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Tutti gli articoli con tag api

Reintroduzione di bombi nel Regno Unito

pubblicato da Luca

Reintrodotti i bombi in Inghilterra dalla Nuova Zelanda. Foto di kaibara87Torniamo a parlare di insetti impollinatori (mi ci sto affezionando). Sono stati reintrodotti dalla Nuova Zelanda al Regno Unito una specie di bombo (Bombus subterraneus) estinto in queste ultime aree. Gli ultimi esemplari inglesi sono stati censiti nel 1988, mentre gli esemplari introdotti in Nuova Zelanda nel tardo XIX secolo hanno continuato a riprodursi.

L’interesse di questi animali sta tutto nel loro ruolo di impollinatori, come e più delle api. Per queste ragioni si sta pensando di ricreare delle aree protette in cui gli insetti possano riprodursi: grazie alla reintroduzione di questa entomofauna la flora locale ne trarrà vantaggio aumentando quindi, in un circolo virtuoso, il numero di bombi.

Via | BBC e Natural History Museum
Foto | kaibara87

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Le api continuano a morire in meridione

pubblicato da Luca

Nuovi casi di colony collapse disorder in meridione. I maggiori indiziati sono i neonecotinoidi. Foto di Napalm filled tiresTorniamo a parlare delle api e del fenomeno della moria che da qualche anno sta colpendo questi insetti pronubi. Negli articoli precedenti abbiamo illustrato come la situazione stesse migliorando e le possibili cause del fenomeno. Ma le cose non sembrano volgere al meglio, perlomeno nel sud Italia: Giovanna (che ringrazio), una apicoltrice calabrese, nei commenti ha portato la testimonianza del suo patrimonio apistico devastato.

L’Unione Nazionale Associazione Apicoltori Italiani denuncia una situazione difficile in tutto il sud Italia dove i neonicotinoidi vengono impiegati per il trattamento degli afidi degli agrumi. Il vero problema è che il periodo indicato per i trattamenti coincide con la fioritura. Il risultato di questi interventi piante ha portato, dalla terza settimana di maggio, ad “avvelenamenti” consistenti (come purtroppo conferma Giovanna).

Di tutt’altro avviso sembrano essere parte dei ricercatori che, dopo aver trovato una corrispondenza tra il Nosema ceranae e la moria di api, sono recentemente riusciti a sequenziare il genoma del parassita. Ora i ricercatori si aspettano di trovare un rimedio su questo fronte visto che, anche se non fosse il principale responsabile della moria, rappresenta comunque una minaccia per le api. A voi tirare le somme.

Via | Mieli d’Italia; PLoS Pathology
Foto | Napalm filled tires

Moria delle api: nuove ipotesi sul fenomeno

pubblicato da Luca

Dubbi sulle cause del colony collapse: tra le cause anche il global warming. Foto di Napalm filled tiresTorniamo a parlare di api. A seguito del post sull’innocenza dei neonicotinoidi, Danilo e Alberto (che ringrazio) hanno inserito nei commenti alcuni interessanti link ed articoli che proverebbero la reale colpevolezza di questi composti chimici; il video in particolare è decisamente istruttivo.

Della stessa opinione il Ministro dell’Agricoltura Luca Zaia che si dice soddisfatto del ritorno delle api nel nord Italia, grazie al divieto di utilizzo degli insetticidi sopracitati. Nel frattempo uno studio dell’Università di Milano rivelerebbe che tra le cause della moria ci sarebbe anche il global warming.

I risultati mostrerebbero che, a seguito dell’allungamento della stagione attiva di circa un mese gli insetti sarebbero maggiormente stressati, il che inciderebbe sulla mortalità delle api. Inoltre, a seguito dei caldi precoci, il ciclo di covata verrebbe alterato e porterebbe le api ad una maggiore predisposizione nei confronti della varroa, il maggior parassita delle api.

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Api: scagionati i neonicotinoidi

pubblicato da Luca

Assoluzione per i neonicotinoidi, il collasso delle colonie è colpa di un patogeno. Foto di Napalm filled tiresSe n’è parlato tanto in ogni angolo della rete ed anche in televisione: le api stanno scomparendo. I primi indagati sono stati i neonicotinoidi che, secondo alcuni, avrebbero prodotto il fenomeno del collasso delle colonie. Ogni tanto qualche articolo, ma l’argomento è presto finito nel dimenticatoio.

