenone di Natale: sorvegliano i Carabinieri, pizzicati i primi furbetti

pubblicato da Peppe Croce

Cenone di Natale: sorvegliano i Carabinieri, pizzicati i primi furbettiAnche quest’anno, per Natale, torna in scena la solita lotta tra guardie e ladri dell’agroalimentare di qualità. Le feste sono occasione ghiotta per godersi i migliori prodotti della tavola, meglio se Doc, Dop, Igp. Meglio ancora se di agricoltura biologica e a filiera corta. E, meglio di tutto, se non sono taroccati. Purtroppo i furbi di sto periodo fioccano come la neve al nord, solo che sono ben diffusi anche al centro e al sud. Andiamo per provincia, in base alle operazioni dei Nuclei Antifrodi Carabinieri del Ministero delle politiche agricole.

Salerno: 12 centri commerciali controllati, con i rispettivi titolari denunciati per frode in commercio. Vendevano olio di oliva scaduto, pesce in cattivo stato di conservazione e privo di etichette, 229 confezioni di prodotti ortofrutticoli senza etichette e certificazione sulla rintracciabilità.

Roma: i Carabinieri hanno scoperto alcuni imprenditori del settore olivicolo che vendevano olio di semi trattato alla clorofilla spacciandolo per olio extra vergine di oliva.

Venezia: è stato deferito il titolare di un ristorante che vendeva come extravergine di oliva dell’olio che in realtà era di sansa di oliva trattato. In provincia di Monza e Brianza, presso una ditta di commercio all’ingrosso di prodotti agroalimentari, sono stati sequestrati prosciutti con falsi marchi Dop.

I furbi, quindi, non mancano. Occhi aperti e, in caso di dubbio, chiamate i Carabinieri dei Nac: 800 020 320, è gratis.

Via | Ministero Politiche Agricole
Foto | Flickr

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