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Treni, da Nord a Sud Italia con l'alta velocità

pubblicato da AlterEco

treni italia

Nessun luogo è lontano. Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?

Ecco, per andare da Nord a Sud d’Italia e viceversa non ci rimane che affidarci all’alta velocità del nostro pensiero. La soppressione di 21 treni a lunga percorrenza operata da Trenitalia colpirà in particolar modo Calabria e Sicilia, isolandole ulteriormente dal resto del Paese. La filosofia spicciola di Richard David Bach non basta a consolarci per la perdita dei nostri treni a bassa velocità. Sporchi, angusti, maleodoranti e logorati dal tempo eppure ci mancheranno, eccome.

Erano di una lentezza estenuante e ogni dieci minuti te ne lamentavi con i tuoi compagni di carrozza, ma poi in quelle dieci-dodici ore di slow life forzata c’era sempre qualcuno che ti riassumeva la sua vita e quando scendevi ti sentivi diverso, come se ora ne sapessi un po’ di più sul tuo Paese e su chi lo attraversa ogni giorno, stipato in quei vagoni lenti e rumorosi.

C’è sempre qualcosa o qualcuno che ti spinge a partire ma chi sceglie i treni ha più tempo per pensarci su, per soffrire o gioire di una partenza, di un ritorno. A volte sui sedili logori e caldi ci trovavi i pensieri e la nostalgia di qualcun altro, abbandonati lì, tangibili e stanchi per il viaggio.

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Viaggi a zero emissioni sulle nuvole

pubblicato da AlterEco

passing cloud

Chi non ha mai sognato di lasciarsi trasportare dal vento su una nuvola soffice, senza una direzione precisa e libero da limiti temporali? L’architetto americano Tiago Barros è andato oltre il sogno, ideando un sistema di trasporto ecofriendly che è l’antitesi dell’alta velocità. Passing cloud è composto da una serie di palloni sferici uniti a formare una nuvola. Si sale a bordo da una scala e si rimane seduti in superficie per tutta la durata del viaggio. La struttura interna in acciaio è ricoperta da un tessuto in nylon tanto resistente quanto flessibile, capace di catturare le raffiche di vento più potenti senza arrecare danni ai passeggeri.

La nuvola passeggera non emette gas di scarico, non produce rifiuti ed è a risparmio energetico. Per muoversi sfrutta il vento e chi è a bordo, assicura Barros, non avvertirà alcun disagio. Unica pecca, forse, non conoscere la destinazione finale e l’orario di arrivo. D’altra parte, è proprio quello che vuole proporre Barros: un nuovo modo di viaggiare attraverso gli Stati Uniti a basso impatto e senza vincoli temporali e geografici.

Ce la farà il nostro eroe a liberarci in una sola mossa dalle emissioni del trasporto su lunghe distanze e dalla frenesia della vita moderna? Per il momento ha stupito il comitato tecnico del concorso Life at the Speed of Rail, presentando una nuvola a chi si aspettava linee ferroviarie ad alta velocità.

Via | Cargocollective
Foto | Cargocollective

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NoTav, l'ambiente è la prova del nove della democrazia in Italia?

pubblicato da Marina

notav Da un po’ di anni su Ecoblog ci siamo resi conto di un fatto: l’Ambiente, e la sua tutela, oramai è diventato traversale alla politica, all’economia, alla cultura. Sarà che dopo Al Gore l’ambientalismo è destinato a non essere più lo stesso non fosse altro per la capacità mediatica di gestire gli scenari che lo riguardano. Lo proviamo sulla nostra pelle tutti i giorni: devastare l’ambiente e non tutelarlo significa sia produrre ingenti danni economici, sia non avere più a disposizione territorio su cui vivere e prosperare.

Ecco che quanto sta accadendo in Val di Susa in queste ore, sembra appunto, confermare questo scenario: l’Ambiente e la sua tutela sono un processo economico di cui però i politici attuali stentano a rendersene conto. Secondo la vecchia metodologia politica lo sfruttamento dell’Ambiente produce risorse economiche evidentemente destinate a essere spartite tra i soliti noti. Fatto a cui la gente che vive l’Ambiente giorno per giorno si rifiuta d sottostare e ecco nascere le proteste dei comitati NoTav contro i lavori dell’Alta Velocità in Val di Susa. Piemonte, Regione governata dalla Lega. Avamposto di duri lavoratori, montanari, agricoltori e allevatori che si sudano ogni santo giorno il pane.

