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Tutti gli articoli con tag aiab

Mense scolastiche e Biodomenica: il successo del biologico in Italia

pubblicato da Marina

I pasti biologici sono sempre più apprezzati nelle mense scolastiche italiane e negli ospedali tanto da essere cresciuti del 700% negli ultimi dieci anni. Attualmente nel nostro Paese ci sono 791 mense scolastiche che usano prodotti di qualità, locali e biologici e saranno loro e il GPP – Green Public Procurement, il tema centrale della X edizione della Biodomenica che si svolge il 4 ottobre in 60 piazze italiane (qui l’elenco) occasione per i consumatori per incontrare i produttori e conoscere i prodotti.

Per Aiab, Coldiretti e Legambiente, promotrici della Biodomenica la situazione è incoraggiante anche se la diffusione è troppo concentrata nel centro-nord. Dice Andrea Ferrante presidente Aiab:

Le prime quattro Regioni per ristorazione bio (Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto e Friuli) rappresentano, da sole, il 65% del totale. Al Sud, dunque, meno del 10% delle mense bio. Casi virtuosi ci sono anche tra gli ospedali: al Cardinal Massaia di Asti, da quando vengono servite pietanze bio, si sono ridotti i tempi medi di degenza dei pazienti, che costano all’ospedale 500 euro al giorno cadauno.

E a Biodomenica 2009 è legato il concorso “E Vai col bio!” in collaborazione con la webtv Ecozoom.tv. Per partecipare bisogna inviare una foto un un video di una propria ricetta a base di prodotti bio e si possno vincere week-end in agriturismo.

Via | Comunicato stampa

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Con Aiab vacanze in bioagriturismo

pubblicato da Marina

Vacanze in bioagriturismo con AIAB Ancora indecisi per le vacanze? Una buona idea per trascorrere qualche giorno di riposo arriva dall’AIAB che sta promuovendo la Rete dei Bioagriturismi, cioè aziende agricole che accanto alla produzione unita a attenzione per l’ambiente, risparmio energetico e qualità del cibo offrono l’accoglienza turistica.

I bioagriturismi sono 140 distribuiti in 18 regioni e Caterina Santori, responsabile del settore Promozione e servizi Aiab spiega:

I nostri bioagriturismi hanno una produzione bio al 100%. Le aziende organizzano visite guidate nei propri terreni, perché uno degli obbiettivi più importanti è proprio quello di far capire al turista cos’è l’agricoltura biologica, mostrandone i processi produttivi.

Ma cosa si trova nei bioagriturismi Aiab, oltre ai prodotti di qualità, biologici e locali e alla cucina di stagione? La cura per tutto ciò che contribuisce a determinare un attenzione per l’ambiente come i detersivi biologici, oppure i riduttori di flusso per rubinetti e docce e una soluzione parecchio originale per quanto riguarda gli asciugamani. Dice Caterina Santori:

Sarà il cliente a decidere quando è ora di cambiarli, lasciandoli per terra o nel lavandino. Questo serve a risparmiare l’acqua utilizzata per i risciacqui e soprattutto a responsabilizzare il cliente, a invitarlo a diventare parte attiva nelle buone pratiche dell’agriturismo.

Via | Comunicato Stampa
Foto | Flickr

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Roma, aprono i farmers market biologici

pubblicato da Marina

Farmers marketFino a oggi al farmer’s market di Ponte Testaccio, Largo Giovanni Battista Marzi è presente l’AIAB - l’Associazione Italiana Agricoltura Biologica con le aziende bio socie del territorio di Roma, mentre da febbraio 2009, i farmes market bio ci saranno tutte le prime domeniche del mese, presso la Città dell’Altra Economia, a Testaccio, in largo Dino Frisullo.

Leggo nel comunicato:

i mercati degli agricoltori del Lazio avranno un logo uniforme, campagne di comunicazione, uno spazio all’interno del portale web della Regione e, soprattutto, contributi economici per la loro istituzione. A creare i ”farmers’ market” laziali potranno essere direttamente gli stessi imprenditori agricoli, singoli o associati, oppure i singoli comuni.

E inoltre i prodotti venduti useranno meno imballaggi o materiali riciclati o riciclabili.

Via | comunicato stampa
Foto | Flickr

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Torna la Biodomenica, festa del biologico

pubblicato da viviana

Biodomenica 5 ottobre Torna puntuale la Biodomenica, una vera e propria festa del biologico, organizzata da Aiab, Coldiretti e Legambiente. Nelle piazze italiane questa domenica sarà possibile degustare prodotti alimentari di vario tipo coltivati senza pesticidi e in modo naturale, mostrando la ricchezza e la varietà del biologico in Italia, paese leader in Europa in questo settore.