In Italia il Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole) ha intrapreso uno studio per stabilire le cause del fenomeno, mentre la FAO ha investito 28 milioni di dollari per capirne i meccanismi. Dai risultati ottenuti si direbbe essere l’espressione di diverse concause, difficile attribuire all’utilizzo dei neonicotinoidi la colpa della moria di api.

A testimonianza della presenza di fenomeni complessi ed inspiegabili la recente ricomparsa delle api in California, una delle prime zone in cui si è verificato il problema. Questa la situazione fino a pochi giorni fa, quando uno studio spagnolo ha identificato il responsabile. Nelle api infette è stato isolato per la prima volta un parassita il Nosema ceranae.

I ricercatori hanno quindi trattato le api infette con un antibiotico, il fumagillin. I risultati ottenuti sono stati ottimi, con una guarigione totale dei soggetti e la scomparsa dei sintomi. Aspettiamo con ansia gli sviluppi della scoperta e speriamo che le api imparino anche a cavarsela con le proprie zampette, non vorrei trovarmi nella fetta biscottata più antibatterici che miele.

Via | Agrofarma, ScienceCentric.com
Foto | Napalm filled tires

Nuova regolamentazione europea per i fitofarmaci

pubblicato da Luca

L'UE incentiva l'utilizzo dei prodotti chimici e pratiche agricole meno rischiose. Foto timsnellL’Unione Europea ha deciso di porre maggiore attenzione ai prodotti utilizzati in agricoltura. Con la recente normativa 22 sostanze attualmente utilizzate in agricoltura dovranno essere regolamentate a livello nazionale, cercando di rendere minimo il loro impiego ed agevolando, quando possibile, delle alternative ai suddetti composti. Tale normativa è indispensabile a seguito di alcune evidenze scientifiche che mostrano come 14 di queste sostanze modifichino l’equilibrio ormonale umano e quindi verranno vietate.

Sulle altre 8 sostanze non ci sono evidenze scientifiche che ne giustifichino il divieto a livello europeo, tuttavia potranno essere proibite localmente con il recepimento nazionale della normativa entro due anni. Viene inoltre richiesto agli stati membri un maggiore rispetto per l’ambiente e la salute promulgando una serie di comportamenti a loro tutela, ricorrendo alla rotazione colturale ed a pratiche agronomiche volte al risparmio delle risorse idriche.

Seguendo queste linee vengono vietate l’irrorazione aerea dei pesticidi così come l’utilizzo di prodotti fitoiatrici in parchi pubblici e luoghi nei pressi delle scuole (salvo casi speciali). Potranno altresì essere limitate alcune sostanze in zone particolarmente sensibili.

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Moria di pipistrelli: è allarme ambiente

pubblicato da Marina

Un pipistrello mangia avidamente della fruttaNon solo le api sono a rischio estinzione, ma anche i pipistrelli. Dal marzo scorso, i funzionari della fauna selvatica di New York stimano che sono morti almeno 11.000 pipistrelli, con un tasso di mortalità superiore, in alcune grotte al 97%., negli stati di New York, Vermont e Massachusetts.

La malattia, che è stata chiamata “sindrome del naso bianco” è stata notata per la prima volta in pipistrelli morti in letargo in varie grotte di Albany, New York, USA nel febbraio 2007. Durante la fine dell’inverno/inizio della primavera 2007 l’osservazione nei pipistrelli di una sostanza bianca nelle narici si accompagnò ad una altissima mortalità in questi animali, stimata nel 90% delle colonie in letargo infettate. Questa sostanza è stata poi identificata in un fungo ma se sia la causa della malattia o un sintomo rimane sconosciuto.

“Il fungo che appare sotto le narici potrebbe non essere la causa principale della malattia , ha detto Jack Wallace - uno dei ricercatori impegnato nello studio della sindrome alla Division of Natural Resource’s Wildlife Diversity Program- Non sembra sia entrato nei polmoni. Potrebbe essere qualcosa che si manifesta quando gli animali sono in uno stato di debolezza . Ma qualunque sia la causa, se continua a diffondersi, potrebbe portare a conseguenze devastanti non solo per i pipistrelli, ma anche per l’agricoltura, poiché controllano insetti come le falene, tanto da mangiarne ogni notte una quantità pari al loro peso”.

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Agrivarese, gratis 20 ingressi per voi

pubblicato da Marina

La locandina di AgrivareseVi piacerebbe imparare a fare il formaggio in casa? O apprendere le migliori tecniche florovivaistiche? O acquistare uno stallone arabo? O degustare il meglio dell’agroalimentare? Da domani e fino a domenica potrete farlo, alla Fiera “Agrivarese” che si tiene appunto dal 4 al 6 aprile presso la Malpensa Fiere (uscita A26 Busto Arsizio), a pochi chilomentri dall’Aeroporto di Malpensa.
E per 20 lettori di Ecoblog c’è la possibilità di ricevere gratuitamente il biglietto d’ingresso.