Arriva oggi di botto un leghista, figlio del Nord lavoratore e produttivo e impone senza se e senza ma un buco che sventri le montagne, cioè il pane, la sussistenza, il lavoro. Come si spiega questa cosa qui a chi sa che quell’ambiente non va violato sennò non si mangia ed è meglio emigrare altrove, più su o più giù poco importa. Per dimostrare che lo Stato c’è il Governo invece di scendere per strada e dialogare con la gente, e la Lega questa cosa se vuole ha dimostrato di saperla fare e bene, preferisce mandare avanti armi e lacrimogeni. Contro i montanari.

Scrivono un principio caro alla Lega, i comitati NoTav nella loro lunga lettera al Ministro Maroni:

Dove sbagliano, Sig. Ministro , i valsusini , i piemontesi, gli italiani tutti a voler difendere la propria terra, i beni comuni e il denaro pubblico dall’ assalto delle mafie che notoriamente vivono di movimento terra?

Foto | Montagna Tv

Tav in Val di Susa, per Coldiretti è troppo alto l'impatto sull'agricoltura

pubblicato da Marina

Val di Susa, in pericolo secondo gli agricoltori di Coldiretti

Secondo Riccardo Chiabrando, presidente Coldiretti Torino il Tav in Val di Susa potrebbe ripercuotersi pesantemente sull’agricoltura della zona e dunque chiede al Governo di non commettere errori come in passato. Leggo dal sito di Coldiretti Torino:

I berretti gialli non sono aprioristicamente contrari allo sviluppo e alla modernizzazione che il Tav – Treno alta velocità – potrebbe portare all’economia del Nord Ovest e a tutta l’Italia. Chiediamo una attenta valutazione delle ipotesi di tracciato. Il nostro obiettivo è impedire che si ripetano errori che, in passato, si sono verificati nella valle di Susa con la realizzazione delle tante opere pubbliche che l’hanno trasformata.

E le precedenti opere pubbliche quali il raddoppio della ferrovia e gli innumerevoli cantieri autostradali hanno portato oltre al progresso (non si capisce però verso quale direzione) anche una serie di problemi quali la perdita di terreni destinati alle coltivazioni a causa del mancato ripristino originario.

A preoccupare Chiabrando, però sono anche le acque. Scrive infatti:

Altro aspetto che ci preoccupa è quello delle falde acquifere. A seguito di precedenti realizzazioni di opere pubbliche in valle, intere borgate sono rimaste con le sorgenti prosciugate. Coldiretti chiede di individuare il tracciato con minor impatto sul territorio. Vogliamo evitare che la vallata venga ulteriormente penalizzata dall’ennesima grande opera. In tutta la valle di Susa l’agricoltura è un settore attivo; gli alpeggi sono una risorsa preziosa per l’economia locale. Senza il presidio dei coltivatori il territorio subirebbe profonde modificazioni. Tuttavia, sinora gli studi presentati non prendono nella dovuta considerazione la realtà agricola.

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Le Donne moderne contro gli ecologisti estremi e in favore del nucleare

pubblicato da Marina

centrale-nucleaire-saint-laurent-des-eaux Mi è capitato tra le mani, in spiaggia, Donna Moderna, settimanale femminile Mondadori, nr.33, e a pag. 82 leggo l’articolo firmato da Giusy Cascio: “Ecologia, la religione del 2000″.

Giusy Cascio esordisce con:

Voglio una vita a impatto zero. Di quelle vite fatte così: senza comodità, senza progresso, senza tecnologie che possano alterare l’equilibrio di Madre Natura. E’ questo il credo spirituale degli “ecocentrici” individui o gruppi di ambientalisti estremi che rinunciano a un esistenza normale in nome di una battaglia verde. Aboliscono l’elettricità per evitare sprechi, non usano l’automobile per non inquinare e si radunano in villaggi per praticare forme di ascetismo ecologico in cui spesso si incontra la “verità suprema”. Sono comunità che assomigliano a sette religiose e hanno nomi misticheggianti: Crystal waters in Australia, Auroville in India, Zegg in Germania, Aldea Magika in Colombia. Ma attenzione, perfino le città più laiche d’Europa si stanno convertendo ad atteggiamenti ambvientalisti esagerati. E’ di pochissimio giorni fa la notizia che a Londra si premiano gli ecodelatori: il municipio di Waltham Forest paga fino a 500 sterline chi denuncia i vicini che sporcano o sbagliano la raccolta differenziata.

