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Tutti gli articoli con tag alberi

Creare foreste meravigliose con i rotoli della carta igienica

pubblicato da missunderstanding

forest yuken teruya

Yuken Teruya è un artista che trasforma gli oggetti della vita quotidiana: con i cartoni della pizza, vecchi bicchieri, bandiere, scatole di dolci crea mondi meravigliosi e installazioni provocanti. Corner Forest è una foresta di alberi, rami e foglie, fatti con i rotoli della carta igienica. Nel creare la foresta di rotoli “l’artista non ha fatto altro che tirarne fuori l’anima, facendo simbolicamente tornare il materiale alla sua origine”.

forest yuken teruya forest yuken teruya forest yuken teruya

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L'Europa tuteli le sue foreste boreali

pubblicato da missunderstanding

foreste svezia

E’ tempo che l’Europa riscopra e si prenda cura delle sue foreste boreali, perché i piani annunciati dai governi scandinavi non sono stati in gradi di proteggere tutte le foreste boreali e luoghi di indiscusso valore ambientale sono ancora soggetti a taglio indiscriminato e deforestazione. Di tutte le foreste allo stato naturale della Finlandia, solo il 5,1% gode di una qualche forma di protezione, mentre il Norvegia la percentuale scende al 2%.

In molte delle foreste boreali dei paesi del Nord Europa, gli alberi sono soggetti al tagli a raso, per essere poi ripiantati. In questo modo la biodiversità e gli ecosistemi vengono distrutti e le foreste che ricrescono sono molto più simili a piantagioni che agli antichi boschi distrutti.

Per porre fine a questo fenomeno e sensibilizzare governi ed opinione pubblica è nato il sito NordicForests, per volontà di Taiga Rescue Network, con la partecipazione di Friends of the Earth Norvegia ed altre associazioni. Sul sito è disponibile la mappatura delle foreste boreali del Nord Europa e delle aziende che le controllano per produrre legname: in questo modo i grandi consumatori di legname avranno a disposizione notizie sulla provenienza del legno e sullo stato delle foreste.

Foto | Flickr

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Deforestazione illegale in Camerun ad opera di imprese del legno italiane

pubblicato da missunderstanding

foresta pluviale camerun

Le foreste del Camerun continuano ad essere tagliate in modo illegale, e tra i responsabili dello scempio ci sono aziende appartenenti a due gruppi italiani della filiera del legno. Ciò emerge da una serie di ispezioni effettuate tra maggio ed ottobre del 2009 da parte del Resource Extraction Monitoring, l’ente che verifica la legalità delle operazioni forestali per quanto riguarda le concessioni delle zone di foresta ed il volume di legname abbattuto.

Il Rapporto 88 evidenzia infrazioni commesse nei distretti di Bouma e Ngoko ad opera della SEFAC, appartenente al gruppo italiano Vasto Legno, che avrebbe dichiarato un volume di legname inferiore a quello realmente abbattuto per pagare meno tasse.

Il Rapporto 91 rivela infrazioni commesse nei distretti di Mbam e Inoubou da parte della Fipcam del Camerun, che fa riferimento alla Bruno Pavimenti Legno. Le infrazioni in quest’area riguardano le concessioni delle arre forestali da sfruttare: la Fipcam è accusata di appropriazione e furto di alberi appartenenti alle famiglie dei villaggi vicini, infrazione già segnalata nel 2007 da Friend of the Earth ed ora confermata dall’indagine della Rem.

L’Italia, con un traffico di circa 19 milioni di tonnellate annue di legno e derivati è tra i primi importatori europei di legname, e non fa certo onore ai due gruppi italiani citati l’appropriarsi del legname in modo illegale, guadagnandoci sopra a scapito delle foreste pluviali del Camerun.

Per ulteriori informazioni potete consultare la notizia qui su l’Osservatorio sulle Foreste che riporta i link ai pdf dei rapporti citati o consultare qui i 16 rapporti di analisi della Rem.

Foto | Flickr

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Milano uccide sei alberi al giorno

pubblicato da missunderstanding

alberi a milano
A Milano l’aria è troppo malata per la sopravvivenza delle piante, figuriamoci per l’uomo. Entro fine anno saranno 2400 gli alberi abbattutti soltanto nel 2009, per colpa dello smog e del cemento che asfissiano Milano.

I dati provengono dal convegno tenutosi al Festival dell’Ambiente, nel quale si è discusso lo stato di salute degli degli alberi in città. Purtroppo, secondo quanto sostengono agronomi e botanici interpellati dal Corriere, l’ambiente urbano di Milano, cementificato, densamente popolato, e bloccato dal traffico, è un ambiente ostile agli alberi.

La questione del delicato equilibrio tra l’aria di Milano e la sopravvivenza dei suoi alberi, perchè si fermi questo numero di 6 alberi uccisi al giorno, ora passa a Palazzo Marino. Il comune prevede di far fronte al problema con uno screening sulla salute degli alberi e con un progetto di riforestazione e piantumazione su 14 ettari verdi, quali parco Argelati, via dei Missaglia e quartiere Ter­razze.

Foto | Flickr

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Custodia biodegradabile per iPhone e iPod

pubblicato da missunderstanding

custodia ipod iphone ecologica

Per chi non può far a meno dell’iPhone o dell’iPod, è arrivata la custodia di legno, sicuramente diversa dalle altre, solida, ecologica e biodegradabile. La custodia, in ecologico bambù, è di Vers ed è realizzata a mano.

In più, per ogni custodia ecologica accoppiata ad un iPhone nel mondo, e per ogni albero abbattuto per creare queste custodie, Vers pianta 100 alberi in collaborazione con The Arbor Day Foundation, nelle aree devastate dagli incendi o da altri disastri naturali. La custodia ecologica per iPhone o iPod è in vendita on-line a circa 27 euro.

