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Tutti gli articoli con tag barbabietole

Brevettata l'Ecoplastica dalle barbabietole da zucchero

pubblicato da PiccoloSocrate

La bioplastica dalla barbietola!

Minervpha è il nome della plastica prodotta dalle barbabietole da zucchero brevettata presso il Vincotte, l’Ente certificatore internazionale con sede in Belgio. Il primo biopolimero ha ottenuto la certificazione “Ok Biodegradabile Water” che dimostra la completa biodegrabilità in acqua e a temperatura ambiente della bioplastica: l’annuncio è stato dato dalla Cooperativa Produttori Bieticoli (Co.Pro.B.) e Bio on, un’azienda impegnata nelle biotecnologie, impegnate nella brevettazione partita nel 2007.

Le barbabietole, finora utilizzate per produrre zucchero ed in qualche caso energia elettrica, contengono il Pha (sigla dell’impronunciabile polihydroxyalkanoato) alla base della plastica biodegradabile: in particolare è indicato per produrre oggetti sia rigidi che flessibili, quindi potrà sostituire prodotti inquinanti derivati del petrolio, come PET, PP o PVC.
Raffinando il processo, sicuramente sarà possibile produrre su larga scala bottiglie, packaging per il settore alimentare, componenti delle auto ed elettronica.

Via | LaStampa.it

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Barbabietole e diserbanti: un affare Monsanto

pubblicato da lumachina

barbabietole da zucchero. USDA photo by Peggy Greb.Gli USA hanno autorizzato la coltivazione di barbabietole da zucchero geneticamente modificate. La modifica rende le piante (della Monsanto) capaci di resistere al Roundup, il famoso diserbante della Monsanto.

Le piante erano già state ingegnerizzate da anni, ma se ne era ritardata la coltivazione per pressioni delle case produttrici di zucchero statunitensi, che avevano paura di perdere clienti se si fosse sparsa la voce che lo zucchero proveniva da coltivazioni transgeniche. Ora i tempi sono cambiati e anche la “schizzinosa” Europa ha dato il suo benestare alle importazioni (con il parere favorevole dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma).

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Via libera Ue al mais transgenico

pubblicato da silvia

Mais Herculex Rw entra in Europa. Si tratta del mais transgenico 59122 che potrà essere commercializzato secondo quanto deciso ieri dalla Commissione Ue che ha dato il via libera anche alla barbabietola da zucchero gm (H7-1) e ad altri due mais ibridi biotech (il 1507xnk603 e il 603xmon810).

Le voci del disaccordo subito si sono fatte sentire, agli ambientalisti agli agricoltori. Legambiente parla di una “decisione gravissima” e invoca il principio di precauzione: “Vengono autorizzati oggi, ad uso alimentare e mangimistico, alimenti di cui non si conoscono ancora i rischi per la salute umana e animale. Mentre è chiaro il pericolo di contaminazione che le colture geneticamente modificate rappresentano per la biodiversità. Chiediamo al governo italiano d’impegnarsi alla testa di una maggioranza che parli forte e chiaro, rispecchiando il volere dei cittadini italiani ed europei”. Per la Confederazione Italiana Agricoltori la decisione della Commissione “non ha un carattere democratico e che non tiene conto delle indicazioni che vengono da istituzioni importanti come il Parlamento europeo. Misure del genere vanno contro le aspettative dei consumatori europei che più volte si sono espressi contro le colture transgeniche”.
Sempre in tema di Ogm si è ieri pronunciata anche l’Aiab, ma su una notizia diversa da quella del via libera europeo. L’Associazione ha espresso solidarietà alla famiglia di Valmir Motta, il contadino brasiliano ucciso dalla milizia della multinazionale biotech Syngenta, durante un’azione di protesta contro le coltivazioni Ogm in Brasile.

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Ogm, la parola al popolo

pubblicato da silvia

Mais E’ partita lo scorso 15 settembre la consultazione popolare organizzata dalla Coalizione “ItaliaEuropa - Liberi da Ogm” allo scopo di raccogliere voti in un referendum propositivo contro gli ogm a tutela del sistema agricolo italiano. L’obiettivo è ottenere 3 milioni di voti in 2 mesi, fino al prossimo 15 novembre.

Alla coalizione, nata lo scorso luglio, aderiscono diversi soggetti (Acli, Adoc, Adusbef, Aiab, Alpa, Assocap, Cia, Cic, Citta del vino, Cna, Codacons, Coldiretti, Confartigianato, Coop, Copagri, Federconsumatori, Focsiv, Fondazione Diritti Genetici, Greenpeace, Legambiente, Libera, Res Tipica, Slow Food Italia, Vas, Wwf) tutti uniti per un no deciso al biotech.

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Lo zucchero senza sussidi diventa amaro

pubblicato da lumachina

zucchero di canna Rispondo all’appello del contadino e di Piano B e parlo di agricoltura. L’Europa ha finalmente abolito i sussidi ai suoi produttori di zucchero bianco. L’ho letto stamattina nelle pagine di economia della bbc e ne ho trovato conferma nelle pagine dell’Unione Europea.

Il provvedimento, che entrerà in vigore il prossimo luglio, impedirà che il prezzo dello zucchero prodotto dagli europei sia artificialmente più alto di quello prodotto nel resto del mondo. Il prezzo dello zucchero sarà abbassato del 36% in 4 anni. A prima vista sembra una ottima notizia, dovrebbe finalmente aiutare i Paesi in via di sviluppo ad entrare nel mercato, in pratica a perderci saranno anche alcune ex-colonie europee che beneficiavano dei sussidi.
La discussione sullo zucchero sta diventando molto amara per Paesi come le Isole Mauritius, Barbados e Fiji.

Questa decisione avrà effetti positivi sull’ambiente perché prevede di compensare le perdite (ingiusti guadagni) agli agricoltori che perderanno i sussidi a patto che essi rispettino standard ambientali e di gestione del territorio. Farà uscire dal mercato le produzioni marginali, quelle che riuscivano a sostenersi solo grazie ai sussidi pubblici, e le aiuterà a trasformarsi secondo criteri che sposano le leggi di mercato, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale.
La legge resterà in vigore fino al 2015, ottima cosa, visto che permette una pianificazione a lungo termine delle attività agricole.

Io, nel frattempo, continuo con il mio zucchero di canna bio.

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