Caserta non ama i ciclisti e lo posso confermare. La foto che vedete a sinistra è solo uno degli ultimi esempi del trattamento che viene riservato a chi gira in bicicletta.
Probabilmente le ostilità verso il popolo della bici è vissuto un po’ in tutte le città dove i ciclisti sono visti come degli impiastri che occupano senza diritto e inutilmente le strade (a Caserta sono pressoché inesistenti le piste ciclabili); oppure come dei soggetti che non hanno possibilità di acquistare e mantenere un Suv; o ancora come dei derelitti incapaci di guidare un auto. Ecco allora che se si sale su un marciapiede, inforcando la bici a mano per parcheggiarla si lamentano i passanti: si occupa spazio destinato alla camminata. Diversamente, e l’ho sperimentato personalmente, se sale un auto sul marciapiedi, i passanti stanno zitti e non si lamentano.
L’accanimento del condomino che si è ribellato al parcheggio di una bici all’interno del cortile di un palazzo a Caserta, per certi versi ha del comico se non ridicolo, quando intima che “sarà rimossa forzatamente”. Insomma, minaccia l’anonimo giustiziere di ciclisti parcheggiatori: se non la togli ti forzo il lucchetto e te la butto per strada. A me questa presa di posizione puzza molto d’invidia. A Caserta (attualmente sotto commissariamento) recentemente e grazie al coraggio dell’ex assessore alla Mobilità, Antonio Ciontoli è stato varato un piano parcheggi. La filosofia è: se occupi suolo pubblico con la tua auto, paghi. I casertani erano abituati a parcheggiare le loro vetture un po’ come capitava. Il piano ha certamente riportato un po’ di ordine per le strade ma ha anche sfruculiato i tanti rosiconi della sosta selvaggia. Ecco che la bici, per sua natura libera e parcheggiabile praticamente ovunque solleva moti di disappunto e invidia verso chi non riesce mentalmente a inforcarla e pedalare verso la libertà.
Foto | Caserta in bici
Qualche giorno fa Simone vi chiedeva se avevate proposte dirette per la settimana europea della mobilità. Alcuni di voi hanno proposto più autobus e più piste ciclabili. Diciamo che queste due richieste sono comuni un po’ in tutte le città. Ieri ho partecipato alla passeggiata in bici organizzata daL Comune di Caserta e da Fiab. Ebbene con noi, circa 150 ciclisti inclusi i bambini, a pedalare per i 6 Km del percorso c’era anche Antonio Ciontoli assessore alla Mobilità.
Ho scambiato con lui poche battute e la promessa di vederci con calma per chiacchierare della situazione mobilità a Caserta. Mentre pedalavamo al centro, un folata di gas puzzolente emessa da un motorino stravecchio, investe me e l’assessore che pedalava accanto. Ecco, dico, vede? E’ la norma.Questo accade ai ciclisti che non sono su una pista ciclabile e a gente che percorre le strade con mezzi vecchi. Lui mi ha risposto:
Lo so. Io cammino a piedi e in bicicletta. Purtroppo dare risposte non è semplice. Noi non abbiamo la bacchetta magica. Posso solo dire che nessuno fa la propria parte. Noi politici non facciamo la nostra ma neanche i cittadini fanno la loro e aspettano che ci sia sempre qualcuno a risolvere i problemi.