In Liguria e Piemonte sono state allertate Protezione Civile con Ispra, Vigili del fuoco e tecnici dell’Arpa. E’ stato predisposto, dopo l’incidente nucleare alla centrale di Marcoule il monitoraggio ambientale. In sostanza se saranno emesse radiazioni lo si saprà nelle prossime 24-48h e nel mentre i tecnici eseguono continue rilevazioni sui valori dell’aria e del suolo.
Scrive Arpa Piemonte alle 16,26 sul suo sito:
A seguito delle notizie provenienti dalla Francia circa un’esplosione presso un deposito di scorie radioattive nell’impianto nucleare di Marcoule (sud della Francia), si informa che Arpa Piemonte segue costantemente l’evolversi della situazione con i suoi sistemi di monitoraggio. In particolare è attiva, come di consueto, la rete di allarme gamma, dotata di 29 stazioni di misura distribuite su tutto il territorio regionale che monitorano costantemente, in tempo reale, la radiazione gamma. Particolare attenzione è dedicata alle stazioni di monitoraggio di Bobbio Pellice, Cesana Torinese e Bardonecchia. Accanto a questo tipo di misure, sono effettuate anche analisi a elevata sensibilità del particolato atmosferico (spettrometria gamma e conteggio alfa e beta) che, per l’occasione, sono state opportunamente incrementate per aumentare il livelli di sensibilità. Un ulteriore approfondimento verrà realizzato con l’effettuazione di un radiosondaggio per mezzo del lancio di un pallone sonda fino alla quota di 30.000 m.Al momento non sono state osservate anomalie radiometriche. Seguiranno aggiornamenti con l’evolversi della situazione.
Intanto sono impegnati nel monitoraggio anche i ricercatori del CRIIRAD, organismo indipendente francese che ha una sua base a Avignone. Nel comunicato stampa pubblicato sul loro sito si legge:
Questo lunedì 12 settembre alle 14,15 ora locale non è stata rilevata alcuna contaminazione dalla base gestita dal CRIIRAD.
Al quartiere Tamburi di Taranto i valori di benzo(a)pirene, idrocarburo policiclico aromatico (Ipa) ritenuto dannoso per la salute umana, sono pari al triplo della soglia prevista dalla legge.
Lo dice l’Arpa, che ha comunicato alla Provincia di Taranto i dati dei primi cinque mesi del 2010: a fronte di una soglia di 1 nanogrammo per metro cubo nello sfortunato quartiere che ospita l’acciaieria Ilva si registrano 3 nanogrammi.
Il benzo(a)pirene, tra le altre cose, è solo una delle infinite sostanze chimiche nocive (l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, IARC, lo classifica come “probabile cancerogeno per l’uomo”) presenti nell’aria tarantina.
Un mix di diossina, Ipa, polveri sottili, e altri inquinanti che stanno rendendo impossibile la vita ai residenti del quartiere Tamburi che, adesso, iniziano anche a fare le prime denunce: in 110, infatti, hanno messo in mezzo l’avvocato contro le polveri che l’Ilva immette continuamente in atmosfera.
Per il momento i residenti hanno scelto una via legale “soft” ma astuta: essendo sempre difficile e lungo dimostrare in tribunale la correlazione tra inquinamento e problemi alla salute, in molti hanno denunciato la caduta del valore commerciale degli immobili. Al quartiere Tamburi di Taranto, una casa con vista acciaieria ormai non la vuole più nessuno…
Via | Altamarea, Uniti per la salute
Foto | Flickr
Il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, è indagato a Roma per corruzione in appalti pubblici. Tra le varie attività che, secondo gli investigatori, sarebbero state oggetto di tangenti c’è anche l’eolico sardo.
Tra gli indagati, per questo motivo, ci sono anche il numero uno il dell’Arpa della Sardegna Ignazio Farris e il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu.
Un paio di settimane fa i Carabinieri visitarono gli uffici della Regione Sardegna acquisendo tutte le carte inerenti i progetti di impianti eolici che, inchieste a parte, sono al centro di furiose polemiche nell’isola.
Nel mese di marzo, infatti, sull’onda delle critiche alle numerose richieste di autorizzazione per impianti off shore al largo delle coste sarde, il governatore Ugo Cappellacci diede vita a Sardegna energia Spa, società a capitale interamente pubblico con il compito di gestire i progetti degli impianti di produzione di energia, sia rinnovabile e tradizionale.
In quell’occasione, Cappellacci attirò sulla sua giunta feroci critiche da parte di quasi tuttele associazioni ambientaliste: Anest, Aper, Fiper, Greenpeace, Ises Italia, Itabia, Kyoto club e Legambiente.
Via | La7, Corriere della Sera, Il Messaggero, Ecoblog
Video | La7

Il Centro Termale di Torre Canne, vicino a Fasano, è stato chiuso a causa della presenza del batterio Pseudomonas aeruginosa, un batterio molto pericoloso e con elevata resistenza agli antibiotici, secondo alcune indiscrezioni trapelate durante le indagini per un caso mortale.
Il batterio è indice di cattiva sanificazione delle tubature degli edifici del centro termale, ma anche di scarsa igiene. Soprattutto, il batterio potrebbe essere la causa di una ventina di casi di broncopolmonite esplosi a Torre Canne, tra cui la morte di un’anziana signora.
Attualmente ci sono 6 indagati per la morte della signora, il Centro Termale è chiuso e si sta provvedendo alla sostituzione di tutte le apparecchiature, mentre indagano sulla presenza e sulla diffusione del batterio l’Asl, l’Arpa ed i Nas.
Foto | Flickr

