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Tutti gli articoli con tag alimentari

Dall'Algeria la guerra per il pane arriva in Giordania. La Fao lo aveva previsto nel 2008

pubblicato da Marina

Rivolta del pane anche in Giordania La protesta per l’ingiustificato aumento dei generi alimentari si è spostata dall’Algeria alla Giordania (la crisi in Tunisia ha radici più politiche). 5000 persone sono scese in piazza dall’altro ieri a Amman per protestare contro gli aumenti del prezzo pane e degli alimenti in genere.

Anche qui sotto accusa le politiche economiche del governo retto da Re Abdullah II. la Fao aveva previsto che crisi alimentari avrebbero scosso molti paesi. Il rapporto si intitola State of Food Insecurity in the World e pone l’accento sul fatto che gli affamati sarebbero cresciuti di circa un miliardo di persone. E individuava la fascia del Nord Africa a rischio a causa del conflitto in Afghanistan. Ebbene, la previsione è stata rispettata.

Spiega The Guardian:

Le proteste in Giordania, e infatti in Tunisia e Algeria,arrivano dopo che la FAO ha pubblicato uno studio sulle cifre, che dimostrano che i prezzi sono al loro massimo dopo la crisi alimentare del 2008. Il prezzo medio globale di cibo - tra cui i cereali, olio, carni e prodotti lattiero-caseari - è stato superiore del 25% nel dicembre 2010 rispetto a dicembre 2009. La scorsa settimana, la benzina superato i 90 dollari al barile.

Secondo Green Prophet a acuire la crisi anche le conseguenze di una serie di carestie e inondazioni:

Mentre l’impatto dei cambiamenti climatici è difficile da quantificare in termini esatti, non c’è dubbio che le recenti siccità e inondazioni hanno svolto un ruolo nella crisi alimentare. In realtà gli echi dei recenti disordini politici sono secondo Polly Higgins, l’avvocato ambientalista recentemente intervistata da Green Prophet, il risultato di un progressivo esaurimento delle risorse derivanti dalla grave distruzione dell’ambiente. Ha spiegato che “quando si riducono le nostre risorse ci ritroviamo in conflitto, letteralmente in guerra. In Darfur c’è una guerra per l’acqua, in Iraq c’è stata una guerra per il petrolio … “

Foto | Flickr

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Etichette alimentari: la lista dei 10 desideri degli italiani

pubblicato da Marina

Etichette lunghe e misteriose Qualche giorno fa il Senato si espresso a favore del ddl 1313 Disposizioni in materia di etichettatura di prodotti alimentari sulla tracciabilità dei prodotti espressa in etichetta, tanto che l’Art.1 recita:

Al fine di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche dei prodotti alimentari commercializzati, trasformati, parzialmente trasformati o non trasformati, è obbligatorio riportare nell’etichettatura di tali prodotti l’indicazione del luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola utilizzata.

Gianna Ferretti di Trashfood ha stilato un elenco delle desiderata in merito alla lettura delle etichette sui prodotti alimentari. Oltre la legge, trovo che siano delle indicazioni utili e assolutamente condivisibili.

Dopo il salto la lista.

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Riciclelle, la patata di qualità concimata col compost da rifiuti

pubblicato da Peppe Croce

Riciclelle, la patata di qualit�  concimata col compost da rifiuti

Dalla monnezza al cibo, con la collaborazione dell’università di Salerno, della Cia e del Ministero dell’Agricoltura. Risultato: “Riciclelle”, la prima patata italiana di qualità ottenuta utilizzando compost da rifiuti.

Per ora è solo una sperimentazione, effettuata con il compost prodotto dai rifiuti organici di poche pattumiere familiari, ma promette bene e fa il paio con i risultati, altrettanto buoni, ottenuti concimando l’insalata con il compost. Soddisfatta la Cia, che vede nel compost da rifiuti una risorsa molto interessante per l’agricoltura italiana:

Le abbiamo battezzate con il nome di “riciclelle” e sono la dimostrazione che si può fare agricoltura dando un contributo importante all’ambiente e risparmiando. E’ bastato recuperare e “compostare” la parte organica dei rifiuti di poche famiglie, per ottenere fertilizzante utile ad una produzione di patate in grado di soddisfare una porzione delle loro esigenze alimentari. Si tratta così di un processo di riciclaggio completo. Tale processo una volta irreggimentato potrà attenuare anche il problema della spazzatura, divenuto una complicazione annosa e gravosa in molte aree del Paese.

Rifiuti, quindi, che da costo si trasformano in beneficio economico per un settore perennemente alla ricerca di soluzioni che abbattano i costi di produzione. Il compost potrebbe essere una di queste, togliendo dai campi una discreta quantità di fertilizzanti chimici e, contemporaneamente, togliendo dalle discariche una delle parti più delicate da trattare: l’umido.

