Ne avevamo parlato qualche mese fa di Kofi Annan fondatore del Global Humanitarian Forum che ha lanciato la campagna Tck tck tck,, cioè il ticchettio dell’orologio che segna il tempo che passa dall’apertura dei lavori del vertice di Copenaghen dove si discuterà di cambiamenti climatici.
L’appuntamento è seguito anche da altre associazioni e tra queste la Oxfam, partner appunto della Tck Tck Tck e il video che ha prodotto (lo vedete su) è effettivamente un po’ inquietante.
L’invito è quello di sensibilizzare sia le persone comuni al problema dei cambiamenti climatici, sia di pressare i politici che saranno dal 7 dicembre a Copenaghen a prendere di comune accordo le risoluzioni necessarie per l’abbattimento delle emissioni di C02, presunta causa del riscaldamento globale. Dunque, se avete testimonianze dirette dell’impatto dei cambiamenti climatici sulla vostra vita potete raccontarli a Kofi Annan attraverso Oxfam.
Di studi sugli effetti dei cambiamenti climatici ne abbiamo commentato diverse volte, però ve n’è uno abbastanza particolare (recentemente pubblicato) che mi ha particolarmente incuriosito. A presentarlo qualche giorno fa al meeting della American Economics Association, tenutosi a San Francisco è Benjamin Olken, noto economista del Massachusetts Institute of Technology di Boston.
Secondo quanto riferito dall’esperto il PIL dei Paesi in via di sviluppo sarà particolarmente vulnerabile al riscaldamento globale. Nel particolare è stato sottolineato come ogni volta che la temperatura aumenterà di un grado, si riscontrerà nei suddetti Paesi un 1% di PIL in meno. Lo studio da questo punto di vista non sembra particolarmente originale, anche perché è da tempo che gli esperti del clima vanno dicendo come a subire maggiormente gli effetti dei cambiamenti climatici saranno sopratutto i Paesi meno sviluppati.
La particolarità dello studio sta comunque sul fatto che viene indicato come questi effetti in realtà stiano già accadendo con una certa frequenza e intensità. Emerge infatti che nei paesi poveri, in cui le temperature sono aumentate di un grado, il PIL sia già calato dell’1% negli anni.
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