
A furor di popolo (qui sono decine e decine le sollecitazioni) ho deciso di adottare l’ordinanza che vieta i botti di Capodanno al fine di tutelare la sicurezza delle persone e di altri esseri viventi. Domattina firmerò il provvedimento. E’ chiaro che si tratta di un inizio e che i risultati probabilmente non saranno decisivi. Ma è evidente che Bari deve e può fare questo ulteriore salto di civiltà.
Secondo l’AIDAA, Associazione Italiana in difesa di Animali e Ambiente, sono attualmente 830 i Comuni della Penisola in cui già è in atto il divieto di sparare botti a Capodanno. L’Associazione peraltro annuncia che dal 30 dicembre la lista di queste amministrazioni sensibili sarà pubblicata on line e che le adesioni potrebbero salire a 1200.
Tra i comuni più grandi ad aver adottato l’ordinanza anti-botti e a protezione degli animali ci sono Torino e Venezia . La LAV, come ogni anno lancia il decalogo per proteggere gli animali domestici dalla paura dei botti:
Foto | DariaVegan
Ci sono persone che hanno manie di grandezza. L’automobile enorme, la casa gigante, il giardino immenso. Il signor Jim, un abitante di Alberta, in Canada, non si è fermato li. Lui ha anche un animale domestico decisamente ingombrante. Il suo nome è Bailey D. Buffalo Jr., Bailey per gli amici. Bailey è un bisonte di ottocento chili di peso che vive come fosse un cagnolino. Jim non è nuovo ad un “pet” del genere. Bailey Jr. è il figlio, appunto, di Bailey , scomparso tre anni fa.
Bailey Jr è perfettamente integrato nella vita di casa. Bailey e Jim si fanno lunghe passeggiate in un’auto modificata appositamente per reggere il peso del bisonte e passano molto tempo insieme in casa. Per ovvie ragioni gli sono precluse le stanze del piano superiore della casa di Jim, quantomeno per la libertà di muoversi, ma il piano terra, dove ci sono cucina e soggiorno, per lui è del tutto disponibile. Jim dice anche che, a dispetto della mole, Bailey è molto delicato tanto da non aver mai rotto nulla in casa, al contrario dei suoi nipotini.

I disordini in Egitto non toccano solo le persone ma anche gli animali. L’ENPA chiede che i cittadini stranieri possano essere rimpatriati insieme ai loro animali domestici che altrimenti resterebbero soli in terra straniera.
Spiega l’ENPA :
Al momento il problema interessa soprattutto per i cittadini americani, come già denunciato dalla Peta. Infatti, gli aeromobili che stanno facendo la spola tra la capitale egiziana e le città statunitensi a bordo accolgono i proprietari ma non i loro animali.
L’Ente Nazionale Protezione Animali si è unito all’appello lanciato da Hillary Clinton per estendere il ponte aereo anche ai quattrozampe.
L’Enpa rivolge un appello anche al Ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini:
Al ministro Frattini chiediamo di garantire che i cittadini italiani proprietari di animali possano tornare in patria senza doversi forzatamente separare dai loro quattrozampe. Per gli animali questa possibilità potrebbe equivalere a una condanna a morte; per i loro proprietari, invece, a una ferita destinata forse a non rimarginarsi più.

Secondo i dati del sondaggio Eurispes sulla tutela degli animali emerge che:

Elio Lannutti (Idv) ha presentato un’interrogazione parlamentare ripresa dai Senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante (PD) che chiedono un chiarimento al Ministro Fazio per capire chi ci guadagna con la tessera AmicoPets.
La tessera a cui si riferiscono è quella relativa al progetto “Amico Pets” presentato il 4 dicembre scorso in collaborazione con l’AMNVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), col patrocinio del Ministero della Salute e della FNOVI, dalla società EDERA srl. La tessera ha un costo annuale di 28 euro e permette di accedere on-line alla cartella clinica del proprio animale da compagnia.