Via | Cia
Foto | Flickr

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L'Unione Europea non vieterà la vendita della Nutella

pubblicato da Peppe Croce

L'Unione Europea non vieterÃ�  la vendita della NutellaNessuno scontro tra Ue e Ferrero sulla Nutella. Parola di Renate Sommer, relatrice del Parlamento europeo per la normativa in materia di etichettatura dei prodotti alimentari. La vicenda ha avuto inizio a metà giugno, quando l’Europarlamento ha votato le nuove regole per le etichette dei prodotti alimentari imponendo alle aziende di indicare chiaramente la quantità di grassi, grassi saturi, zuccheri, sale e calorie.

Ferrero, però, si era dichiarata assai poco soddisfatta della nuova normativa in quanto le avrebbe imposto di comunicare in etichetta buona parte della ricetta della Nutella, che come è noto è segretissima tanto quanto quella della Coca Cola. Ora, però, la Sommer precisa:

I deputati non stanno cercando di vietare la vendita di uova alla dozzina e neppure la vendita o la commercializzazione della Nutella. In base alle proposte attuali, il contenuto di sale, grassi e zucchero diventerebbe un’informazione obbligatoria sulle etichette degli alimenti. Un’altra legislazione vigente stabilisce l’uso del ”profilo nutrizionale”, attraverso un sistema di controllo sul diritto di un prodotto di contenere messaggi sanitari e nutrizionali, come ad esempio la dicitura “ricco di calcio” oppure “buono per il tuo cuore”. Non vi sono proposte volte a includere sulle etichette degli alimenti avvertenze sanitarie e neanche per vietare la commercializzazione o la vendita di qualsiasi prodotto

Sui tempi, e sui modi, dell’entrata in vigore delle nuove norme, poi, l’eurodeputata afferma:

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GAS Italiani, intervista esclusiva a Andrea Saroldi: "Alimentazione sana a piccoli prezzi"

pubblicato da Peppe Croce

In occasione della seconda festa regionale dei Gruppi di Acquisto Solidale (Gas) della Sicilia abbiamo incontrato Andrea Saroldi, referente nazionale della rete dei Gas italiani. A lui abbiamo chiesto cosa sono i Gas e come possono influire sul rapporto tra produttore, consumatore e ambiente.

La risposta è positiva: i Gas, infatti, tendono a mettere in contatto i vari agenti economici su una scala più piccola possibile. Nel senso che produttore e consumatore devono essere più vicini possibile in modo da mantenere una relazione di fiducia che permette, negli anni, di ottenere vantaggi economici reciproci.

La conseguenza di questo rapporto di vicinanza è un maggior tutela del territorio e dell’ambiente: i consumatori scelgono prodotti a filiera corta, spesso tradizionali o “in via d’estinzione”, molte volte da filiera biologica.

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Vittoria di Greenpeace: Nestlé si impegna in favore degli oranghi

pubblicato da Peppe Croce

Vittoria di Greenpeace: Nestlé si impegna in favore degli oranghiIl video shock diffuso da Greenpeace due mesi fa per porre all’attenzione del mondo il pericolo di estinzione per gli oranghi a causa delle coltivazioni di olio di palma per scopi alimentari ha sortito il primo effetto.

Nestlé, infatti, dopo essere stata inondata di mail, lettere e fax e dopo aver visto che il video shock si è diffuso in maniera virale su blog, giornali on line, Facebook e Twitter, ha deciso di non acquistare più olio di palma prodotto da aziende che praticano la deforestazione selvaggia nel sud est asiatico.

Tale pratica è utilizzata per far spazio alle piantagioni di palma che producono l’olio necessario a Nestlé e alle altre multinazionali alimentari per produrre il cioccolato che utilizzano per i propri snack.

Questo successo, ammette Greenpeace, è il risultato della combinazione delle azioni degli attivisti come quella avvenuta in occasione del meeting annuale di Nestlé (gli attivisti, travestiti da scimmioni, si fecero trovare all’uscita del palazzo dove si teneva l’incontro e avvicinarono gli azionisti per sensibilizzarli su ciò che stava succedendo in Indonesia) e delle azioni informatiche messe in atto da centinaia di migliaia di simpatizzanti.

Via | Greenpeace
Foto | Greenpeace

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Ogm: seminata la Amflora, si prepara la Fortuna

pubblicato da Peppe Croce

Il Ministero dell'Agricoltura lancia il sondaggio sulla patata OgmBasf rende noto che è avvenuta, nella Repubblica Ceca, la prima semina della patata ogm Amflora e che il primo raccolto avverrà nel prossimo autunno.

Non ostante le forti polemiche, quindi, Basf forte dell’ok ricevuto dalla Ue va avanti e raddoppia: sdoganata la Amflora, infatti, si prepara l’arrivo sul mercato dell’altra patata ogm, la Fortuna.

Mentre la prima serve principalmente per l’industria della colla e della carta, ed entra nella catena alimentare umana solo indirettamente tramite gli scarti di lavorazione con i quali si fa mangime per animali, la seconda nasce proprio per scopi alimentari.

