Dopo quasi cinque anni di lavoro di ricerca, raccolta e catalogazione, è stata inaugurata a Firenze la prima Biblioteca Ambientale degli Amici della Terra, una biblioteca interamente dedicata alla cultura ambientale.
La biblioteca, unica nel suo genere in Italia, mette a disposizione del pubblico tutte le pubblicazioni in materia ambientale, oltre a 3000 volumi su parchi, foreste, biodiversità, energie, mobilità, inquinamento, tutela del suolo, cambiamenti climatici.
Durante la cerimonia di inaugurazione gli invitati hanno potuto donare alla biblioteca i propri volumi, o ricevere in dono quelli che la Biblioteca Ambientale non ha potuto tenere, in uno scambio simbolico di libri e cultura eco. Prima di correre a Firenze a visitare la nuova biblioteca dedicata all’Ambiente, sappiate che dal 12 aprile sarà aperta al pubblico per 2 giorni alla settimana e che il catalogo dei volumi è consultabile qui sul sito di Amici della Terra.
via | amicidellaterratoscana

L’Unione europea è convinta che l’Italia non riuscirà a rispettare l’impegno di produrre da fonti rinnovabili almeno il 17% del suo consumo di energia elettrica entro il 2020. Il giudizio sul nostro paese è contenuto previsioni preliminari sul raggiungimento a livello europeo del target del 20%. Di conseguenza l’Italia dovrà importare l’energia verde che non riesce a produrre. In particolare energia da fonte eolica e fotovoltaica.
Estremamente critica nei confronti di questa previsione si è dichiarata Asso Energie Future, neonata associazione di categoria dei produttori da fonte rinnovabile, che ha definito l’idea di importare energia prodotta da fonti rinnovabili “inconcepibile”. Secondo il presidente di Asso Energie Future, Massimo Sapienza, l’Italia può e deve farcela da sola:
E’ una decisione inconcepibile considerando l’alto grado di sviluppo della filiera italiana. Non ha senso comprare da altri Paesi l’energia che si potrebbe produrre qui, a minor costo, creando oltre 93 mila posti di lavoro ogni anno. E’ inutile impegnare tante risorse per liberarsi dalla dipendenza dall’estero, se poi andiamo a comprare fuori dai confini il minimo indispensabile per rispettare i nostri impegni internazionali. E’ in gioco la sicurezza e l’autonomia energetica del Paese

Amici della Terra, sezione italiana dell’associazione ambientalista Friends of Earth, ha pubblicato un dossier fortemente critico nei confronti della Direttiva europea sullo sviluppo delle fonti rinnovabili al 2020. Il “grido di dolore” di Amici della Terra, contenuto nel dossier, suona più o meno così: l’energia è rinnovabile, il territorio no.
L’analisi dell’associazione è abbastanza particolare: bene le rinnovabili, ma non in Italia. Il problema per il nostro paese deriverebbe dal suo paesaggio, che verrebbe deturpato dagli impianti di produzione di energia pulita, soprattutto i parchi fotovoltaici ed eolici. Ecco, allora, la soluzione: creiamo una filiera italiana delle rinnovabili, ma per farla lavorare all’estero e poi importare l’energia pulita. Si legge nel dossier, da poco pubblicato sul sito internet di Amici della Terra:
considerati i vincoli territoriali per alcune fonti e gli elevati oneri delle iniziative in Italia, l’auspicio è di potenziare al massimo la politica di internazionalizzazione delle imprese italiane e di cooperazione industriale internazionale. Il potenziale delle rinnovabili è su scala globale; il mercato interno può servire da laboratorio e volano, ma il grosso delle opportunità industriali e occupazionali va inevitabilmente cercato sui mercati globali
Continua a leggere: Friends of the Earth Italia: rinnovabili? Not In My Country

