
Aiel, Anci, Cia, Coldiretti, Fiper, Itabia, Legambiente, Uncem: dalle associazioni di categoria dell’agricoltura fino a quelle dei comuni italiani, tutti vogliono un quadro normativo chiaro e incentivi certi e trasparenti per la produzione di energia elettrica da biomassa. E hanno scritto al Mse per ottenerlo.
Nella lettera inviata al Ministero, infatti, si mette in luce la specificità del settore delle biomasse che, non va dimenticato, se lasciato a uno sviluppo caotico potrebbe fare più male che bene:
la programmazione nazionale non può ignorare la specificità di questa fonte energetica indissolubilmente legata all’uso del suolo e al lavoro agricolo (ossia di chi coltiva e raccoglie la materia prima nei campi, nei boschi o nelle aziende zootecniche) e di conseguenza alla produzione di cibo, alla fertilità e agli stock di carbonio nel terreno, alla qualità delle acque di falda e non ultimo al reddito degli agricoltori
La cosa, quindi, è delicata e va gestita bene. Sia dal punto di vista normativo che da quello economico:
chiediamo pertanto al Governo italiano di definire, insieme agli obiettivi quantitativi, un quadro coerente di criteri di priorità e di incentivi per le biomasse che da una parte dia certezze agli operatori e agli agricoltori sugli investimenti da qui al 2020 e che dall’altra premi realmente la produzione agricola e l’efficienza energetica delle filiere
Riparte “Comuni Fioriti” . E riparte dai 106 iscritti dello scorso anno. Il progetto è promosso dall’associazione Asproflor, Città del vino, Anci e dalla Coldiretti ed è stato presentato nel corso dell’incontro “Il clima cambia la primavera”. L’obiettivo del progetto è quello di rendere più accoglienti le città facendo in modo che ai prodotti agroalimentari di eccellenza, legati al territorio, corrisponda un’immagine dei luoghi adeguata, ma anche di rendere più bella e verde l’Italia coinvolgendo le imprese agricole nella gestione, manutenzione, realizzazione delle aree verdi, delle rotonde, delle aiuole e degli elementi di arredo urbano, secondo le opportunità offerte dalla Legge di Orientamento.
La volontà di recuperare nei piani regolatori delle città il verde perso con la cementificazione è coerente con l’esigenza di contrastare i cambiamenti climatici favoriti anche dalla progressiva erosione del territorio agricolo.
Il 7 Febbraio è stato firmato a Roma un accordo da tra ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e il GSE (Gestore dei Servizi Elettrici). L’iniziativa è stata presa con l’obiettivo di rendere più fruibili per i cittadini, spesso in difficoltà, i meccanismi di incentivazioni per le fonti rinnovabili, aumentando così la produzione di energia prodotta da queste tecnologie.
L’accordo prevede l’istituzione di una struttura di coordinamento, formata dalla rete di Comuni e dal GSE che fornirà alle Amministrazioni locali le informazioni tecnico – scientifico. Lo scopo è quello di avere una rete in grado di sostenere tutti i Comuni che vorranno favorire lo sviluppo delle rinnovabili all’interno del proprio territorio ma anche quello di garantire il rispetto degli standard qualitativi e ambientali.