La situazione a Fukushima Daiichi è estremamente preoccupante ma secondo AIEA ci sono margini per la speranza. Le operazioni di raffreddamento sul reattore nucleare nr.3 sono riprese. I reattori compromessi alla centrale di Fukushima Daiichi, lo ricordo sono 4 su 6.
Per la prima volta gli esperti sembrano notare una evoluzione incoraggiante. Ha detto Graham Andrew, consigliere speciale del direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica:
La situazione resta molto compromessa ma non è peggiorata e questo è positivo. Ma è sempre possibile che peggiori.
Da oggi i camion cisterna equipaggiati con i cannoni a acqua hanno ripreso a gettare decine di tonnellate di acqua sul reattore nr.3. Obiettivo: impedire alle barre di combustibile si entrare in fusione e evitare il peggioramento dell’incidente nucleare. Questa operazione ieri ha sortito effetti positivi, secondo un portavoce della Tepco. Le operazioni di raffreddamento riguardano anche i reattori nr.1, nr.2 e nr.4 e le piscine di stoccaggio. Tepco è anche impegnata a ristabilire l’alimentazione elettrica attraverso linee provvisorie per rimettere a lavoro le pompe di raffreddamento dei reattori e riempire le piscine.
Via | Le Parisien
Che il problema vero e più difficile da superare in tutta la questione dell’energia nucleare sia quello delle scorie altamente radioattive è ormai chiaro a tutti. Recentemente, però, qualcosa si è mosso a livello europeo per tentare di capire da che parte si debbano mettere i rifiuti delle centrali nucleari esistenti, dismesse o future.
L’Unione europea, su questo argomento, mostra coraggio e lancia la consultazione online: chiunque, anche se non cittadino europeo, può accedere via internet al sito della Direzione Generale per l’Energia e dire la propria sulla questione dei rifiuti nucleari. Dal questionario, che resterà online fino al 31 maggio, verrà estrapolata l’opinione pubblica sullo spinosissimo argomento.
Le domande spaziano dalle modalità giuridiche per affrontare il problema rifiuti (Direttiva europea obbligatoria per gli Stati membri, Direttiva non obbligatoria, etc…) ai metodi di controllo da parte del cittadino sul rispetto delle regole in materia nucleare (”peer review ” sui sistemi di regolazione o sui programmi nucleari nazionali, controllo da parte della AIEA sui report prodotti dagli Stati, etc…) e non sempre è facile rispondere.
Continua a leggere: Scorie nucleari: l'Ue lancia la consultazione pubblica online
E’ uno degli incontri più importanti di questi mesi. Da seguire in diretta, se ne avete la possibilità dal sito della FAO che trasmetterà live l’evento che si tiene a Roma dal 3 al 5 giugno. Una conferenza di Alto Livello e ciò vuol dire che vi prenderanno parte i capi di stato. Discuteranno di fame, della speculazione che riguarda le materie prime alimentari e di come arginare la crescente pressione dei paesi in via di sviluppo.
Oltre ai padroni di casa con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aprirà i lavori e il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone che leggerà il messaggio del Papa, nel pomeriggio del 3 giugno Sarkozy, Zapatero e il presidente egiziano Mubarak porteranno le loro opinioni. Seguiranno la presidentessa argentina Cristina Kirchner, il premier giapponese Yasuo Fukuda, il presidente brasiliano Lula e il venezuelano Chavez.
L´intervento più atteso, però, è quello del presidente Ahmadinejad che dovrebbe incontrare i rappresentanti di Ansaldo e Fata del gruppo Finmeccanica. Il presidente iraniano, che già sta rubando la scena al vertice FAO, porta non solo i problemi dell’Iran, ma sopratutto la richiesta dell’Iran di usare il nucleare. Richiesta nelle mani dell’AIEA l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che lunedì scorso ha chiesto ulteriori spiegazioni all’Iran circa il presunto uso militare del nucleare; mentre l’Iran contro accusa dicendo che c’è un continuo rimpallo di responsabilità all’interno dell’agenzia e che nessuna risposta finora è stata data. In mezzo la fame e i paesi in via di sviluppo, e le necessità di milioni di persone calpestate ancora una volta dagli interessi. All’uranio.
Foto | Flickr
L’Algeria avrà presto la sua agenzia per la sicurezza nucleare. Lo ha annunciato il ministro Chakib Khelil che si occupa di energia e risorse minerarie.
L’Algeria ha già due reattori nucleari, uno ad Algeri e uno ad Ain-Oussera. Entrambi sono sotto la supervisione dell’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). E’ partito anche un programma di collaborazione tra Algeria e Sud Africa che dovrebbe favorire lo sviluppo del nucleare civile nel continente nero. L’unica centrale nucleare attiva nel continente africano si trova nella repubblica del Sud Africa.