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Tutti gli articoli con tag agricoltura biologica

Agricoltura: l'Ue punta su sostenibilità ed ecocompatibilità. Ma benedice gli ogm...

pubblicato da Peppe Croce

Agricoltura: l'Ue punta su sostenibilità ed ecocompatibilità. Ma benedice gli ogm

Il Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha presentato all’Europarlamento le linee guida per la riforma della Pac, la Politica agricola comunitaria. La Pac, in pratica, è il futuro dell’agricoltura in Europa perché è il libro mastro dei finanziamenti alle imprese agricole, la decisione politica su quale agricoltura fare e quale non fare.

La prossima Pac, dice Ciolos, sarà più ecocompatibile e più sostenibile. I soldi, quindi, dovrebbero andare alle imprese più rispettose dell’ambiente, a quelle che utilizzano meno fertilizzanti, a quelle che fanno agricoltura biologica etc, etc…

Almeno così verrebbe da pensare, viste le parole di Ciolos che ha affermato che

la scelta fra competitività e sostenibilità è un falso dilemma, e che l’obiettivo delle nuove proposte è di estendere il campo della PAC per andare oltre la produzione alimentare, e includere la gestione delle risorse naturali

Una visione alla Slow Food, per intenderci. Come interpretare, allora, la recentissima politica europea in fatto di ogm che permette agli stati membri di far quasi ciò che vogliono?

Non per buttare la croce sempre e solo sugli alimenti geneticamente modificati ma, sarebbe anche il caso che qualcuno lo dica, gli ogm nascono per il profitto e non per la “gestione delle risorse naturali”…

Via | Parlamento Europeo
Foto | Flickr

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A Ecomondo premiato l'impianto del compost che simula lo stomaco di una mucca

pubblicato da Peppe Croce

A Ecomondo premiato l'impianto del compost che simula lo stomaco di una mucca

Una volta si diceva che dai diamanti non nasce niente ma dal letame nascono i fiori. Col tempo si è imparato che dal letame si può imparare molto, compreso un modello di gestione dei rifiuti ecocompatibile. Come quello premiato oggi a Ecomondo, a Rimini, con il Premio sviluppo sostenibile 2010. Si tratta dell’impianto di compostaggio di Romagna Compost, società posseduta al 60% da Hera e al 40% da vari soggetti locali come il Consorzio agrario di Forlì-Cesena.

Caratteristica dell’impianto è il processo di digestione dei rifiuti organici, che simula lo stomaco di una vacca: si tritano i rifiuti e li si fanno stare in capannoni alti 5 metri, lunghi 18 e larghi 10 per 30 giorni ad una temperatura controllata di 37 gradi centigradi. Ad aiutare la decomposizione ci pensano gli stessi batteri presenti nello stomaco dei bovini che, come “scarto” producono biogas che viene bruciato per produrre energia rinnovabile.

Al termine della digestione, tolto il biogas, il ciò che resta dei rifiuti viene fatto compostare in maniera tradizionale per farne terriccio fertilizzato. Certificato per agricoltura biologica. Se non bastasse, il tutto avviene senza la produzione di cattivi odori grazie ai batteri che digeriscono proprio le sostanze che li causano.

Dentro questo tipo di impianto vengono trattati i rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata e quelli agricoli: potature, scerbature, scarti della filiera agroalimentare. Tutto fa compost, tutto fa biogas, tutto fa risorsa. Vi piace? Ne vorreste uno nel vostro territorio? Bene, sappiate che è esattamente lo stesso impianto che volevano costruire nella Valle del Dittaino, in provincia di Enna, e che il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha deciso di bloccare.

Via | Altra Rimini
Foto | Flickr

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Francia: è boom per l'agricoltura biologica

pubblicato da Marina

Francia e boom per l'agricoltura biologica

Grazie agli accordi con la Grande distribuzione in Francia si sta assistendo a un vero e proprio boom di prodotti biologici a prezzi competitivi. Il mercato evidentemente è maturo per accogliere un modo diverso di fare la spesa, non solo alimentare. In Italia, invece, rischiamo di perdere quel primato che in Europa ci vedeva ai primi posti per acquisto di prodotti biologici.

