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Tutti gli articoli con tag bangladesh

Cambiamenti climatici: dopo l'Africa anche il Bangladesh batte cassa

pubblicato da Simone Muscas

Dollari americaniDopo le richieste di indennizzo da parte dell’Africa per i danni ambientali legati ai cambiamenti climatici questa è la volta di un altro Stato in via di sviluppo. Si tratta del Bangladesh (altra nazione ad alto rischio per quel che riguarda le conseguenze del riscaldamento globale), la quale recentemente ha fatto richiesta di dieci miliardi di dollari (6,7 miliardi di euro) per i prossimi quattro anni in modo da poter affrontare condizioni climatiche estreme quali siccità, inondazioni ed uragani.

L’allarme e la relativa richiesta di denaro sono stati lanciati dal Ministro dell’Ambiente del Bangladesh, Hasan Mahmud, che sottolinea come il suo Paese si trovi nella imbarazzante condizione di dover rispondere in prima linea per colpe non commesse. Stiamo pagando, sottolinea Hasan, il prezzo delle emissioni di gas serra dei Paesi industrializzati senza la minima responsabilità.

Il governo del Bangladesh, al momento, ha presentato una richiesta dal valore indicativo di cinque miliardi di dollari (3,4 miliardi di euro) la quale dovrà essere discussa al prossimo vertice del clima in dicembre a Copenaghen. Questa cifra, fa notare il Ministro, è comunque insufficiente in quanto dobbiamo reperire risorse economiche che nei prossimi quattro anni ci permettano di raggiungere almeno il doppio delle risorse economiche; in questo modo potremo meglio fronteggiare gli effetti che inevitabilmente nei prossimi decenni subiremo.

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Dhaka, Manila e Jakarta, le tre città asiatiche più colpite dai cambiamenti climatici

pubblicato da missunderstanding

jakarta

Tra le metropoli asiatiche che saranno più colpite dai cambiamenti climatici ci sono ai primi posti Dhaka, Manila e Jakarta, secondo il rapporto del WWF che ha analizzato le 11 città più grandi dell’Asia . Abitare in una di queste tre città dal 2050 circa in poi non sarà per niente divertente, e tanto meno sicuro.

In termini di vulnerabilità ai cambiamenti climatici Dhaka, in Bangladesh è la più a rischio: i suoi 13 milioni di abitanti dovrebbero iniziare a preoccuparsi dell’aumento dei livelli dei mari, dell’aumento degli allagamenti e dell’incapacità della città ad adattarsi ai cambiamenti a causa dell’arretratezza.

Al secondo posto in termini di vulnerabilità c’è Jakarta, capitale dell’Indonesia, meno esposta alle intemperie rispetto a Dhaka, ma nelle stesse condizioni per quanto riguarda allagamenti e innalzamento dei mari. Le capacità di adattamento di Jakarta ai cambiamenti sono migliori, ma la capitale è maggiormente soggetta a stress socioeconomico dovuto ai cambiamenti climatici, con conseguenze che si ripercuotono sulla popolazione e sull’intera nazione.

Manila, la terza metropoli più esposta ai cambiamenti climatici soffre più o meno delle stesse negatività di Jakarta, ma ha la peggiore situazione per quanto riguarda innalzamentoi dei mari ed allagamenti. Le condizioni socio-economiche sono appena appena più moderate, e le sue condizioni di adattamento ai cambiamenti sono simili a quelle della capitale dell’Indonesia.

Foto | Flickr

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Il cambiamento climatico causerà nuovi flussi di migrazione

pubblicato da missunderstanding

migrazione ambientale

I cambiamenti climatici costringeranno milioni di persone a lasciare le proprie case a causa dell’innalzamento del livello delle acque, richiedendo così la gestione dei futuri flussi migratori e la disponibilità di nuovi fondi per far fronte alle prime emigrazioni ambientali.

Secondo la relazione presentata a Bonn durante l’incontro per il post-Kyoto, le migrazioni causate dai disastri ambientali possono diventare un fenomeno difficile da gestire, sia in termini di emergenza, che in termini di vastità dei flussi: la stima è di 200 milioni di migranti, a causa dei cambiamenti climatici e di conseguenti disastri ambientali, entro il 2050.

Tra le regioni più vulnerabili, indicate dallo studio, ci sono le isole Tuvalu e le Maldive che stanno scomparendo, le aree secche come il Sahel in Africa e alcune aree del Messico; il Bangladesh, il Vietnam e l’Egitto su cui si trovano i delta di fiumi a rischio.

via | reuters

Foto | Flickr

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Prima centrale a biomasse in Bangladesh

pubblicato da Gianluca Pezzi

rice_husks_bioenergyIn Bangladesh è stata inaugurata una piccola centrale elettrica a biomasse. Questa centrale, finanziata dal Rural Electrification and Renewable Energy Development Project e sponsorizzato dal Global Environmental Facility e della World Bank, produrrà l’energia elettrica destinata ad una cittadina, Kapashia, fino a ieri esclusa dalla rete elettrica.

L’aspetto interessante è che verranno usati per la sua alimentazione gli abbondanti scarti dell’agricoltura locale, lavorazione del riso in primis. Quindi, come per altri progetti simili, si tenta di recuperare il più possibile dall’agricoltura senza togliere i frutti del raccolto dai mercati.

In Italia, una centrale simile è quella della Riso Scotti per la cogenerazione di energia elettrica e vapore di Bivio Vela nei pressi di Pavia. Anche in questo caso vengono usate biomasse ricavate dagli scarti della lavorazione del riso e dagli scarti del mondo agricolo.

Via | Biopact.com

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137 milioni di persone bevono arsenico

pubblicato da lumachina

Bangladesh: la gente beve arsenico. foto ~PybIn 70 Paesi del mondo l’acqua “potabile” e’ contaminata da arsenico. L’allarme viene dalla conferenza annuale della Royal Geographical Society.

Peter Ravenscroft, dell’Università di Cambridge, studia da anni la qualità delle acque di falda in varie parti del mondo. Pare che il Bangladesh sia il Paese con il maggior rischio di avvelenamento da arsenico. La causa e’ in parte naturale: l’acqua di falda e’ ricca di arsenico per via delle condizioni anossiche che si verificano in profondità.
Fino a quando l’acqua dei fiumi era potabile, la gente non ha accusato problemi. Poi sono arrivati lo sviluppo, le fogne, le discariche e la carica batterica delle acque superficiali ha reso pericoloso il suo consumo. Molte organizzazioni umanitarie hanno iniziato a scavare pozzi, sottovalutando le caratteristiche geologiche del territorio che trivellavano.

Un secondo problema viene dall’alimentazione: il riso assorbe arsenico dalle acque con cui vengono irrigati i campi, e lo fa anche, sfortunatamente, dieci volte più efficientemente degli altri cereali.

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