I due Senatori spiegano:
La tessera presentata da Amico Pets in collaborazione con Anmvi e col patrocinio del Ministero della Salute e Fnovi, consiste nella creazione di una banca dati sanitari degli animali domestici italiani, per consentire al veterinario e al proprietario di accedere in modo rapido alla cartella clinica del proprio cane o gatto. Questa tessera ha un costo di 28 euro l’anno, e il servizio e’ fornito da una società privata, la Edera srl, i cui soci hanno in comune un’altra società, la Multicred, avente sede nello stesso luogo. E’ da evidenziare che nel momento in cui i soci di Multicred hanno dato vita a Edera srl il solo socio che non ha preso parte alla nuova società, cedendo le sue quote ad un altro componente, e’ Romano Marabelli, ovvero il Capo Dipartimento del Dipartimento per la Sanità Pubblica Veterinaria, la Nutrizione e la Sicurezza Alimentare del Ministero della Salute. Considerando le potenzialità enormi della carta in termini di ritorno economico, perché ricordiamo che il bacino di utenti e’ di circa 14 milioni animali domestici, ci pare che la simultaneità tra il passaggio di quote in Multicred e la costituzione della società Edera Srl operante in un settore dove Romano Marabelli ha un ruolo di responsabilità pubblica di primissimo piano, sia quantomeno sospetto. Non vorremmo che un’iniziativa privata, col patrocinio del ministero della Salute, possa aver goduto di un sostegno improprio da parte di funzionari dello stesso ministero, e che i cittadini paghino un servizio che non sia realmente valido ed efficiente.
Continua a leggere: Tessera ''Amicopets'': arrivano le interrogazioni parlamentari
Morire aggrediti da un animale domestico? Sembra incredibile, ma può ancora succedere. In Sardegna infatti, nella giornata di ieri, un’anziana donna è stata aggredita e quindi uccisa da un grosso maiale di sua proprietà. La notizia, rapidamente diffusasi fra la popolazione del paese di Sadali (piccolo centro urbano e teatro dell’accaduto), ha gettato tutti nello sgomento più che mai increduli per le circostanze dell’accaduto.
Pare che la donna, mentre si trovava nella porcilaia, sia prima caduta e poi morsa alle spalle dall’animale, circostanza quest’ultima che le avrebbe provocato una grossa perdita di sangue. Non vedendola tornare a casa, i familiari sono andati a cercarla e l’hanno trovata riversa per terra ed ormai priva di vita. Secondo le ricostruzioni dell’accaduto sarebbero stati alcuni morsi alla scapola ad averle reciso i vasi sanguigni.
Resta ovviamente da stabilire se la vittima abbia avuto un malore che possa averle provocato la caduta. Ciò che comunque desta scalpore è naturalmente il fatto che ai giorni nostri gli animali domestici possano ancora essere capaci di uccidere. Intanto le forze dell’ordine eseguiranno nei prossimi giorni l’autopsia per capire più nei dettagli quanto accaduto.
Via | Corriere.it
Foto | Flickr

In meno di una settimana due casi di presunti suicido per stress da distacco hanno coinvolto due cani. Il primo si è verificato una settimana fa a Lana in provincia di Merano e ha visto tragico protagonista un Perro de presa canario che il 7 agosto scorso si è lanciato dal terzo piano dopo essere stato lasciato, come altre volte, solo in casa. Il secondo caso ieri a Roma. Un dogo argentino, invece, si è lanciato dal settimo piano dopo che i proprietari lo avevano lasciato solo in casa essendo partiti per le vacanze, ma sotto la custodia di un conoscente che gli portava acqua e cibo ogni giorno.
Secondo l’etologo Enrico Alleva, dell’ISS il caso del dogo potrebbe essere riconducibile alla sindrome da abbandono sociale che si può manifestare negli animali domestici anche 2-4 settimane dopo il distacco dai proprietari. Nei casi di animali più resistenti anche dopo 6-8 settimane. Spiega l’etologo:
Un comportamento non raro negli animali e non legato alla razza. Di solito avviene quando c’è un cambiamento nella struttura sociale della famiglia: l’animale si sente socialmente isolato e può commettere atti irrazionali. Il cane prima di superare la ringhiera del balcone era in preda ad un’agitazione psico-motoria e potrebbe aver saltato nel tentativo di riunirsi alla famiglia. La sindrome da abbandono sociale, per l’esperto dell’ISS, si manifesta negli animali dopo 2-4 settimane, «quelli più resistenti possono arrivare fino a 6-8 settimane.