Quest’anno la manifestazione si associa ai temi dei cambiamenti climatici. Coltivando biologico si risparmia fino al 47% di emissioni, mangiano bio fino al 30%. Un bel contributo a fermare il surriscaldamento globale. Uno dei tanti comportamenti responsabili che i cittadini possono adottare per fare la loro parte.

Tra gli appuntamenti, domenica a Roma alla Città dell’Altraeconomia, oltre a stand e degustazioni di prodotti bio e del commercio equo, e animazioni per bambini, ci sarà anche un distributtore di latte biologico a 1 euro.

Per dettagli sul programma, e trovare la “biopiazza” più vicina a voi, consultate il sito dell’iniziativa (www.biodomenica.it)

Via | Legambiente

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E' primavera-Bio

pubblicato da Marina

Il logo di Primavera bioUn calendario fitto di appuntamenti: laboratorio del pane, corsi orto-terapia, abbinamento vino e jazz, mercatini di prodotti tipici, insomma un mese, quello che si apre oggi e fino al 18 maggio che porterà il biologico di primavera in mostra per lo stivale.
Primavera bio, giunta alla settima edizione, è l’iniziativa, voluta dall’A.I.A.B (associazione italiana agricoltura biologica) per mettere in contatto le fattorie a coltivazione biologica con i neofiti o i visitatori già esperti.

“Quest’anno la Primavera Bio acquista un significato particolare, a pochi giorni dalle elezioni, in cui ha vinto l’unico candidato che non ha firmato l’appello per un’agricoltura libera da Ogm, e in cui il tema dell’agricoltura di qualità è scomparsa dall’agenda elettorale”. Andrea Ferrante, Presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica spiega così l’importanza della campagna a cui hanno aderito Legambiente, Libera Terra, Arci e Federparchi.

Primavera bio in questa edizione assume un valore particolare che come ricorda Anna Ciaperoni, responsabile Agricoltura Sociale di AIAB: “Abbiamo deciso di mettere al centro della manifestazione le fattorie sociali, che danno lavoro a persone svantaggiate e marginali come i disabili, gli ex carcerati e gli ex tossico dipendenti”.

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Il biologico è per tutti. Intervista a Andrea Ferrante Presidente A.I.A.B.

pubblicato da Marina

Il logo AIAB

Dopo le accese discussioni a proposito dei post “Cibi alle diossine. Parliamone!” e “L’agricoltura secondo Monsanto” dove i vostri commenti sono scivolati sui prodotti derivati da agricoltura biologica e sulla loro, o meno, salubrità, ho contattato Andrea Ferrante, presidente A.I.A.B. (Associazione italiana per l’Agricoltura biologica) 39 anni, siciliano, agronomo, che ci chiarisce un po’ di luoghi comuni che girano sull’agricoltura biologica. L’intervista è avvenuta due giorni fa al telefono (impossibile seguirlo nei suoi spostamenti) e a bruciapelo gli ho posto la domanda sulle aflatossine.

D.: Presidente, alcuni lettori sostengono che le aflatossine sono presenti nei prodotti Bio e non nei prodotti OGM. E vero?
R.: Questo è un argomento che viene tirato fuori ciclicamente. Secondo gli scienziati del Sagri, il mais Bt è più sicuro per la salute, perché contiene un bacillo che allontana la piralide, un insetto che stimola la produzione di tossine nella pianta. Il punto è che le aflatossine le troviamo indipendentemente dal metodo di produzione, dal fatto che sia un seme OGM, a causa del cattivo stato di conservazione del mais o per un errato sistema di raccolta. Ricordo che le principali aflatossine che si trovano nei cereali, sono del genere fusarium, che trova la condizione ottimale di sviluppo in presenza di azoto nitrico e replicazione della stessa coltura sul terreno. L’agricoltura biologica come principio obbligatorio, usa azoto organico e pratica la rotazione delle colture. Il problema si pone invece, seriamente, nella filiera di conservazione e trasformazione.

D.:Gira voce che il vino prodotto biologicamente serva a tagliare quello prodotto in maniera tradizionale e con qualche problema di pesticidi…
R.: Se così fosse si tratterebbe di frode in commercio e andrebbe denunciata. E’ da tener presente che se i Nas svolgono in un anno 11mila controlli, noi ne effettuiamo 60mila. Purtroppo il regolamento comunitario in materia di agricoltura biologica è in vigore da 19 anni e ancora non si è percepito che il livello di controllo e sicurezza per i prodotti biologici è molto severo. I produttori biologici, in termini di occupazione, sono più forti di Telecom e Fiat messi assieme e muovono un volume di affari pari a 2miliardi di euro annui. Se non sono certezze queste.