Riferisce AgenceBio, l’agenzia d’oltralpe che monitora e controlla le aziende che producono biologico che:

Nel 2009, 3.769 nuove aziende sono state convertite, una media di più di 300 al mese. Verso la fine del 2009 sono state calcolate 16.446 aziende agricole biologiche un 23,7% in più rispetto al 2008 e 677.513 ettari di superfici coltivate, + 16% rispetto al 2008. Per quanto riguarda il consumo il valore delle vendite di prodotti alimentari è intorno ai 3 miliardi di euro nel 2009 quasi raddoppiato se paragonato al 2005 (1,6 miliardo di euro) e un aumento sensibile di 4milioni di euro si registra in confronto al 2008. L’alimentazione biologica è inoltre sempre più presente anche nei settori della ristorazione collettiva apportando un guadagno di 92 milioni di euro nel 2009 rispetto ai 44 del 2008.

Ha detto uno sconsolato Andrea Ferrante presidente dell’ AIAB-Associazione italiana agricoltura biologica:

In Italia invece si sceglie l’immobilismo e la penalizzazione dei produttori bio. Se non si cambia subito indirizzo, presto i prodotti bio sulle nostre tavole saranno per lo più di importazione.

Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

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GAS Italiani, intervista esclusiva a Andrea Saroldi: "Alimentazione sana a piccoli prezzi"

pubblicato da Peppe Croce

In occasione della seconda festa regionale dei Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) della Sicilia abbiamo incontrato Andrea Saroldi, referente nazionale della rete dei Gas italiani. A lui abbiamo chiesto cosa sono i Gas e come possono influire sul rapporto tra produttore, consumatore e ambiente.

La risposta è positiva: i Gas, infatti, tendono a mettere in contatto i vari agenti economici su una scala più piccola possibile. Nel senso che produttore e consumatore devono essere più vicini possibile in modo da mantenere una relazione di fiducia che permette, negli anni, di ottenere vantaggi economici reciproci.

La conseguenza di questo rapporto di vicinanza è un maggior tutela del territorio e dell’ambiente: i consumatori scelgono prodotti a filiera corta, spesso tradizionali o “in via d’estinzione”, molte volte da filiera biologica.

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Ogm: seminata la Amflora, si prepara la Fortuna

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero dell'Agricoltura lancia il sondaggio sulla patata OgmBasf rende noto che è avvenuta, nella Repubblica Ceca, la prima semina della patata ogm Amflora e che il primo raccolto avverrà nel prossimo autunno.

Non ostante le forti polemiche, quindi, Basf forte dell’ok ricevuto dalla Ue va avanti e raddoppia: sdoganata la Amflora, infatti, si prepara l’arrivo sul mercato dell’altra patata ogm, la Fortuna.

Mentre la prima serve principalmente per l’industria della colla e della carta, ed entra nella catena alimentare umana solo indirettamente tramite gli scarti di lavorazione con i quali si fa mangime per animali, la seconda nasce proprio per scopi alimentari.

A differenza della Amflora, che ha un gene in meno, la Fortuna ne ha uno in più derivante dalla patata selvatica che protegge il tubero dalla peronospora. Questo, dicono alla Basf, permetterà una coltivazione più “pulita” grazie all’utilizzo di una minore quantità di agrofarmaci.

C’è poco da scommettere, però, sull’accoglienza che avrà la nuova patata ogm da parte di ambientalisti e sostenitori dell’agricoltura tradizionale e biologica.

Via | Con i piedi per terra
Foto | Flickr

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Il Ministero della Salute contro gli Ogm: orientati solo al profitto

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero della Salute contro gli Ogm: orientati solo al profitto

Dura presa di posizione del ministro della Salute Ferruccio Fazio sulle piantagioni Ogm. Il ministro, infatti, pur non escludendo in assoluto la possibilità di discutere l’argomento mette in evidenza come, fino a questo momento, gli Ogm siano solo serviti ad abbattere i costi, e aumentare i profitti, delle grandi coltivazioni:

Ritengo che l’Ogm ad oggi abbia avuto uno sviluppo fondamentalmente orientato a creare risparmi su grandi produzioni e non è stato invece sufficientemente orientato al consumatore

Diverso, continua Fazio, è il discorso se gli Ogm fossero pensati per un miglioramento anche qualitativo dei prodotti agricoli:

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Fotovoltaico o eolico? Rinnovabili o agricoltura? Per saperlo c'è un'App...

