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Tutti gli articoli con tag avifauna

Chernobyl: le nuove vittime delle radiazioni nucleari sono gli uccelli

pubblicato da alessandra

Le radiazioni, nel medio/lungo periodo, apporterebbero danni allo sviluppo cerebrale negli animali. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato nei giorni scorsi sulla rivista il Plos One dai ricercatori dell’Università del Sud Carolina e dell’Università di Parigi Sud: su oltre il 90% dei 550 volatili appartenenti a 48 specie diverse osservati nell’area di Chernobyl è stata riscontrata una massa cerebrale inferiore del 5% rispetto ai loro simili “residenti” in aree non contaminate. L’eco del disastro, dunque e nonostante il tempo già trascorso, non accenna a dirardarsi.

Più in dettaglio, la ricerca mostra che le radiazioni possono avere effetti significativi sul normale sviluppo del cervello riflettendosi non solo sulle sue dimensioni, più ridotte, ma anche - potenzialmente - sulle stesse abilità cognitive creando negli anni problemi alla sopravvivenza delle specie. Pur non riscontrandosi alcuna abberrazione significativa - la massa corporale e le dimensioni dei volatili, infatti, rimarrebbero sostanzialmente invariate - fa riflettere la constatazione che a risentire maggiormente di questo “effetto” sarebbero soprattutto gli uccelli con meno di un anno di età. La conclusione, a detta degli esperti è semplice:

Il fatto che le dimensioni del cervello siano inferiori negli animali dall’età di un anno rispetto agli individui più anziani implica che ci sia stata una selezione direzionale

Il limitato sviluppo cerebrale, quindi, sarebbe da ricercarsi nello stress ossidativo: tanto più un cervello è grande, infatti, tanto più richiede grosse quantità di ossigeno per svolgere le normali funzioni finalizzate alla sintesi dei neurotrasmettirori e alla protezione dai composti tossici. Ma in un contesto altamente ostile come Chernobyl, in cui l’entità delle radiazione aumentano lo stress ossidativo, tutto questo diventa estremamente più complicato: meglio “economizzare” dunque. A che prezzo?

Via | plos one
Foto | Flickr

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Sparisce la vitamina B1 nel Mar Baltico, in pericolo l'ecosistema

pubblicato da Luca

La carenza di vitamina B1 sta uccidendo diverse specie nel Mar Baltico. Foto di paolofefe - Photography Is MemoryNel Mar Baltico un numero impressionante di uccelli soffre di una malattia che provoca la paralisi e quindi la morte. Il tutto è riconducibile ad una carenza di vitamina B1, la tiamina. La presenza di questa vitamina è riscontrabile in alimenti di origine vegetale ed animale e la carenza provoca dismetabolie fino ad arrivare ad alterazioni del sistema nervoso nelle forme croniche.

Nell’avifauna, uno studio svedese evidenzia che da tale carenza ne risultano compromesse anche le covate (alcune femmine hanno smesso di ovideporre) e tutta una serie di modelli comportamentali che vanno da una minore aggressività a minori grida nel gabbiano reale. Il fenomeno riguarderebbe tutto il Mar Baltico ed in particolare l’Islanda. In realtà il suddetto studio pone un problema più grave.

La tiamina non c’è più da diversi anni infatti studi del 1999 di altri autori confermerebbero questa fenomeno con ripercussioni nella riproduzione dei pesci. Nuovi studi verranno eseguiti per tentare di capire come sia stato possibile una tale riduzione di fonti di tiamina e le cause ad esse associate. Il ciclo della vitamina B1 sembra essersi rotto e bisogna scoprire al più presto in che anello si è verificata una perdita.

Via | Physorg.com
Foto | paolofefe - Photography Is Memory

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La turbina eolica non pericolosa per gli uccelli

pubblicato da Simone Muscas

avvoltoi mortiUno dei problemi del settore eolico è senza dubbio quello della pericolosità che gli aerogeneratori hanno sugli uccelli. A tal proposito mi sembra interessante riportare una notizia relativa alla messa a punto di una nuova tecnologia utilissima in questo senso. Un team di ricercatori spagnoli del CSIC ha infatti progettato un dispositivo da applicare sulle pale eoliche in grado di individuare la presenza di uccelli e la loro traiettoria di volo.

