Il manifesto che vedete a sinistra sta scatenando un putiferio in seno ai Sel, Sinistra ecologia e libertà. L’idea di commemorare Jobs unendo nella mela il logo dei SEL è venuta alla Federazione romana che ha tappezzato ieri i muri della Capitale, con il messaggio di cordoglio 7 giorni dopo la morte di Steve Jobs (qui l’analisi di Polisblog)
E così ha scritto ieri sulla sua pagina Fb:
Il genio di Steve Jobs ha cambiato in modo radicale, con le sue invenzioni, il rapporto tra tecnologia e vita quotidiana. Tuttavia fare del simbolo della sua azienda multinazionale - per noi che ci battiamo per il software libero - un’icona della sinistra, mi pare frutto di un abbaglio. Penso che il manifesto della federazione romana di SEL, al netto del cordoglio per la scomparsa di un protagonista del nostro tempo, sia davvero un incidente di percorso. Incidente tanto più increscioso in quanto proprio in questi giorni nella mia regione stiamo per approvare una legge che, favorendo lo sviluppo e l’utilizzo del software libero segna in modo netto la nostra scelta.
Che la Apple fosse più trendy che eco-friendly lo avevamo capito e lo scrivevamo qui. Ora a leggere la storia scritta da Michele Filannino su Melablog c’è da riflettere.
In poche parole: Michele proprietario di un MacBook Pro con problemi al monitor viene consigliato dall’assistenza della Apple di acquistare un computer nuovo piuttosto che sostituire il pezzo danneggiato per 700 euro. Ebbene Michele è tignoso e non si accontenta di questa risposta, va fino in fondo e con poco più di 200 euro sistema il suo MacBook.
Ricordiamo alla Apple che i RAEE sono rifiuti a tutti gli effetti e che è meglio riciclare. Inoltre non è sensato chiedere ai clienti di buttare un computer ancora funzionante quando con una giusta spesa lo si può riparare.
Foto | Flickr
Sull’utilità di questo fantastico prodotto di Apple ormai nessuno ha più dubbi. Il prezzo, però, ancora spaventa qualcuno: centinaia di dollari sono veramente tanti per qualunque gadget elettronico, anche per il più figo…
Soluzione: l’iPad a 35 dollari. Esiste ed è pure fotovoltaico, nel senso che ha la ricarica solare (ma è opzionale) e lo faranno a breve in India: è stato progettato dai ricercatori dell’Indian Institute of Technology e dall’Indian Institute of Science per dare un pc agli studenti meno abbienti e colmare il digital divide. Ovviamente non sarà Apple ma un tarocco.
Fa piacere, però, che gli ingegneri indiani nel “prendere spunto” dal prodotto di Apple abbiano anche avuto un occhio di riguardo per l’ambiente pensando alla ricarica solare. Opzione tutt’altro che inutile in un posto come l’India dove, nei villaggi, avere l’energia elettrica è tutt’altro che scontato.
Via | Fotovoltaico Blog
Video | Youtube

La Wintek è un’azienda che produce componenti per Apple e Nokia, già sanzionata nel 2009 per l’impiego di N-esano, una sostanza tossica usata al posto del comune alcool per pulire gli schermi di diverse componenti, tra cui quelle destinate ad iPhone e iPod.
Ad agosto 2009 la sede Wintek di Suzhou è passata agli onori della cronaca per l’intossicazione di 49 dipendenti, uno dei quali è morto tre giorni fa, dopo aver preso parte allo sciopero dei dipendenti dello scorso gennaio contro l’uso della sostanza nociva, che continuava ad essere impiegata nonostante la sanzione.
I dirigenti, nonostante abbiano ammesso l’esposizione di qualche dipendente all’N-esano, ritengono che lo sciopero sia avvenuto per protesta contro i salari ed i bonus produzione, non per l’esposizione alla sostanza nociva. Un articolo di China Daily di gennaio, invece, riporta la morte di altri 4 dipendenti intossicati, mentre per la direzione di Wintek sono morti per difetti congeniti.
via | boingboing
Per la decima volta Greenpeace rilascia la sua Guida all’Elettronica, per promuovere un mercato dell’elettronica più sostenibile; rilasciata per la prima volta nel mese di agosto 2006 questa guida fa una classifica dei leader nei mercati della telefonia mobile, dei computer, delle TV e console, in base alle loro politiche e pratiche in materia di sostanze chimiche, riciclaggio ed energia.
Nonostante gli abbondanti tentativi di lifting agli occhi dei consumatori, la maggior parte delle aziende di elettronica non hanno ancora messo in atto i cambiamenti necessari per ridurre significativamente le emissioni.
Le compagnie Americane Motorola, Microsoft, Dell, e Apple sono le peggiori, senza piani per ridurre il riscaldamento globale da inquinamento e senza obiettivi o scadenze per la riduzione delle emissioni di CO2. Dopo il continua trovate un utile web-tool messo a disposizione da Greenpeace per confrontare le 10 classifiche stilate nelle guide rilasciate dal 2006 ad oggi.
Continua a leggere: GreenPeace rilascia la decima Guida Elettronica
Una custodia con un piccolo pannello solare permetterà di ricaricare il vostro IPhone, che mi dicono (si, io non l’ho comprato!) abbia una batteria che non duri molto (ci credo visto tutto quello che c’è sopra!). La batteria si ricarica in 10 ore in modo completo, o in 3 ore per avere una funzionalità minima. Quindi o si tiene il telefono lì dentro per una ricarica continua (se lo tenete in bella vista), oppure lasciate la custodia al sole per ricaricarsi. Poi ci si mette dentro l’IPhone che così si collega alla batteria per avere extra energia per funzionare, ma energia pulita dal sole. Pare, dai commenti che ho letto su internet, che funzioni anche per l’IPod ovvero per tutti gli aggeggi Apple che hanno quel tipo di attacco alla corrente e di dimensioni sufficienti per entrare nella custodia.
Via | Ecogeek