A differenza della Amflora, che ha un gene in meno, la Fortuna ne ha uno in più derivante dalla patata selvatica che protegge il tubero dalla peronospora. Questo, dicono alla Basf, permetterà una coltivazione più “pulita” grazie all’utilizzo di una minore quantità di agrofarmaci.

C’è poco da scommettere, però, sull’accoglienza che avrà la nuova patata ogm da parte di ambientalisti e sostenitori dell’agricoltura tradizionale e biologica.

Via | Con i piedi per terra
Foto | Flickr

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Ortofrutta Connection, Legambiente: 27 clan fanno affari nel settore delle agromafie

pubblicato da Peppe Croce

Ortofrutta Connection, Legambiente: 27 clan fanno affari nel settore delle agromafie

L’antimafia napoletana, all’alba di oggi, ha fatto scattare la maxioperazione contro i clan camorristici e mafiosi che si spartivano il grosso business del trasporto su gomma dei prodotti ortofrutticoli italiani. Numerosi i mercati all’ingrosso interessati dal sodalizio tra la criminalità organizzata siciliana e quella campana in tutto il sud Italia ma il centro nevralgico, a quanto pare, era il mercato di Fondi, in provincia di Latina.

L’affare smantellato dalle squadre mobile di mezza Italia verteva principalmente sul trasporto ma, a detta di Legambiente, il problema è molto più vasto e anche la produzione e la trasformazione dell’ortofrutta potrebbero rientrare negli interessi dei clan:

Sono 27 i clan censiti da Legambiente nel settore delle agromafie, che operano nell’acquisizione fondiaria, nella gestione delle coltivazioni, nella sofisticazione dei prodotti alimentari fino al sistema dei trasporti e della distribuzione con l’imposizione dei prezzi ai commercianti

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I supermercati francesi Casino mettono al bando l'olio di palma non certificato

pubblicato da missunderstanding

olio di palma prodotti alimentariIl gruppo francese Casino, proprietario di una catena di supermercati, ha deciso di mettere al bando i prodotti a base di olio di palma non certificato per tutelare l’ambiente e la salute dei suoi clienti. Per cominciare, entro la fine di quest’anno spariranno dagli scaffali dei supermercati circa 200 prodotti, ed entro un periodo di circa 7 anni quasi 571 prodotti verranno sostituti.

L’olio di palma è usato nella maggior parte dei prodotti per la cura della persona e l’igiene e anche in molti prodotti alimentari, ma gli alti livelli di grassi saturi ne fanno un prodotto sconsigliato per la salute.

La scelta di Casino per i prodotti alimentari si orienta verso una messa al bando dei prodotti a base di olio di palma, mentre per quanto riguarda i prodotti per la cura e la bellezza del corpo la catena si muove verso la sostituzione dei prodotti a base di olio di palma non certificato con prodotti a base di olio di palma certificato come sostenibile o la cui produzione ha rispettato i criteri di sostenibilità.

La catena francese è tra i pionieri in Europa a mettere al bando l’olio di palma non certificato, mentre il gigante inglese Marks and Spencer, fa sapere che cominceranno ad usare olio di palma certificato solo dopo il 2015. Così la pensa anche la Nestlè, incurante delle critiche di Greenpeace a proposito dell’uso dell’olio di palma e della deforestazione.

via | foodnavigator

Foto | Flickr

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First, il primo Ecopunto siciliano dove la spesa si paga con i rifiuti

pubblicato da missunderstanding

manifesto ecopuntoLo scorso autunno Marina ci ha spiegato come aprire un Ecopunto in franchising, ovvero come mettere in pratica l’idea di trasformare i rifiuti in bene di scambio, atttribuendo loro un valore monetario.

A Niscemi hanno messo a punto l’idea, creando First, il primo Ecopunto della Sicilia (il primo in Italia è stato l’Ecopunto di Moncalieri aperto nel 2008), dove la spesa si paga con i rifiuti. First ha aperto appena 3 giorni fa in forma di negozio di alimentari, pronto ad accogliere chiunque voglia barattare o vendere i rifiuti provenienti dalla propria raccolta differenziata.

La Cooperativa grazie alla quale è nato First, guidata da Silvia Coscienza, mira adesso ad aprire altri negozi simili in ogni provincia della Sicilia, per diffondere l’idea di un progetto culturalmente valido e importante anche dal punto di vista dell’economia sostenibile per la Regione, che possa essere d’esempio a tutta l’Italia.

Ma come funziona praticamente First? La forza dell’Ecopunto sta in una logica simile a quella delle raccolte punti del supermercato. Ad esempio, 100 grammi di carta e ferro valgono 1 punto, 100 grammi di plastica 3 punti ed ogni 70 punti si ha diritto a mezzo chilo di pasta o a legumi. I rifiuti raccolti presso First vengono poi passati in consegna al Conai, che porterà avanti la filiera del riciclo.

via | greenme

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