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Le 5 idee ecologiche di Obama per l'America e per il mondo

pubblicato da missunderstanding

Obama 5 idee ecologicheObama, alla presidenza USA da pochi mesi, ha dimostrato e ribadito il suo interesse ecologico-ambientale, la sua preoccupazione per le sorti del pianeta, la sua volontà al dialogo e all’apertura verso soluzioni alternative. Ecco, di seguito, le 5 idee principali del programma verde di Obama che, se non altro, rappresentano un passo avanti rispetto alle precedenti amministrazioni americane, tenendo in considerazione l’altra via di azione, quella ecologica.

La più concreta tra le idee di Obama è il finanziamento alle fonti rinnovabili, la volontà del presidente americano di investire in energia pulita, e gli investimenti nella ricerca. Obama ha stanziato 2,4 bilioni di dollari (miliardi) per la ricerca sui veicoli elettrici e 31 bilioni di dollari per l’industria che produce energia pulita, al fine di stabilizzare le piccole imprese e promuovere lo sviluppo. Ne consegue che implementando la ricerca e stabilizzando il settore industriale, Obama riconosce e assicura anche i lavori verdi.

Al secondo posto tra le idee verdi di Obama, la volontà di prendere parte al dialogo internazionale sul riscaldamento globale in vista di un trattato internazionale condivisibile e accettabile da tutte le nazioni. La terza idea, invece, è quella di provvedere alla definizione di uno standard nazionale comune per le emissioni delle auto, che trova d’accordo, almeno a livello teorico, sia i produttori che i politici americani. La quarta idea di Obama è affidare all’EPA, l’Agenzia di Protezione Ambientale, il controllo sulle emissioni di CO2 per tutte le aziende del paese.

Al quinto posto troviamo la volontà di rinnovare il sistema del trasporto su binari e di modernizzarlo con l’alta velocità. Per questo Obama ha stanziato circa 13 bilioni di dollari, tra le proteste di chi dice che non siano abbastanza, il favore dell’opinione pubblica e l’occhiolino del settore privato che potrebbe investire nell’opera. Queste, in breve, le cinque idee verdi di Obama, e solo il tempo potrà dire se incontreranno il favore di governo e cittadini e se diverranno azioni pratiche, o rimarranno un bel programma su carta. Aggiungereste qualcuna delle intenzioni verdi di Obama alle lista delle cinque qui descritte?

Foto | Flickr

Tav, se ne va il presidente dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione

pubblicato da Roberto Bosio

Se si leggono le notizie di giornata sulla TAV si fa fatica a capire cosa sia successo. Il presidente dell’Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione Mario Virano si è dimesso al termine della riunione che doveva affrontare le specifiche tecniche sul tracciato della futura linea TAV.

Il motivo? I rappresentanti tecnici dei territori interessati dalla linea si sono rifiutati di approvare la bozza presentata dal presidente dell’Osservatorio perché non avevano mandato a trattare sulle questioni tecniche. A questo non ci sarebbero più i tempi tecnici per rispettare il calendario previsto dall’Unione Europea. E quindi Virano ha rimesso il suo mandato.

Io ho non ci ho capito un’acca fino a quando non ho letto l’interpretazione che ne ha dato il movimento NOTAV, e che si può riassumere nel motto caro ad Andreotti: “A pensar male si fà peccato, ma spesso ci si azzecca”.

Le dimissioni sono arrivate perché l’architetto aveva ottenuto tutto quello che doveva ottenere. Ha sottratto la trattazione del tema TAV agli abitanti della Valle Susa - e in particolare ai consigli comunali - per darlo in gestione esclusiva a sempre nuovi organismi extra-istituzionali (conferenza dei sindaci, tavolo politico, osservatorio, cabine di regia, comitati di pilotaggio…), nei quali le regole di partecipazione e di funzionamento, apparentemente democratiche, variano a seconda delle necessità del momento.