Dopo le varie bocciature collezionate da Apple (qui e qui) per il suo scarso impegno ambientalista Steve Jobs corre ai ripari e presenta l’11 luglio l’iPhone con un packaging a base di amido di patate (speriamo non OGM!). La notizia ce la rivela Melablog e un nostro lettore Paolo Campanelli. L’ imballo, che custodirà il prezioso oggetto di culto di casa Apple, è totalmente biodegradabile, fino al vassoietto che lo sorregge, fatto di amido di patate o tapioca.
La notizia è riportata da Bright, dove si dice che, Hans Arentsen - CEO della olandese PaperFoam - ha confermato che Apple avrebbe ordinato milioni di imballi paperfoam per il suo nuovo iPhone 3G.
In seguito alle numerose critiche di Greenpeace, Steve Jobs decide di mantenere le promesse: la Apple ha annunciato che smaltirà gratuitamente i nostri vecchi telefonini, facendosene carico al 100% e rispettando tutte le norme di legge.
L’iniziativa è valida solo negli Usa, ma bisogna rendere merito all’azienda di Cupertino che ha stabilito di non far distinzione di modello, marca e stato di conservazione. Sarà sufficiente che l’utente, dopo aver compilato questo modulo, si rechi nel più vicino ufficio postale e invii tutto a carico della Apple.
Nel 2008 Steve Jobs ha messo in campo diverse iniziative a favore dell’ambiente. Sarà sufficiente la riduzione degli imballaggi del Macbook Air per far stare tranquilli gli attivisti di Greenpeace? Ad ogni modo quest’iniziativa è una soluzione per rimediare (in parte) al problema del bromo nell’Iphone: se la Apple la diffonderà abbastanza smaltendo diverse tonnellate di cellulari, potrebbe facilmente esser co-finanziata da altri partner, visto il buon ritorno d’immagine, tutto a favore dell’ambiente.
Via | Melablog

New York sarà la prima città degli Stati Uniti ad imporre il riciclo dei componenti elettronici ai propri cittadini: la rivoluzionaria legislazione è stata approvata oggi dal New York City Council (l’equivalente del nostro Consiglio comunale) e permetterà il recupero di circa 25000 tonnellate di rifiuti elettronici raccolti annualmente nella grande mela e nel territorio circostante. A livello continentale è la prima città (ed il primo stato) che affronta il crescente problema dei rifiuti tecnologici.
La spinta al consumismo e la tecnologia in continua crescita “obbligano” al ricambio molto più spesso di quanto avveniva in passato, per questo l’esempio newyorkese si dimostra un modello per tutte le giurisdizioni degli altri stati. In particolare la legge, promossa da 47 membri del consiglio, impone ai costruttori di computer, ipod e mp3 di assumersi la responsabilità per i prodotti una volta che i consumatori vorranno disfarsene. Le aziende, in cambio, saranno incentivate a produrre con materiali meno tossici e più facili da riciclare. Il tutto avviene sotto l’egida del Dipartimento della Sanità, cui spetterà l’onere di approvare i piani di recupero delle aziende.
Gli abitanti di New York potranno liberare le soffitte e smaltire TV ed accessori elettronici senza immettere nelle discariche ulteriori quantitativi di piombo, cadmio, mercurio ed altri metalli pesanti tossici: senza il sotterramento in discarica o la combustione l’industria del comparto elettronico potrà riciclare le parti più pregiate dei pezzi reimmettendole nel ciclo produttivo e smaltire correttamente il resto.
Continua a leggere: A New York sarà obbligatorio riciclare componenti elettronici

Leggo su melablog che una casa giapponese, la Bird Electron, ha trovato un modo originale per riutilizzare la confezione in cui Apple vende i suoi iPod Nano 3G.
L’idea è di trasformare la confezione di plastica in una piccola coppia di altoparlanti per il nuovo iPod. Per €13, si può acquistare il kit completo per la realizzazione degli speaker portatili, ovviamente completi di ingresso audio.
Continua a leggere: Riutilizzare la confezione dell'iPod Nano come speaker: il kit Bird Electron