pubblicato da Peppe Croce

Enea ha messo a punto un software per scegliere nel mondo delle rinnovabiliPassatemi il titolo e anche la foto, ma la tentazione di fare il verso alla martellante campagna pubblicitaria della Apple era troppo forte. La notizia, invece, ha a che fare con un software sviluppato dall’Enea. L’applicazione in questione serve, stando a quanto afferma l’Enea, ad azzerare o quasi i rischi di sbagliare investimento quando si progetta un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il software, infatti, analizza il microclima di un’area a scelta dell’operatore e calcola, con una approssimazione dell’1%, il rendimento di ogni impianto installato in quella zona. Inseriti i dati sull’irraggiamento solare, sul vento, la temperatura, l’umidità etc. etc. il programma svela quanto dovrebbe rendere il pannello, o la pala, in un determinato luogo. A detta dell’Enea

I comuni tools commerciali di valutazione dell’efficienza energetica possono presentare errori compresi tra il 4 e il 5%, mentre il sistema messo a punto dall’equipe ENEA presenta un margine del solo 1%. È evidente che questo dato può avere un’importante ricaduta economica e indirizzare in campo eolico, microvoltaico, solare fotovoltaico e biomasse, scelte sempre più efficaci e sostenibili sul territorio

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Ogm, Ecodem: "Zaia agisca subito"

pubblicato da Peppe Croce

Gli Ecodem contro gli Ogm: il ministro faccia qualcosaDopo la recente sentenza della Corte di Stato che autorizza una azienda a coltivare Ogm in Italia, arriva anche la reazione degli Ecodem, gli ecologisti del Partito Democratico. Reazione critica, che definisce la sentenza “piuttosto strana”:

La sentenza è piuttosto strana perché sembra ignorare le pronunce della Corte Costituzionale in merito alle competenze delle Regioni in agricoltura, e la stesse legge italiana che nel recepimento della direttiva europea sul tema ha giustamente demandato all’intesa tra Stato e Regioni nella Conferenza unificata l’emanazione di linee guida sulla coesistenza che consentano la coltivazione, anche a fini sperimentali, in campo aperto di organismi geneticamente modificati senza compromettere la sicurezza di altri tipi di coltivazioni.

Fatto sta che, ormai, la sentenza c’è e qualcosa si deve fare. La proposta degli Ecodem, però, sarebbe stata vanificata dal Governo:

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L'agricoltura bio cresce: positivi i dati del 2009

pubblicato da Peppe Croce

Positivi i dati del 2009 per i prodotti biologici

Il Ministero per le Politiche agricole alimentari e forestali ha reso noti i dati relativi al 2009 delle produzioni biologiche italiane. Il settore, nonostante la crisi economica, tiene bene e fa registrare incrementi in quasi tutti i settori. Il fatto significativo è che i dati presentati si riferiscono agli acquisti: con pochi soldi in tasca gli italiani che comprano bio sono in crescita.

Ma veniamo ai dati: gli acquisti bio, nel complesso, crescono del 6,9% rispetto al 2008. Un vero e proprio trend, non una performance estemporanea, visto che già nel 2008 si era registrata una crescita del 5,2%. Addentrandosi nei numeri la crescita maggiore la fa registrare l’ortofrutta, sia fresca che trasformata, con un significativo +26%, seguita dalle uova (+21,8%). Ottimo dato per entrambe le categorie di prodotti, che lascia ipotizzare che anche l’industria agroalimentare si sta indirizzando al bio. Buona, ma meno impressionante, la crescita di bevande e pane (5,7% e 8,7%) mentre diminuisce dell’1,9% la vendita dei prodotti lattiero caseari.

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Ecco il nuovo logo europeo per i prodotti biologici

pubblicato da Marina

Il nuovo logo biologico europeo A sinistra l’immagine del nuovo logo europeo che sarà apposto sui prodotti biologici. Autore del logo il cui nome è “Euro-Leaf” è Dusan Milenkovic, studente tedesco.

Il nuovo logo, obbligatorio per tutti gli alimenti biologici preconfezionati prodotti in uno Stato membro e che rispondono ai requisiti essenziali, opzionale per i prodotti importati, sarà presente sui prodotti biologici a partire dal 1° luglio 2010 .

Il logo è stato preferito dal 63% dei navigatori e ha visto la partecipazione di circa 3400 studenti di design di tutti e 27 i paesi Eu. I 3 candidati finali, invece, sono stati scelti da una giuria internazionale, mentre le votazioni sono avvenute via web.

Via | Bionews Aiab
Foto | AC Europa

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