Ecco che ci risiamo con il tormentone delle Bandiere Blu, assegnate alle spiagge e alle acque d’Italia dalla Fondazione per l’Educazione Ambientale in collaborazione con il Consorzio nazionale batterie esauste. Quest’anno sono state assegnate 227 bandiere blu, ben 12 in più dell’anno scorso. Dopo il caso della bandiera blu di Marsala, si spera che quest’anno le 227 bandiere indichino sul serio le spiagge più pulite.
Per ottenere le Bandiere Blu i Comuni devono iscriversi alla competizione con una specie di autocertificazione sui requisiti relativi alla pulizia delle spiagge e delle acque e ai servizi offerti. Gli aspetti che vengono presi in considerazione per l’assegnazione delle bandiere non sono tutti legati alla qualità della spiaggia così come la può intendere il bagnante: si prendono in esame la qualità delle acque, la qualità della costa, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale e si analizzano anche gli approdi secondo criteri di qualità, presenza dei servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale e reperibilità delle informazioni.
Trovate di seguito la lista delle bandiere blu assegnate quest’anno - presa dal quotidiano LaStampa: se manca all’appello la vostra spiaggia preferita chiedetevi perchè e se tra quelle della lista ne trovate qualcuna che tutto vi sembra tranne che meritevole di bandiera, siamo qui pronti ad accogliere lamentele e campanelli d’allarme, affinchè la bandiera blu possa diventare un reale segno indicativo dello stato delle coste e non una gara tormentone per le amministrazioni comunali desiderose di attrarre turisti.
PIEMONTE (1): Cannero Riviera
FRIULI VENEZIA GIULIA (2): Grado; Lignano Sabbiadoro
VENETO (6): Caorle, San Michele al Tagliamento-Bibione, Eraclea-Eraclea mare, Jesolo, Cavallino Treporti, Venezia-Lido di Venezia
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Sono 104 le spiagge italiane che meritano il bollino blu. Otto in più rispetto allo scorso anno, ovvero ben 215 spiagge e 56 approdi turistici, che sono circa il 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Ma non tutti sono d’accordo con questi criteri di valutazione e con le procedure che la FEE (Foundation for Environmental Education - ONG con sede in Danimarca) segue per assegnare il bollino. Ecoblog già lo scorso anno aveva avanzato dei sospetti su come era gestita la procedura di assegnazione dei bollini ai comuni, che lo ricordo, auto-propongono la candidatura.
Legambiente attraverso un intervista fatta a Sebastiano Venneri, ( parte 1 e parte 2 ) responsabile delle Golette Verdi, denuncia che i criteri di analisi e autovalutazione non corrispondo alla realtà: in sostanza, secondo Legambiente, i bollini blu sarebbero una bufala.
Intanto, quest’anno secondo i criteri adottati dalla FEE, il primato di regione più attenta alle acque blu, come nel 2007, spetta alla Toscana, con 15 bandiere - tra cui spiccano Rosignano Marittimo, Follonica e tre località in provincia di Pisa - a pari merito con le Marche, che vede premiate anche Senigallia, Numana e Grottammare. Poco indietro la Liguria, con 14 località, tra cui Bordighera, Chiavari, Lerici e otto litorali in provincia di Savona. Sorpresa per la Campania con 11 località certificate a zero rischio ambientale, due in più rispetto allo scorso anno, tra cui Massa Lubrense, in provincia di Napoli; Pisciotta, Positano, Agropoli, Ascea e Sapri in provincia di Salerno. La vicenda rifiuti, dunque, non ha influito sulla qualità delle acque balneabili. Curiosamente la Sardegna ne porta a casa solo due. Il che fa riflettere.
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Il settore turistico italiano si trova in piena crescita qualitativa e a dimostrarlo è il primato raggiunto durante questi ultimi mesi nei confronti del turismo ambientale europeo. Il Comitato italiano Ecolabel-Ecoaudit informa infatti che “aumentano le richieste di certificazione e aumentano le strutture che ottengono il marchio europeo di qualità ecologica Ecolabel, istituito dall’Unione Europea per identificare i prodotti e i servizi più rispettosi dell’ambiente”. Quest’anno tra maggio e giugno si sono aggiunti 2 campeggi toscani, 17 strutture ricettive in provincia di Trento, una in Sardegna e una in Puglia per raggiungere, dal 2004, il numero di 51 totali.
Un fiore all’occhiello per il turismo che vede il nord Italia in testa con il 69% delle licenze emesse, 24% al centro e solo 7% al sud dove però si stanno registrando significativi aumenti. Al primo posto delle regioni italiane troviamo il Trentino Alto Adige con ben 19 strutture ricettive certificate. “Questi risultati – dice Gianni Silvestrini, Presidente della sezione Ecolabel dell’organismo competente italiano - indicano che la strada della valorizzazione ambientale delle strutture turistiche garantita dalla certificazione europea Ecolabel rappresenta, e rappresenterà sempre di più in futuro, un importante fattore competitivo”.
La FEE (Foundation for Environmental Education), ha assegnato 96 bandiere blu a spiagge e porti italiani. Siamo in miglioramento sulle 90 dello scorso anno.
Le bandiere blu si ottengono per candidatura spontanea dei comuni interessati, che devono autodichiarare di aver raggiunto alcuni obbiettivi di sostenibilità ambientale: piste ciclabili, depurazione delle acque, arredo urbano, attenzioni per i diversamente abili, gestione dei rifiuti, ecc. (Non a caso molti comuni del Sud sono stati penalizzati per la gestione dei rifiuti e facevano parte del comitato organizzatore anche Cobat e Coou, i Consorzi obbligatori per la raccolta delle batterie e degli oli esausti).
Sul sito di Repubblica i lettori sono allibiti: secondo molti di loro le località premiate non meritavano la bandiera.