Continua a leggere: Cani: a Roma e Merano due presunti casi di suicidio per stress da distacco
Come abbiamo già detto su Ecoblog qualche tempo fa, il virus dell’influenza A/H1N1 non solo colpisce i maiali, ma può colpire anche gli animali domestici, com’è successo ad un gatto nello Iowa.
Dopo il caso del felino contagiato, viene spontaneo da chiedersi come proteggere i nostri animali dal virus dell’influenza e se si può essere contagiati dal virus dell’influenza A dal contatto con gli animali domestici.
Non ci sono casi di cani con l’influenza A e per quanto riguarda i gatti, essi dovrebbero temere molto di più gli umani rispetto a quanto gli umani dovrebbero fare con i gatti: per il momento non si segnalano casi di contagio gatto-umano. Tacchini e uccellini sembra siano già statio contagiati dal virus dell’influenza A/H1N1, ma al momento non si conosce se tra i contagiati si annoverano anche i canarini che alcuni tengono in gabbia.
Ad ogni modo, se da un po’ di giorni il vostro cucciolo vi preoccupa perchè starnutisce in continuazione, tossisce, ha difficoltà a respirare, provate a contattare il veterinario, anche se probabilmente si tratterà di un normal eraffreddore o dell’influenza canina, che ha gli stessi sintomi. None siste vaccino per gli animali e le migliori precauzione restano sempre il buon senso e lavarsi frequentemetne le mani, magari con un detergente igienizzante naturale fai-da-te.
Via | consumerreports
Foto | Flickr
Due le proposte che renderanno contenti tutti i possessori di animali domestici, una ad opera della Provincia di Firenze ed un’altra da parte di Roberto Cassinelli, deputato Pdl. Per cani, gatti e tutti gli animali domestici, la Provincia di Firenze ha in progetto di rendere mutuabili le spese per il cucciolo di casa riducendo così gli oneri a carico di chi si deve sobbarcare le spese per il proprio “famigliare a 4 zampe”.
La proposta del deputato del Pdl invece mira ad aumentare lo standard qualitativo del servizio veterinario in quanto spesso si sente parlare di “malasanità animale”. Cassinelli prevede una proposta di legge che dia «più rispetto per i nostri amici animali» attraverso 5 punti: obbligo di una strumentazione minima, obbligo di refertazione scritta, obbligo di soccorrere gli animali con la previsione di reato di omissione di soccorso e reperibilità 24h su 24, introduzione dei pronto soccorso specifici.
Ovviamente, come accade sempre, bisogna stare attenti a non fare di tutta un’erba un fascio, molti veterinari praticano già certi principi e la professionalità è indiscussa. Questa proposta andrebbe a colmare ed a standardizzare quelle situazioni in cui il servizio è carente ponendo maggiori responsabilità al medico veterinario.
Continua a leggere: Migliorare il servizio veterinario: due nuove proposte
L’abbandono degli animali è da sempre una vera piaga sociale. Tempi duri però per chi è abitudinario a questi comportamenti, infatti secondo le nuove leggi si potrebbe addirittura rischiare il carcere. Proprio per un caso di questo tipo, il Tribunale Penale di Roma ha inflitto ad una persona una condanna di tre mesi di reclusione (oltre che una pena pecuniaria) per “uccisione di animale” ai sensi dell’articolo 544 bis del Codice penale.
Secondo l’organo giudiziario l’uomo condannato è stato ritenuto colpevole di aver permesso che il gatto di sua proprietà morisse, dopo averlo abbandonato durante il periodo estivo senza cibo e acqua. L’avvenimento sarebbe accaduto nel 2005 e a riferirlo è la Lega antivivisezione. All’epoca dei fatti i vicini di casa, accortisi della presenza del felino per i continui miagolii, chiamarono il proprietario chiedendo spiegazioni.
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