Il Consiglio Regionale della Calabria rimanda l’approvazione di tre nuove aree protette. La proposta di istituire il Parco di Monte Caloria - Catena Costiera, in provincia di Cosenza, quello del Massiccio del Reventino, in provincia di Catanzaro e della riserva naturale del Patire a Rossano era stata già approvata dalla Giunta Regionale e aspettava solo il voto del Consiglio. Che non è arrivato, e non arriverà.
A decidere, infatti, sarà il nuovo parlamento regionale che verrà eletto dai cittadini calabresi il 28 marzo prossimo. L’attuale, infatti, come legge prevede non si riunirà più per permettere la campagna elettorale. A dare la triste notizia è l’associazione Amici della Terra Italia che molto ha lavorato per l’istituzione dei due parchi e della riserva naturale e che, ora, non nasconde la rabbia:
Quanto accaduto è vergognoso ed offensivo per una regione che detiene una ricca biodiversità e una straordinaria naturalità, che dovrebbe rappresentare il valore aggiunto per il rilancio di quel turismo di cui tanto si parla.
Continua a leggere: Aree protette: occasione persa in Calabria

Su Ecoblog abbiamo già parlato diffusamente della questione delle foreste in Indonesia e della loro distruzione sistematica da parte delle aziende legate in particolare alla produzione di carta, biodisel, carni e olio di palma. In questi giorni, però la situazione pare precipitare, nuovamente, proprio a pochi giorni dalla scoperta di sempre nuove magnifiche specie animali e vegetali in queste zone.
Terra!, Wilderness Society, Rainforest Action Network, Australian Orangutan Project e, in Italia Salva le foreste, lanciano l’allarme: oltre mille chilometri quadrati di foresta del Santuario degli oranghi di Bukit Tigapuluh, nell’isola di Sumatra, rischiano di essere rasi al suolo per fare posto alle piantagioni delle cartiere. Circa 170.00 km quadrati di foresta sono stati ceduti all’Asia Pulp e Paper, quello stesso colosso colpevole di tutte le maggiori nefandezze riscontrabili in questa zona del mondo. Il tutto mentre continuano ad accavallarsi le une sulle altre le notizie che riguardano la corruzione terribilmente dilagante in ogni distretto dell’Indonesia e che riguardano proprio il rilascio delle licenza forestali per l’industria cartiera. Susanto Kurniawan, portavoce dell’associazione ambientalista locale Jikalahari denuncia la presenza di legami tra le diverse aziende colpevoli di corruzione, i rappresentati del potere locale e con la stessa APP.
Ma non è tutto: molte imprese multinazionali continuano a non voler fare più avere rapporti con l’Asia Pulp e Paper consce del peso economico che un eventuale boicottaggio nei loro confronti potrebbe avere in caso contrario. Per questo multinazionali come Tiffany, H&M e molte altre hanno aderito al progetto di Amici della Terra rifiutando l’acquisto di carta dall’APP per i propri shoppers. Il marcio affonda ovunque. Ed è qui che è indispensabile essere attenti. Sapere come e cosa comprare. Per non essere complici della distruzione e della morte degli oranghi e di altri magnifici animali.
Foto | Flickr
La patata geneticamente modificata che la BASF vorrebbe coltivare in Europa si chiama EH92-527-1.
La patata è stata modificata per farle produrre un amido più adatto a fini industriali. La patata BASF produce più amilopectina del normale. L’amilopectina è uno dei due polisaccaridi che costituiscono l’amido insieme all’amilosio . Nella cultivar proposta è stato “spento” il gene che sovraintende alla formazione dell’amilosio. L’amilopectina si usa nella produzione della carta.
Il comitato dell’Unione Europea è diviso e non riesce ad approvare o a bocciare la richiesta. Fra due settimane la parola passerà ai ministri dell’Agricoltura e anche quel voto appare incerto. Fino al 10 dicembre si possono esprimere commenti sulla patata trans andando sul sito della sicurezza alimentare della comunità Europea (in Inglese).
La patata non dovrebbe finire sulle tavole degli italiani perché destinata a produrre amido, ma gli Amici della Terra sostengono che la BASF abbia già presentato l’apposita richiesta per estenderne l’uso all’alimentazione umana (quella animale mi apre sia già prevista). Per Legambiente questa autorizzazione sarebbe un pericoloso precedente.