Tra le attività più curiose in programma, sarà possibile scoprire e sperimentare come fare il formaggio in casa attraverso il percorso “il formaggio lo faccio io!”. L’appuntamento gratuito - in calendario venerdì alle ore 20.30 - oltre a fornire le istruzioni per produrre un buon formaggio, equipaggerà il visitatore con un kit completo con termometro, caglio e contenitori appositi.

Ne “La stalla”, spazio in cui saranno ospitati decine di capi dei più qualificati allevamenti del territorio, sarà possibile osservare circa ottocento animali tra cui pecore, capre, vacche, maiali, bufali, poni, asini e bovini da carne (piemontesi, incroci e razze francesi).
Inoltre, domani mattina, gli studenti delle scuole tecniche potranno partecipare alla scuola di toelettatura con manicure e pedicure per le manze che permetterà di preparare gli animali per sfilate e concorsi ed i giovani potranno osservare le dimostrazioni di mungitura e di tosatura delle pecore. Anche il pubblico potrà partecipare alle dimostrazioni durante la sera.

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Api a rischio estinzione

pubblicato da Uscia

api e fiori. foto do orsoramaSecondo quanto riportato dal Corriere.it ora anche le api sono a rischio estinzione. L’ allarme è stato lanciato dall’Apat e sottoscritto da Francesco Panella, presidente dell’Unione Apicoltori, il quale sostiene che la colpa risiede nei cambiamenti climatici ma anche nell’inasprimento delle infezioni da virus e dall’inquinamento da fitofarmaci.

In Italia ci sono circa 50 mila apicoltori e 100 mila alveari, vengono prodotti oltre 10 mila tonnellate di miele all’anno. Ma il danno (circa 250 milioni di euro ) non riguarda solo il mercato del miele e dei suoi sottoprodotti, infatti le api sono fondamentali nella produzione di pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, ciliegie, cocomeri, zucchine, pomodori, soia, colza.

Le api inoltre rappresentano un bioindicatore molto importante, infatti queste muoiono a causa di qualsiasi cambiamento importante che si registri all’interno del nostro ecosistema. Solo nel 2007 il nostro paese ha perso duecentomila alveari. Il fenomeno detto Colony Collapse Disorder, non riguarda solo il nostro paese ma tutta l’Europa e Stati Uniti dove solo nello scorso anno sono morte circa il 70% del “patrimonio” totale di api.

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Api e chimica agraria, polemiche e accuse

pubblicato da lumachina

muoiono le api italiane e il clima sconvolge la produzione di miele. foto david.nikonvscanon La produzione del miele italiano è crollata, secondo l’UNAAPI. Invece, secondo Winenews, l’Osservatorio Nazionale del Miele dichiara produzioni di 60 chili per alveare, raddoppiando la massima registrata gli altri anni di 30-40 chili.

Probabilmente Winenews esagera quanto dichiarato dall’Osservatorio, che mette in primo piano i buoni risultati: “buona annata per tutti i millefiori, agrumi, tiglio, medica e sulla media la produzione di acacia. Bassa quella di castagno e quasi nulla quelle di eucalipto e melata. Nei risultati di luglio della produzione di miele presentati dall’Osservatorio non ho trovato traccia dei 60 Kg di miele ad alveare.

L’Unione nazionale degli apicoltori italiani sta facendo anch’essa i conti sulla produzione di miele di quest’anno: -50% per il miele millefiori, -40% quello di castagno, -20% quello d’acacia. Poco miele di eucalipto e poco miele di bosco. Uniche piccole note positive vengono dal Sud Italia, dove di miele di agrumi sembra essercene, e buone notizie anche per il miele di tiglio.

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La bastonata del contadino sulle api

pubblicato da lumachina

rettifica su api e cellulari

Il Contadino mi ha bastonato sul post in cui parlavo di api e cellulari e aveva ragione di farlo, per cui rettifico quanto ho scritto quel giorno.

Le api non erano esposte alle onde emesse da un “cellulare” ma da un cordless.
Inoltre ho scritto che “le api se ne allontanavano senza fare ritorno” e non è esatto: le api ne venivano allontanate e una percentuale di esse non riusciva a fare ritorno.

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