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Azienda di cosmesi per capelli passa al biologico

pubblicato da viviana

Azienda di cosmesi per capelli passa al biologico Per le amanti di saloni di bellezza, permanenti e tinte, ecco una buona notizia. La Kemon, azienda umbra produttrice di prodotti di cosmesi professionali per capelli e dintorni, si è convertita al credo ambientalista e biologico.

L’azienda dall’anno scorso si è certificata ISO14001 (ovvero segue standard di qualità ambientale) ed ha messo in pratica sistemi di riduzione degli impatti in tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’energia utilizzata per la produzione, all’inscatolamento e imballaggio dei prodotti.

Il passo successivo riguarda l’”inverdimento” dei prodotti stessi, in particolare hanno lanciato una linea di prodotti eco-bio che vengono fabbricati usando materie prime biologiche certificate AIAB, e inoltre tutte provenienti dalla campagna umbra, a minimizzare ulteriormente gli impatti ambientali.
E allora buona bio-permanente a tutti!

Via | Iltamtam.it

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Via libera Ue al mais transgenico

pubblicato da silvia

Mais Herculex Rw entra in Europa. Si tratta del mais transgenico 59122 che potrà essere commercializzato secondo quanto deciso ieri dalla Commissione Ue che ha dato il via libera anche alla barbabietola da zucchero gm (H7-1) e ad altri due mais ibridi biotech (il 1507xnk603 e il 603xmon810).

Le voci del disaccordo subito si sono fatte sentire, agli ambientalisti agli agricoltori. Legambiente parla di una “decisione gravissima” e invoca il principio di precauzione: “Vengono autorizzati oggi, ad uso alimentare e mangimistico, alimenti di cui non si conoscono ancora i rischi per la salute umana e animale. Mentre è chiaro il pericolo di contaminazione che le colture geneticamente modificate rappresentano per la biodiversità. Chiediamo al governo italiano d’impegnarsi alla testa di una maggioranza che parli forte e chiaro, rispecchiando il volere dei cittadini italiani ed europei”. Per la Confederazione Italiana Agricoltori la decisione della Commissione “non ha un carattere democratico e che non tiene conto delle indicazioni che vengono da istituzioni importanti come il Parlamento europeo. Misure del genere vanno contro le aspettative dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche”.
Sempre in tema di Ogm si è ieri pronunciata anche l’Aiab, ma su una notizia diversa da quella del via libera europeo. L’Associazione ha espresso solidarietà alla famiglia di Valmir Motta, il contadino brasiliano ucciso dalla milizia della multinazionale biotech Syngenta, durante un’azione di protesta contro le coltivazioni Ogm in Brasile.

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Questa domenica è Biodomenica

pubblicato da viviana

Oggi è la BiodomenicaSettimana scorsa avete pulito il mondo, oggi se non siete a marciare per la pace potete concedervi una domenica all’insegna del biologico. Oggi infatti è la Biodomenica, appuntamento oramai fisso di promozione del biologico nazionale, promosso tra le altre da AIAB, Legambiente e Coldiretti.
Giunto oramai al suo ottavo appuntamento, si svolge in oltre cento piazze in tutta Italia, con stand informativi e degustazioni (la mia parte preferita!). Sarà anche occasione per aderire alla consultazione popolare “ItaliaEuropa - liberi da OGM“.

Per conoscere la biopiazza più vicina a casa vostra consultate il sito Biodomenica.it

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Le associazioni biologiche litigano tra loro

pubblicato da lumachina

coltivatori biologici litigiosi. foto visualdensityAIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) ha deciso di uscire da FederBio (Federazione italiana agricoltura Biologica e biodinamica).

A parte le antipatie, i sospetti e le invidie che ci sono a tutti i livelli e in tutte le associazioni, uno dei motivi che hanno portato alla rottura e’ stata la posizione nei confronti degli ogm nel biologico.
La recente decisione della Comunità Europea consente la presenza di una percentuale di organismi geneticamente modificati nei prodotti certificati biologici. Questa percentuale e’ stata portata dallo 0,1 allo 0,9 %. AIAB e’ scesa in piazza con Coldiretti, CIA e Legambiente, mentre FederBio non si e’ fatta vedere.

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