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Il killer delle conifere è la muffa dello scarabeo dei pini

pubblicato da missunderstanding

mori apini muffa nord america
Ad ogni albero la sua calamità: come le nostre palme sono attaccate dal Punteruolo Rosso, così i pini montani delle foreste del Nord America stanno morendo, distrutti dall’attacco di uno scarabeo e della sua muffa.

Dopo aver cercato la causa della moria di quasi 15.000 ettari nella sola Columbia Britannica, un gruppo di ricercatori canadesi ha individuato questa causa nel genoma di una muffa. Lo studio, pubblicato su Nature, indaga la natura della muffa, rinvenuta nella bocca dello scarabeo del pino, che sarebbe responsabile della distruzione delle foreste di conifere del Nord America.

Lo scarabeo del pino (Dendroctonus ponderosae) si sarebbe diffuso senza problemi, a cause degli inverni più miti, riproducendosi all’interno della corteccia degli alberi più grandi. Lo scarabeo si scava un nido sotto la corteccia del pino, e la muffa rinvenuta nella sua bocca contrasta la produzione della resina: senza resina, lo scarabeo può scavare più a fondo nel legno dell’albero, fino a portarlo alla morte.

via | salvaleforeste

Foto | Flickr

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Abbado torna alla Scala in cambio di 90.000 alberi a Milano

pubblicato da missunderstanding

carlo abbado torna a milanoIl Maestro Claudio Abbado tornerà a dirigere la Scala di Milano, dopo 23 anni di assenza, in cambio di 90.000 alberi da piantare in centro a Milano. Questa la singolare, ma benvenuta richiesta del grande maestro al sindaco Letizia Moratti, un cachet di alberi per aumentare gli spazi verdi a Milano, che è anche la sua città.

La Moratti fa sapere che “Il Piano del Verde è però più strutturato e dove sarà possibile gli alberi verranno piantati: questa è la nostra priorità”, mentre il Presidente della Provincia di Milano afferma realisticamente ” per ora metteremo 100 alberi in centro, poi proseguiremo”. Aspettando che il centro di Milano torni verde così come appare in alcune foto dei fratelli Alinari del 1800, auguriamo al Maestro Abbado, quello col cachet più verde che ci sia, un buon ritorno alla Scala.

via | Reuters

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Attenzione: fotosintesi in corso

pubblicato da giovanni de stefano


Ci è sembrata questa la più bella di una bellissima galleria di cartelli e segnali stradali insoliti (non tutti ecologici, a dire il vero) che l’edizione online del Telegraph ha selezionato per tutti gli amanti del viaggio e della natura, con qualunque mezzo viaggino, ovviamente. Del resto, quest’immagine può essere un mezzo di trasporto validissimo (oltre che poco inquinante), almeno per chi la vedrà per la prima volta in ufficio, e non nel mezzo di una pineta secolare.

Cogliamo l’occasione, per segnalarvi che il programma Tree City USA, che si occupa di sensibilizzare agli alberi e al piantare alberi i cittadini americani, ha appena nominato 191 nuove “città degli alberi”.

Lancio una proposta: ne facciamo un po’ di versioni italiane, sia di cartelli che di città?

Via | Telegraph

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Salvare gli alberi dai funghi: a Torino si ricorre al DNA

pubblicato da Luca

Scovare i funghi patogeni usando il DNA. Foto di matthewvennTorino è una delle città italiane che investe maggiormente nel verde pubblico. Plausibile quindi che proprio in questa città si stia cercando di preservare tale patrimonio. Per fare questo Giovanni Nicolotti, professore associato del Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali (DI.VA.P.R.A.) della Facoltà di Agraria dell’Università di Torino, utilizza l’analisi del DNA.

La metodologia, messa a punto anche grazie all’Università di Berkley, prevede la campionatura di materiale sia legnoso (attraverso carotaggi), che di parte del fungo, al fine di individuare l’esatta specie per un migliore trattamento delle diverse patologie ad esso connesso. La tecnica permette di tenere controllate e monitorate le piante ancora prima che si manifesti in maniera evidente il danno prodotto dal patogeno.

Uno strumento senza dubbio importante per preservare quello scampolo di naturalità cittadina che sempre più spesso, a seguito di fenomeni meteorologici intensi, corre il rischio di creare danni. Probabilmente questa tecnica verrà esportata in varie città europee e di altre parti del mondo in cui c’è una maggiore cultura del verde. Peccato che l’Italia rimanga così spesso al palo (eccellenze a parte).

» College of Natural Resources, University of California, Berkley File PDF

Via | LaStampa.it
Foto | matthewvenn

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Fertilizzare gli alberi contrasta i cambiamenti climatici

pubblicato da eymerich

Alberi e foglieL’osservazione è di Federico Magnani, dell’Università degli Studi di Bologna; fertilizzare gli alberi, o “doparli” come Catherine Brahic scrive su New Scientist, con azoto, stimola la loro capacità di assorbire più diossido di carbonio, andando ad incrementare il loro albedo, e riflettere così più radiazione solare.

In un nuovo studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences, Scott Ollinger dell’Università del New Hampshire con diversi colleghi ha scoperto che le volte delle foreste con più alta concentrazione di azoto tendono a trattenere più CO2 e a riflettere più energia solare di quelle con minori quantità di quel nutriente.

Magnani, che ha trascorso molti anni a studiare l’assorbimento di anidride carbonica negli alberi fertilizzati, è giunto alle stesse conclusioni in un suo studio di 2 anni fa, pubblicato su Global Change Biology.

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