
La “strana riconversione” della centrale termoelettrica Enel di Rossano, in Calabria, non convince il Ministero dell’Ambiente: la conferenza di servizi di un paio di giorni fa è stata infatti rinviata. Il motivo è semplicissimo: manca ancora la Valutazione d’impatto ambientale (Via).
Enel, tuttavia, vuole stringere i tempi e durante l’incontro ha esposto ugualmente il progetto, compresa la questione del “policombustibile”: carbone, gas naturale, biomassa e solare termodinamico per alimentare la stessa centrale.
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Edipower ha comunicato venerdì di aver completato i lavori di ambientalizzazione della centrale elettrica ad olio combustibile di San Filippo del Mela, in provincia di Messina, previsti dal recente decreto di Autorizzazione integrata ambientale (Aia) con prescrizioni.
L’azienda afferma di aver preso provvedimenti per tutti e sei i gruppi produttivi della centrale da 1280 Mw totali. Ma ogni coppia di gruppi ha subito lavori differenti:
Gli interventi hanno riguardato l’installazione su ciascuno dei gruppi 1&2 da 160 MW degli impianti di desolforazione e denitrificazione (i cosiddetti sistemi di ambientalizzazione), con un investimento complessivo di circa 90 milioni di euro. Gli interventi di natura impiantistica realizzati comportano un significativo abbattimento delle emissioni in atmosfera dell’impianto.
In particolare, le emissioni si confermano inferiori ai limiti fissati dall’Autorizzazione Integrata Ambientale (pari a 200 mg/Nm3 per gli ossidi di zolfo e a 100 mg/Nm3 per quelli di azoto). I limiti prima dell’ambientalizzazione erano pari 870 mg/Nm3 per gli ossidi di zolfo e a 400 mg/Nm3 per quelli di azoto
Il gruppo inattivo della centrale termoelettrica di Torrevaldaliga sud a Civitavecchia non verrà riattivato e convertito a carbone. Sembrerebbe questo il destino dell’impianto in seguito alla conferenza di servizio di ieri pomeriggio al Ministero dell’Ambiente. Sul tavolo c’era la richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale per il nuovo gruppo a carbone che, molto probabilmente, non arriverà mai.
Lo si deduce da un comunicato stampa diffuso dal Movimento per la Difesa del Cittadino di Civitavecchia in cui si afferma che la Commissione Aia ha accettato le prescrizioni avanzate dal sindaco della città, Gianni Moscherini. Tirreno Power, quindi, difficilmente riuscirà a portare avanti il suo progetto.
Il Movimento per la Difesa del Cittadino, inoltre, riporta le opinioni di un altro sindaco, quello di Tarquinia, in merito alla necessità di coinvolgere anche i comuni limitrofi nelle procedure di Aia:
Spendiamo un’ultima parola per esprimere, come MDC Comprensoriale, il nostro apprezzamento al pensiero del Sindaco di Tarquinia secondo cui il problema delle Centrali non può riguardare solo e soltanto il Comune di Civitavecchia, ma dovrebbero essere chiamati in causa tutti i Comuni del comprensorio sui quali possono ricadere le emissioni
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Legambiente ha presentato il rapporto Mal’Aria industriale 2010, cioè lo studio sulla qualità dell’aria e sulla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria che quotidianamente respiriamo. Lo studio, come si intuisce dal nome, si focalizza sull’apporto dell’industria pesante e dell’energia all’inquinamento totale.
Apporto pesante, anzi pesantissimo visto che è proprio l’industria il settore della nostra economia che emette più veleni. La cosa è ancor più vera se si analizzano alcuni tipi di sostanze inquinanti, come i metalli pesanti e le diossine. Quanto a emissioni di questi due tipi di veleni, che in realtà sono due grandi categorie con centinaia di sostanze al loro interno, la grande industria italiana non teme confronti.
Il rapporto Mal’Aria 2010, però, prende in considerazione anche il contributo fornito dagli altri settori. Leggendo i dati si scopre che se l’industria è prima, il traffico veicolare è secondo. Tolti i trasporti commerciali sarebbe ora di iniziare a pensare seriamente, anche in Italia, a qualche forma di mobilità sostenibile.
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Qualche giorno fa Greenpeace e i Comitati cittadini (Comitato dei Cittadini Liberi e Movimento No Coke Alto Lazio) hanno manifestato alla centrale di Torrevaldaliga contro l’uso del carbone e la politica del Governo in merito al pacchetto clima e al Protocollo di Kyoto.
E in quell’occasione i comitati cittadini e il delegato all’ambiente dell’Amministrazione Comunale di Ladispoli, hanno presentato un esposto indirizzato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Civitavecchia , al Prefetto di Roma e ai Ministeri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico, al Roan e al Noe in cui denunciano:
la centrale di Tvn è stata autorizzata dal decreto unico (55/2003) che non contiene in alcuna parte misure relative alla “fase di avvio” avvenuta lo scorso 26 giugno 2008.