
Grazie agli accordi con la Grande distribuzione in Francia si sta assistendo a un vero e proprio boom di prodotti biologici a prezzi competitivi. Il mercato evidentemente è maturo per accogliere un modo diverso di fare la spesa, non solo alimentare. In Italia, invece, rischiamo di perdere quel primato che in Europa ci vedeva ai primi posti per acquisto di prodotti biologici.
Riferisce AgenceBio, l’agenzia d’oltralpe che monitora e controlla le aziende che producono biologico che:
Nel 2009, 3.769 nuove aziende sono state convertite, una media di più di 300 al mese. Verso la fine del 2009 sono state calcolate 16.446 aziende agricole biologiche un 23,7% in più rispetto al 2008 e 677.513 ettari di superfici coltivate, + 16% rispetto al 2008. Per quanto riguarda il consumo il valore delle vendite di prodotti alimentari è intorno ai 3 miliardi di euro nel 2009 quasi raddoppiato se paragonato al 2005 (1,6 miliardo di euro) e un aumento sensibile di 4milioni di euro si registra in confronto al 2008. L’alimentazione biologica è inoltre sempre più presente anche nei settori della ristorazione collettiva apportando un guadagno di 92 milioni di euro nel 2009 rispetto ai 44 del 2008.
Ha detto uno sconsolato Andrea Ferrante presidente dell’ AIAB-Associazione italiana agricoltura biologica:
In Italia invece si sceglie l’immobilismo e la penalizzazione dei produttori bio. Se non si cambia subito indirizzo, presto i prodotti bio sulle nostre tavole saranno per lo più di importazione.
Via | Comunicato stampa
Foto | Flickr

Andrea Ferrante è presidente dell’AIAB - Associazione Italiana Agricoltura Biologica - e in queste ore, mentre si sta svolgendo il vertice Fao a Roma, va giù duro contro le multinazionali dell’alimentazione e in special modo contro la Nestlè. AIAB è al controvertice Fao, dove i protagonisti non sono i politici ma i piccoli contadini che con l’agricoltura sostenibile e biologica contribuiscono alla lotta alla fame e alla tutela ambientale.
Ferrante mi ha inviato un comunicato a proposito della dichiarazione fatta da Peter Brabecke-Letmathe presidente della Nestlè a proposito dell’incontro del 12 novembre tra la multinazionale e la Fao ha detto:
E’ sconfortante vedere con che semplicità un gruppo di benintenzionati e ben nutriti attivisti possa decidere sulle nuove tecnologie a scapito di chi sta morendo di fame.
Andrea Ferrante, in un comunicato stampa commenta così:
“La Nestlé dimostra ancora una volta la sua arroganza riguardo al problema della fame nel mondo. La Nestlé è uno degli attori principali del deprezzamento dei prodotti agricoli fatti dai contadini, e dunque uno dei responsabili dell’impossibilità dei produttori del Sud del mondo di commercializzare i loro prodotti sul mercato locale. Valga un esempio su tutti: il caso del latte in polvere venduto dalla multinazionale nei paesi in via di sviluppo. La multinazionale alimentare si permette di offendere le organizzazioni contadine di tutto il mondo che sono riunite in questi giorni a Roma per il Forum parallelo della società civile - Sovranità alimentare dei popoli ora! Ma in questo modo, la Nestlé dimostra ancora una volta l’incapacità totale di comprendere come il suo modello di produzione, che contribuisce a un sistema responsabile di obesità e cattiva alimentazione, sia anche un pezzo importante della cause dei cambiamenti climatici, della povertà e della fame nel mondo.
L’AIAB, è presente al controvertice Fao, che si tine fino a oggi e che è intitolato alla sovranità alimentare dei popoli. Appuntamenti e iniziative sul Forum.
Foto | Credits Peoplesforum 2009
L’iniziativa è stata presentata ieri a Roma e riguarda i prodotti bilogici che potranno essere venduti e acquistati grazie al portale www.borsabio.it. Il servizio è una sinergia tra Amab (Associazione Mediterranea per l’Agricoltura Biologica), Aiab (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica), Consorzio Gusti del Lazio, e Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, per il Piano d’Azione Nazionale per Agricoltura Biologica.
L’obiettivo di borsabio.it è di accorciare la filiera del biologico e di rendere trasparente il sistema prezzi tanto che un ampio spazio sarà riservato alla comunicazione e tra consumatori e operatori per rendere più fluide le inofrmazioni relative a eventuali aumenti oabbassamenti di prezzo dei prodotti. Molto utile anche le sezioni acquista on-line con una selezione di aziende che vendono sul web; GAS, riservata ai gruppi di acquisto solidale che finalmente sono riuniti sotto un unico elenco; negozi che vendono bio, la lista è in fase di costruzione; i ristoranti che usano prodotti biologici.
Ha detto Andrea Ferrante, presidente AIAB:
Finalmente aziende e consumatori avranno a disposizione uno strumento per accorciare la filiera. E altresi importante la rilevazione prezzi sui cereali, un settore che sta conoscendo dei problemi evidenti di concentrazione della domanda, meccanismo che tiene artificialmente bassi i prezzi di acquisto all’ingrosso. Borsabio è uno strumento di trasparenza ed accesso al mercato per tutti i produttori bio italiani.
I pasti biologici sono sempre più apprezzati nelle mense scolastiche italiane e negli ospedali tanto da essere cresciuti del 700% negli ultimi dieci anni. Attualmente nel nostro Paese ci sono 791 mense scolastiche che usano prodotti di qualità, locali e biologici e saranno loro e il GPP – Green Public Procurement, il tema centrale della X edizione della Biodomenica che si svolge il 4 ottobre in 60 piazze italiane (qui l’elenco) occasione per i consumatori per incontrare i produttori e conoscere i prodotti.
Per Aiab, Coldiretti e Legambiente, promotrici della Biodomenica la situazione è incoraggiante anche se la diffusione è troppo concentrata nel centro-nord. Dice Andrea Ferrante presidente Aiab:
Le prime quattro Regioni per ristorazione bio (Emilia Romagna, Lombardia, Toscana, Veneto e Friuli) rappresentano, da sole, il 65% del totale. Al Sud, dunque, meno del 10% delle mense bio. Casi virtuosi ci sono anche tra gli ospedali: al Cardinal Massaia di Asti, da quando vengono servite pietanze bio, si sono ridotti i tempi medi di degenza dei pazienti, che costano all’ospedale 500 euro al giorno cadauno.
E a Biodomenica 2009 è legato il concorso “E Vai col bio!” in collaborazione con la webtv Ecozoom.tv. Per partecipare bisogna inviare una foto un un video di una propria ricetta a base di prodotti bio e si possno vincere week-end in agriturismo.
Via | Comunicato stampa