Attraverso questo sistema ne verrebbe limitato il passaggio nell’area prossima a quella di un parco eolico. Il dispositivo in questione dispone di una telecamera e sarebbe stato in grado di rilevare la presenza di uccelli già ad una distanza di 750 metri dagli aerogeneratori.

Una volta avvistato l’animale verrebbe quindi attivato un sistema di sicurezza che bloccherebbe istantaneamente le pale nel caso in cui vadano ad una velocità di tre giri al minuto, mentre impiegherebbe circa 67 secondi qualora si muovano a 14 giri al minuto.

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Le pale eoliche uccidono i pipistrelli

pubblicato da Luca

Pipistrelli muoiono per colpa delle pale eoliche. Foto Lee CarsonQualche giorno fa abbiamo chiesto ai nostri lettori le opinioni sull’estetica degli aerogeneratori. Nei commenti non è giustamente venuta fuori una tematica molto cara agli ambientalisti (specialmente a quelli last minute) ovvero l’impatto con l’avifauna. Recenti studi della University of Calgary in Canada hanno evidenziato che le pale arrecano maggiori danni ed in numero più elevato ai pipistrelli rispetto agli uccelli. Il problema risiederebbe non solo nell’impatto con i mulini ma, per metà dei casi, la morte di questi piccoli mammiferi avviene a seguito del barotrauma.

Detto fenomeno avviene più frequentemente nei pipistrelli a causa della maggiore sensibilità rispetto agli uccelli, cosa che, assieme a bassi tassi riproduttivi, aumentano il rischio di estinzione dei primi. In particolare, le specie maggiormente soggette alle morti da pale eoliche sono migranti che si posano sugli alberi e svolgono un’importante azione di contenimento degli insetti (inclusi diversi parassiti e patogeni). L’unica soluzione possibile sarebbe quella di spegnere gli aerogeneratori durante le migrazioni, visto che tra l’altro i pipistrelli sono maggiormente attivi quando c’è meno vento.

Via | University of Calgari
Foto | Lee Carson

Breve guida al birdgardening

pubblicato da Luca

Guida al birdgardening Foto di Max xxPochi giorni fa abbiamo fatto una breve premessa al birdgardening, oggi approfondiremo un po’ il discorso considerando quali sono gli accorgimenti in grado di rendere più ospitale il nostro giardino.

Due sono le regole d’oro per un perfetto giardino per gli uccelli: tranquillità e piante adatte.Per tranquillità intendiamo sia la possibilità di non arrecare disturbo volontario o involontario, sia la mancanza di predatori.

Ogni specie ha le sue abitudini alimentari e, ad esempio, il trifoglio produce una granella ideale per passeriformi quali il verzellino o il fringuello; merli e capinere preferiscono piccole bacche come quelle dell’edera.

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Birdgardening: il giardino per gli uccelli

pubblicato da Luca

Giardini per uccelli. Foto di minuk Recentemente in Inghilterra la Royal Society for the Protection of Birds ha proposto alla popolazione di ricreare nel proprio giardino le condizioni ideali per la vita della piccola avifauna.

La RSPB, un’associazione paragonabile alla nostra LIPU, denuncia da tempo una riduzione degli spazi vitali dei piccoli uccelli tale da renderne difficile la sopravvivenza.
Da qui la richiesta di intervenire per rendere maggiormente ospitale il proprio giardino e, grazie al progetto Homes for Wildlife, si sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica in tal senso.

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L'eolico minaccia l'Appennino?

pubblicato da lumachina

turbina eolica e sormo di uccelliDalle comunicazioni che ci arrivano in redazione sembra che i Verdi abbiano qualche dubbio sull’ecologicità dei campi eolici.

Da una parte fanno un convegno in cui dicono di allearsi con i mulini a vento, dall’altra i verdieuropa si scagliano contro le amministrazioni locali che firmano contratti con ditte che installano turbine e si dicono sconcertati se i verdi, invece di bloccare gli industriali, si alleano con loro, arrivando fino a chiedere una moratoria sull’eolico in Italia.

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