Alla fine, dopo dieci anni di diatribe, la centrale solare Archimede di Priolo è stata inaugurata, in pompa magna. E’ una buona notizia per l’ambiente, perché la tecnologia del solare termodinamico a concentrazione è molto interessante, pur non essendo perfetta. Di sicuro è stato scelto il periodo migliore per l’inaugurazione: col caldo torrido che fa in questi giorni in Sicilia, la nuova centrale farà subito il boom di MW.
Ma anche no. Nel senso che l’impianto inaugurato ha una potenza di 4,96 MW: quanto due pale eoliche neanche troppo grosse. Si tratta, infatti, della versione ridotta (al Minambiente la chiamano sperimentale) del progetto originario che prevedeva 50 MW di potenza. Ma, si sa, in tempi di crisi economica bisogna accontentarsi ed è già grasso che cola che un’azienda semipubblica come Enel alla fine sia riuscita a far partire l’impianto.
E, dopo anni di attesa, poco importa se sia partito con sei mesi di ritardo rispetto a quanto promesso dal commissario dell’Enea (che ha fatto il progetto ai tempi della presidenza Rubbia), Giovanni Lelli, a fine novembre: l’anno scorso Lelli promise di inaugurare l’impianto a gennaio 2010, specificando i fini sperimentali

Alla fine anche Enel ha deciso di entrare in Desertec, il mega progetto internazionale di produzione di energia rinnovabile nel deserto africano. Insieme all’italiana Enel aderiscono anche l’azienda francese Saint Gobain, l’americana First Solar, la spagnola Red Electrica, la marocchina Nareva. Così ha commentato l’ingresso di Enel Green Power il suo presidente, Francesco Starace:
Sosterremo fortemente l’iniziativa insieme ai nostri partner, potendo apportare la nostra expertise nel settore geotermico, la nostra capacita’ nel settore eolico nonche’ il nostro impegno nello sviluppo di nuove tecnologie sia nel fotovoltaico, sia nel solare termodinamico, in particolare con Archimede
In realtà il grosso dell’apporto di Enel verrà dal solare termodinamico a concentrazione, cioè dal progetto Archimede. Desertec, infatti, pur essendo un’iniziativa da 400 miliardi di euro di investimenti in 40 anni, in realtà si concentrerà su tecnologia a basso costo: più che fotovoltaico molto termodinamico, sfruttato su grande scala.
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Mentre ci raccontate le vostre esperienze in merito al “Conto Energia” fotovoltaico, la Conferenza Unificata Stato Regioni ha approvato il decreto ministeriale che, attuando l’art. 7 del Dlgs 387/2003, riconosce per 25 anni una tariffa incentivante per la generazione di energia elettrica da impianti solari termodinamici, ammettendo in Finanziaria un fondo di 20 milioni di euro.
Il passo successivo è il via libera del Consiglio dei Ministri, che dovranno deliberare per l’obiettivo di potenza nominale di circa 200 MW da installare entro il 2016. Per ora gli accordi sono tra il Ministero dell’Ambiente e le regioni di Puglia, Calabria, Lazio e Sardegna per la costruzione delle prime centrali basate sulla tecnologia del solare termodinamico.
Come conseguenza di qusta approvazione è stato “rispolverato” il “Progetto Archimede” ideato dal premio Nobel Carlo Rubbia, per la costruzione, presso la centrale Enel di Priolo Gargallo in provincia di Siracusa, di un impianto sperimentale, realizzato da Enel ed Enea, che utilizza il solare termodinamico integrandolo con un ciclo combinato di gas.
Se in Italia abbiamo l’Accademia di “Amici”, in India c’è l’”Accademia del mondo migliore” presso Taleti, vicino a Monte Abu, situato ad un’altezza di 1219 m sul livello del mare, nel Rajasthan, che fornisce mediamente 20.000 pasti al giorno a emissioni zero. Grazie alla più grande cucina solare del mondo costruita secondo la sapienza indiana e la tecnologia tedesca di Solare-Brueck.
Monte Abu nasce come luogo di culto shivaita divenendo in seguito, nell’ XI secolo luogo sacro ai jainisti che hanno come precetto l’Ahimsa, cioè il non recare danno a tutte le forme viventi; perciò oltre ad essere vegetariani di tipo vegano, spesso, tra i più devoti, vi sono coloro che muniti di piumino avanzano spazzando la strada davanti a sè per non calpestare, involontariamente, qualche insetto; o portano una garza davanti alla bocca, per non correre il rischio di ingerire ed uccidere i microorganismi presenti nell’aria. E dunque, quale migliore collocazione che un’accademia che ha alla sua base il rispetto per tutti gli esseri viventi?