Ma soprattutto ha ottenuto un accordo di massima sulla realizzazione della Torino-Lione, ovviamente ingigantito dai media, che hanno titolato in prima pagina: Accordo fatto, via libera al TAV. A questo punto mantenere aperto l’Osservatorio rappresentava solamente una scocciatura.

Via | Repubblica, Notav.eu, NO TAV Torino.
Foto | Flickr

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No Tav, riparte la protesta a Susa

pubblicato da Marina

E’ ripartita ieri la protesta No-Tav per le vie di Susa: in oltre 30mila hanno sfilato e detto ad alta voce che la loro valle non deve essere svetrata dai treni ad Alta velocità e che non saranno loro a pagare la crisi economica per tutti.

E’ dai tempi di Prodi che si parla di Tav in Val di Susa, secondo il vecchio Governo e quello attuale è strategica per la crescita del nostro Paese.

Scrivono i comitati:

La mobilitazione di oggi è una prima risposta alle concessioni di ieri di 1/2 miliardi di euro per il traforo del Fréjus e di 17 miliardi per la realizzazione delle grandi opere. Il No Tav è un questione che riguarda tutti e sembra proprio che tutti se ne rendano conto.

Via | infoaut, notav

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Inghilterra: legge anti-NIMBY contro le proteste per le grandi opere

pubblicato da Luca

Pericolo democrazia, in Inghilterra si vogliono vietare le proteste. Foto di shalomForse l’argomento di oggi risulterà meno ecologico rispetto ai nostri standard, comunque lo ritengo un tema importante. In Inghilterra sta per essere approvata una legge che vieta le manifestazioni contro le grandi opere che “servono” al paese. Potrebbe essere definita una legge anti-NIMBY, la “sindrome” che noi italiani oramai conosciamo benissimo e che ha visto un ritorno dei cittadini nella vita politica e sociale come da tempo non accadeva.

Torniamo in Inghilterra per spiegare quello che accadrà con questa legge: fino ad ora il cittadino poteva denunciare il governo per far modificare in parte o del tutto il progetto. Questo ovviamente richiede del tempo, il che scoraggia la realizzazione dell’opera e spesso la evita. Bene. Ora tutto questo non sarà più possibile o meglio sarà inutile in quanto il Governo non dovrà più dare spiegazioni a chi, di punto in bianco si trova una linea dell’alta velocità (Network Rail) accanto a casa.

Ovviamente la democrazia in questi casi viene totalmente bypassata, ed altrettanto ovviamente se lo fa la democratica Inghilterra vedremo riproporre questa legge in una serie di altri paesi (si apre il toto-scommesse su chi sarà il primo, ma alcuni sospetti a me sorgono già). Possibile che ci si trovi in una situazione così critica dal punto di vista politico e democratico da dover ricorrere a sistemi “barbari”? E se così fosse, quale sarebbe il motivo di tutto questo persistere contro le scelte dei cittadini? Il Pil?! Ancora lui?

Via | LaStampa
Foto | shalom

Londra-Malaga in treno con l'alta velocità

pubblicato da Matteo Razzanelli

Treno Alta Velocita' Londra-MalagaE’ stata inaugurata all’inizio di quest’anno la nuova linea dell’Alta Velocità Spagnola (AVE) che collega Madrid a Malaga. Questo evento, unito all’entrata in servizio a novembre scorso del nuovo tratto britannico dell’alta velocità da Londra al Canale della Manica, riduce la durata del viaggio Londra-Malaga di ben 10 ore.
Adesso, per andare in treno dalle grigie nuvole della City alle soleggiate coste spagnole ci vogliono 21 ore e due cambi (Parigi e Madrid).

I lati negativi del viaggio sono due: il prezzo salato (150 sterline sola andata, oppure 271 sterline a/r, entrambi comprensivi di cuccette per la notte per il tratto Parigi-Madrid) e il fatto che in entrambe le capitali in cui si deve cambiare treno, va cambiata anche stazione.

I lati positivi sono soprattutto ambientali: scegliendo il treno per fare Londra-Malaga si è responsabili dell’emissione di 9 kg di gas serra, mentre spostandosi in aereo i kg diventano 300. Altri fattori sono l’assenza di check-in e lo spazio a disposizione. Le carrozze dell’AVE poi sembrano essere super-cool: i sedili sono addirittura orientabili secondo il senso di marcia del treno!

Via | The Guardian