Non sembra esserci pace per il territorio del Sulcis, in Sardegna, martoriato dalle conseguenze di un’industrializzazione poco rispettosa dell’ambiente e delle persone, che tiene in scacco la collettività, visto il numero di posti di lavoro che garantisce.
L’ultima notizia è quella di un misterioso ruscello rosso e oleoso che attraversa da qualche giorno la spiaggetta di Corongiuali, frazione di Matzaccara, nel Comune di San Giovanni Suergiu. Un mistero che resterà tale per almeno una settimana, in attesa che il Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri e i tecnici dell’Arpa Sardegna rivelino quali sostanze chimiche e biologiche contenga.
Sono stati già eseguiti diversi campionamenti, con prelievi d’acqua, fango e sedimenti, anche se l’attenzione si concentra soprattutto sulla palude da cui sembra provenire il fiumiciattolo. Non sono state ancora avanzate ipotesi certe, ma non si esclude che le forti piogge a cavallo di Pasqua abbiano provocato il dilavamento di materiali trascinati a riva.
Continua a leggere: Sardegna: fiume rosso e oleoso invade una spiaggia del Sulcis

Mai come oggi mi risuona nelle orecchie il motivetto di Caparezza Vieni a ballare in Puglia e mai come oggi penso alla promozione turistica, al tanto parlare di voler moltiplicare gli impianti di rinnovabili in questa terra baciata dal sole per gran parte dell’anno, agli impianti eolici che fanno business ma le cui pale son ferme nonostante i venti che attraversano il territorio, mai come ora penso che si parli tanto e si mostri il meglio per coprire il peggio.
La regione Puglia è la regione italiana che inquina più di tutte, alla faccia delle leggi, dei turisti e degli abitanti. Sono stati da poco presentati i dati dell’ARPA Puglia sulla qualità dell’aria, basati sui dati Ines del 2006 che analizzano le emissioni nell’atmosfera. Di seguito la lista che conferisce alla Puglia il premio polmone nero per emissioni nell’aria, dove la Puglia è prima in Italia per:

Stamattina a Ciampino si è sfiorato l’incidente grave. Un aereo di Ryanair per un problema tecnico ha sobbalzato in fase di atterraggio e si è fermato a pochi metri da una strada di grande comunicazione, la Via dei Laghi(le foto che vedete sono state fatte dalla strada). Subito sono intervenuti Vigili del Fuoco e Ambulanze ma non ci sono state conseguenze gravi.
L’incidente però si inserisce nella più generale preoccupazione dei cittadini delle vicine città di Marino e Ciampino e del X Municipio di Roma, che da tempo lottano contro l’aeroporto e la sua poca compatibilità ambientale e “urbana” (ovvero il difficile inserimento nel contesto urbano in condizioni di poca sicurezza). L’aeroporto è fuori legge (secondo i dati dell’Arpa Lazio) per quanto riguarda i limiti di rumore, e le case si trovano a soli 150 metri dalle piste o proprio sotto le rotte, provocando gravi disagi per la popolazione.
Continua a leggere: Aeroporto di Ciampino: incidente mancato e proteste dei cittadini
Inaugura domani “quattro passi nel fiume“, la mostra organizzata dall’APPA sul paesaggio del fiume Sarca a Riva del Garda, provincia di Trento. Cercando info sulla mostra ho avuto un piacevolissimo scambio epistolare con il Dott. Jacopo Mantoan, dell’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente di Trento.
Dottore, di che cosa parla questa mostra?
La mostra in questione ha lo scopo principale di valorizzare il fiume Sarca ed il paesaggio ad esso circostante; un paesaggio incantevole che cambia fisionomia ben tre volte fino ad arrivare al paesaggio tipicamente mediterraneo del lago di Garda, di cui il Sarca è il principale immissario. Per far capire al visitatore le varie caratteristiche del fiume abbiamo dotato la nostra mostra di diversi “exhibit” che promettono di poter sperimentare in modo assolutamente nuovo ed interattivo i vari segmenti del fiume.
Leggo che ci sarà una doccia acustica. Mi può spiegare di che cosa si tratta?
La doccia acustica propone nello specifico di far sperimentare il paesaggio delle sorgenti immergendo il visitatore in un’esperienza sonora, compiuta ascoltando i rumori generati dai movimenti che percorrono quella parte del territorio(ghiacciaio, ruscello, una frana). La possibilità proposta viene dall’ascolto di alcuni tubi che ricordano la forma di una doccia.
Che cosa sono “il movimento cristallizzato, il sommelier d’acqua, l’intervista al fiume”?
Il sommelier d’acqua sono dei tavoli di assaggio delle acque che propongono un’esperienza sulle qualità organolettiche di alcuni tipi di acque dell’aria del Sarca. Per quanto riguarda gli altri dovreste venire all’inaugurazione per scoprire di cosa si tratta :)
Giro l’invito ai nostri lettori trentini, ricordando che Quattro passi nel fiume sarà aperta fino al 31 ottobre 2008.