Augusta, ore 17:00 di domenica 18 luglio 2010: fuoco, fumo e odori nauseabondi provenienti dalla raffineria mettono in allarme la popolazione del triangolo industriale siracusano. Un territorio avvelenato del quale ci eravamo occupati recentemente parlando degli effetti dell’inquinamento sulla salute umana.
Questa volta, però, a far paura è l’ennesimo incidente e il conseguente “fuori servizio” alla raffineria. Un incidente documentato, anche con foto e riprese, da un cittadino che è noto nel triangolo per essere una spina nel fianco dell’industria petrolifera: Salvo Maccarrone, da anni, tiene l’archivio audio-video degli incidenti alla Esso, alla Erg-Isab in tutti gli altri impianti del petrolchimico. Dal suo sito riportiamo, oltre al video, la cronistoria dell’incidente:

La “strana riconversione” della centrale termoelettrica Enel di Rossano, in Calabria, non convince il Ministero dell’Ambiente: la conferenza di servizi di un paio di giorni fa è stata infatti rinviata. Il motivo è semplicissimo: manca ancora la Valutazione d’impatto ambientale (Via).
Enel, tuttavia, vuole stringere i tempi e durante l’incontro ha esposto ugualmente il progetto, compresa la questione del “policombustibile”: carbone, gas naturale, biomassa e solare termodinamico per alimentare la stessa centrale.
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Ennesimo grido di allarme degli ambientalisti riguardo alle pesantissime conseguenze dell’inquinamento sulla salute degli abitanti del famigerato triangolo della morte siracusano, che ha per vertici i tre comuni di Augusta, Priolo e Melilli.
Questa volta sono le associazioni AugustAmbiente e Decontaminazione Sicilia a snocciolare i numeri: nei capelli e nel latte materno degli abitanti del triangolo industriale, che ospita raffinerie, centrali elettriche, inceneritori e un impianto di gassificazione del tar, le quantità di metalli pesanti sono allarmanti.
Giacinto Franco, vicepresidente di AugustAmbiente, e Luigi Solarino, presidente di Decontaminazione Sicilia, hanno commissionato uno studio i cui risultati sono stati girati al ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al governatore siciliano, Raffaele Lombardo, agli assessori regionali all’Ambiente e alla Sanità, al presidente della provincia di Siracusa e ai sindaci dei comuni di Siracusa, Augusta, Priolo, Melilli, Floridia e Solarino.
Favola Industriale Blues è il racconto di 60 anni di vita nel polo petrolchimico più grande d’Europa, quello compreso nel triangolo avvelenato di Priolo-Melilli-Augusta, in provincia di Siracusa.
Alessio Di Modica, autore ed attore di Favola Industriale Blues, accompagnato dal sassofonista Gaetano Santoro (attualmente in forze alla Roy Paci & Aretuska Band), narra la nascita del petrolchimico su un sito archeologico e sismico e la conseguente devastazione ambientale del territorio.
Ma ciò che più conta oggi, a sessant’anni di distanza dalla posa della prima pietra del petrolchimico, è la devastazione culturale del luogo causata da una trasformazione forzata di una economia agricola e di pesca in una industriale.
Dopo il sequestro della discarica abusiva a Trieste, tocca ora a Siracusa. La Guardia di Finanza ha sequestrato a Fontane Bianche una delle zone balneari più belle della Sicilia, una maxi discarica abusiva di oltre 20mila metri quadri nella quale sono stati depositati rifiuti di orni sorta, anche pericolosi.
Risale, invece al 13 maggio scorso, il sequestro di un’area di 115mila mq., in zona archeologica del castello Eurialo, usata come sversatoio per rifiuti speciali. Arrestati i tre proprietari, mentre altri sette siti nella città di Cassibile tra cui rientra anche la zona di Fontane Bianche sono stati sequestrati poiché erano stati accatastati sacchetti dell’immondizia e rifiuti vari.
Le zone poste sotto sequestro si trovano in aree particolarmente importanti dal punto di vista ambientale e paesaggistico e già strette nella morsa di Priolo e Augusta dove sorgono i siti industriali per la lavorazione del petrolio. Dunque all’inquinamento provocato dalle industrie si aggiunge quello dei rifiuti.
Già lo scorso anno la polizia sequestrò una discarica piena di lastre di Eternit, materiale di risulta, vetri, di circa 60mila metri quadri, nel quartiere “Mazzarrona”, zona di interesse archeologico per le “mura Dioniagiane” risalenti al tiranno Dionisio I.
Via| AdnKronos
Foto | Courtesy Sebastiano Pirtuzzello