
Partono stamattina presso la Fiera di Verona due manifestazioni internazionali, aperte fino al 9 maggio: Solarexpo, giunta alla sua decima edizione e dedicata alle energie rinnovabili e Greenbuilding, mostra e convegno internazionale sull’efficienza energetica e l’architettura sostenibile.
All’interno di Solarexpo, tra mobilità sostenibile e biomasse, tra celle a combustibile e fotovoltaico, segnalo il Job Center, ideato per mettere in contatto sul posto le aziende che offrono posizioni nel settore ed i candidati che cercano lavoro verde. Segnalo, inoltre, la pagina dei corsi di formazione dedicati a chi ha esperienza nel settore del solare termico o a consulenti ed imprenditori del settore energetico. Curioso ed interessante appare anche il corso di formazione “Sviluppo e analisi di un progetto minieolico”, il cui scopo è trasferire i fondamenti professionali per affrontare lo sviluppo di un progetto e indicare gli strumenti per valutare la fattibilità, la realizzazione, i costi, le tecnologie disponibili, la normativa vigente, l’autorizzazione e le sovvenzioni previste in virtù del decreto che conferma l’incentivo per il microeolico a 300 Euro/MWh.
Tra gli stand di Greenbuilding si parla invece di efficienza energetica nell’involucro edilizio (coibentatura, infissi, vetrate, legno, etc.) e di efficienza energetica negli impianti di riscaldamento e climatizzazione. Un’intera area della fiera è dedicata al verde nell’ambiente già costruito, ovvero a tecniche di greening urbano, a strutture di giardini pensili e tetti verdi. Per l’area “Sostenibilità del ciclo dell’acqua in edilizia” segnalo i topic dedicati al risparmio dell’acqua potabile e la sezione riservata al riciclo dell’acqua piovana e delle acque grigie.
Se per caso siete a Verona e andate a visitare Solarexpo o Greenbuilding, tornate su ecoblog a raccontarci cosa ve ne è parso.
E’ uscita di recente una una nuova guida turistica dell’editore John Wiley & Sons, intitolata “500 Luoghi da vedere prima che scompaiano”, che descrive in dettaglio quei posti del pianeta che sono maggiormente a rischio a causa dei cambiamenti climatici degli ultimi anni e che quindi potrebbe essere considerata anche una sorta di guida alla “conservazione” di quei posti.
L’autore, Arthur Frommer, fin ad oggi ha scritto un’impressionante quantità di guide per tutti i posti che ha visitato e nei quali ha mangiato, dall’Europa alle Americhe e alla Cina; recentemente però ha iniziato anche a preoccuparsi delle condizioni in cui versa l’ambiente e il pianeta e, spiegando le ragioni dietro questa sua ultima opera dal titolo alquanto allarmante, ha dichiarato: “La devastazione portata dai cambiamenti climatici e dall’interferenza diretta dell’uomo è cosa nota a tutti. Ma questo libro è un’accurata lista di tutte quelle destinazioni che i turisti eco-consapevoli potrebbero - se si sbrigano - voler visitare per un’ultima volta”.
In sintonia con il tono del titolo, nel libro i luoghi sono elencati per argomento, non per paese, quindi ci sono “Mari e fiumi”, “Dalle montagne alle praterie”, “Città e paesi, “Andar per rovine”, “Dove si è fatta la storia”, “Gioielli corrosi dell’architettura” e “Cultura usa e getta”. Quest’ultima categoria include per esempio quei tipici motel in via di disfacimento sparpagliati per gli Stati Uniti sud occidentali, anche se dubito che anche il più incallito eco-turista brami di visitare queste specie di Bagdad Cafè.
Continua a leggere: Editoria - 500 luoghi del mondo a rischio clima

Nasce a Genova il Museo dell’”Energia e dell’Ambiente Sostenibile” su una superficie di 3.500 mq, energicamente passivo al 90% e alimentato da un parco eolico per un idea nata da Urban Lab (la struttura tecnica del Comune di Genova a cui collabora Renzo Piano) in sinergia con lo studio di architettura 5+1AA.
Il progetto è voluto dal Comune di Genova per ottenere due obiettivi: divulgare la cultura dell’ambiente sostenibile ed essere parte attiva nel sistema delle iniziative industriali innovative.
E con l’avvio dei lavori sono previsti anche quattro interventi tematici per informare e promuovere sul territorio l’uso di edilizia eco-sostenibile, degli impianti solari e eolici, la raccolta differenziata e la mobilità sostenibile.
Via | Pianetaverde
Una casa che rispetta i principi della bioarchitettura, fatta di legno, prefabbricata, da tirare su in poche ore. E’ una delle belle novità che si possono trovare visitando Ecos R.E.M 2008 Fiere del Grappa a Mussolente, in provincia di Vicenza, fino al 14 aprile. Nella struttura coperta di via Pavane, oltre 100 rappresentanti del settore della bio-edilizia ma anche della tecnologia green, con le ultime novità e proposte.
Tra le diverse aziende presenti c’è chi espone pannelli solari e fotovoltaici per uno sviluppo sostenibile e rivolto al risparmio, c’è invece chi con i pannelli solari ha creato veri propri giocattoli che si azionano con l’energia luminosa; altra novità è il sistema bancario adottato in Germania e portato in Italia per concedere mutui a tasso fisso che può incrementare l’interesse dei giovani per l’acquisto e ristrutturazione della loro casa.
Di fatto ci sono tutte le ultime novità e soluzioni anche per quanto riguarda gli impianti di riscaldamento e climatizzazione, l’idraulica, l’insonorizzazione, l’isolamento termico, i sistemi fotovoltaici e quelli antifurto.
R.E.M, Ecos e Ramoter aprono al pubblico:
Sabato 12 aprile dalle 15 alle 23
Domenica 13 aprile dalle 10 alle 22
Lunedì 14 aprile dalle 19 alle 23
Foto | Matteo Stradiotto
Se vi sentite un essere umano della specie “homo-ecologicus” vi consiglio Parigi. E’ proprio lì che gli esseri della nuova specie si riuniscono fino al 13 aprile per poter ballare nell’unica discoteca al mondo che alimenta il proprio impianto elettrico, luci comprese, grazie all’energia del vostro ballo ( e a quello degli altri danzatori). Si chiama “green dance-floor” ed è la chicca presente al Salone del “Pianeta Sostenibile” al Paris Expo – Porte de Versailles – Hall 4.
La discoteca verde, in realtà, fa parte di un progetto più ampio, The Sustainable Dance Club (SDC) che troverà sede a Rotterdam e che emetterà il 50% in meno di C02 nell’atmosfera.
Intanto se dopo aver caricato la discoteca della vostra energia, ve ne sarà rimasta un pochino, la potrete usare per visitare il salone
Lo slogan di “Planete Durable” è : “bio è bello e il consumo etico è iper chic “. E gli espositori, condotti da questo leit-motive, danno il meglio di sè; dalla bio-architettura, al turismo, alla moda, alle banche etiche, alla distribuzione, trasporti, agli enti pubblici alle ONG ( a cui sarà devoluto 1 € del prezzo del biglietto), tutti con un unico comune denominatore: riciclare, risparmiare, produrre eco-compatibile.
Masdar City è un progetto arabo che, in soli 8 anni, prevede di costruire abitazioni per 50mila persone e 1.500 uffici nei dintorni di Abu Dhabi. Il nuovo quartiere sarà rifornito di energia principalmente dal sole, che azionerà anche un impianto di desalinizzazione per ottenere acqua potabile, riducendone il fabbisogno al 60% di un analogo quartiere.
Il condizionamento degli edifici sarà effettuato sfruttando le (tradizionali) torri a vento e l’architettura riprenderà tempi locali. La viabilità locale sarà effettuata in cabine a levitazione magnetica. Il progetto costerà 22 miliardi di dollari e si prevede di ricavare una parte della somma necessaria monetizzando la riduzione delle emissioni.
Via | Masdar initiative
La Sitaf (Società Italiana Traforo Autostradale del Frejus) vorrebbe mitigare l’impatto visivo e ambientale della autostrada A32 e bandisce un concorso di idee dal titolo “fuori dal tunnel“. Scopo del concorso è individuare soluzioni che consentano una mitigazione degli elementi visivi, ambientali ed estetici del tratto finale dell’A32 Torino - Bardonecchia, al fine di migliorarne l’inserimento nel contesto paesaggistico e naturale.
L’integrazione delle infrastrutture con il territorio e’ un’ottima cosa. Farlo fare con un concorso, ovvero offrendo 50.000 euro (35 + 10 + 5) in premi per acquisire la proprietà di tutti i progetti partecipanti, mi sembra uno sfruttamento sottopagato della genialità dei neolaureati, che hanno la voglia di pagare 50 euro per avere l’onore di partecipare e tempo da dedicare ai concorsi (non credo che uno studio di architettura o di ingegneria rischierebbe per quelle cifre).
Continua a leggere: Mitigazioni di impatto limitate all'estetica?
All’interno del Solar Decathlon, un concorso tra college e università americane per la realizzazione della miglior casa sotto il profilo di design ed efficienza energetica alimentata ad energia solare, c’è stato chi ha ben pensato di riprodurre i benefici effetti del verde pensile anche nelle pareti dell’edificio stesso.
I living wall non sono altro che vere e proprie pareti vegetali che crescono su un substrato solitamente inorganico.
Non galleggiano liberamente come una barca, ma possono assecondare un innalzamento del livello delle acque staccandosi dal suolo.
Le case anfibie sorgono vicino ad un corso d’acqua. Le loro fondamenta sono una schiuma di calcestruzzo, leggera e resistente. La casa è costruita di legno leggero. Quando il livello dell’acqua sale, anche la casa sale, sorretta dalla spinta di Archimede e vincolata da piloni.
Nelle case anfibie, i sottoservizi (luce, gas, acqua potabile, fogne, telefono,… ) sono portati all’interno da tubi flessibili e possono così adattarsi facilmente e immediatamente al nuovo livello dell’abitazione.

Un Boeing 747, smontato e adeguatamente riassemblato, e’ diventato un posto a disposizione degli studenti dell’università di Wahsington per giocare o per studiare.
La fusoliera e’ stata posizionata sul fianco di una collina, cablata (ormai Internet arriva ovunque), dotata di illuminazione, maxischermi, sedili rotanti e reclinabili.
Autore della trasformazione e’ lo studio di architettura Lot-Ek che nel 2005 aveva preso le fusoliere di altri due Boeing (un 727 e un 737) e ne aveva ricavato una futuristica biblioteca ora attiva a New Jalisco, in Messico.
A parte fare da scenografia cinematografica nei cimiteri per aerei, i velivoli dismessi hanno poche possibilità di essere riciclati a meno di essere fusi o riutilizzati per altri aeroplani.