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Tutti gli articoli con tag barriere coralline

Vivaio per coralli

pubblicato da Marina

Vivaio per coralli Per preservare i coralli corno di cervo dall’estinzione e per sostenerne, al contrario la ripopolazione, l’organizzazione TNC - The Nature Conservancy ha installato 14 vivai sottomarini.

Le nursery sono state poste a qualche metro sotto le acque oceaniche tra la Florida e le Isole Vergini e l’obiettivo è andare a ripiantare i coralli ottenuti nel reef delle barriere coralline. Il progetto è nato dalla collaborazione con la Nova Southeastern University, la Coral Restoration Foundation e la Florida Fish et la Wildlife Conservation Commission.

Vivaio per coralli
Vivaio per coralli Vivaio per coralli Vivaio per coralli

Via | MaxiSciences
Foto | Crédit : Liz Larson /Nova Southeastern University

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Barriera corallina: l'uomo distrugge, il pesce chirurgo salva

pubblicato da AlterEco

barriera corallina

Le barriere coralline, minacciate dall’acidificazione degli oceani, da cicloni e predatori, sono sempre più a rischio estinzione. Eppure, nel Pacifico meridionale, per l’esattezza nell’isola di Moorea, nella Polinesia francese, i biologi marini dell’Università della California hanno notato un ottimo stato di conservazione dei coralli in alcune aree.

Dalle ricerche condotte hanno scoperto che il motivo della buona salute delle barriere coralline in questi fondali è da attribuirsi alla protezione dei pesci chirurgo e dei pesci pappagallo che si nutrono di macroalghe, godendo delle barriere come nursery per i pesci appena nati.

Certo non basta a salvare le barriere coralline, perché i benefici sono circoscritti ad alcune aree nella stessa Moorea ma è interessante notare che i pesci non hanno dimenticato quello che l’uomo finge di non sapere da secoli: se si ottengono dei vantaggi da un altro essere vivente, bisogna ricambiare il favore garantendogli protezione.

Via | University of California Santa Barbara; PLoS ONE
Foto | Flickr

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Il Cimitero dei Coralli

pubblicato da missunderstanding

cimitero coralli

Il Cimitero dei Coralli è una campagna pubblicitaria che mira a salvare la barriera corallina del Mar Rosso, a partire dall’elenco delle barriere coralline distrutte, rappresentate dalle lapidi galleggianti.

Settantacinque lapidi galleggianti nel mare, ognuna con il nome della barriera distrutta, sono lo spettacolo che i turisti della spiaggia Nord del Mar Rosso si sono trovati di fronte. La campagna è diretta a loro, perché prendano coscienza del patrimonio che hanno sotto le pinne e contribuiscano a non fare altri morti.

La barriera corallina del Mar Rosso viene distrutta a velocità impressionante e il 70% è ormai morto, senza che né l’opinione pubblica né i turisti se ne rendano conto. L’israeliano Green Party e l’agenzia DraftFcb mostrano al mondo quanti sono stati i morti, sperando che i vivi salvino i vivi.

via | scaryideas

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Le creme solari distruggono la barriera corallina

pubblicato da Marina

Creme solari dannose per la barriera corallina Le creme solari, quelle che usiamo per proteggere la pelle dalle radiazioni solari, una volta entrate in contatto con l’acqua di mare e discioltesi causano danni irreparabili, fino alla morte, alle barriere coralline. Ad essere sotto accusa sono le creme con filtri chimici mentre sono assolte quelle con filtri fisici quali titanio e caolino.

La scoperta è italiana e proviene dal Dipartimento di Scienze del Mare dell’Università Politecnica delle Marche diretto dal professore Roberto Danovaro i cui risultati delle sue ricerche sono stati pubblicati su Nature News e National Geographic.

Spiega Danovaro:

I danni sono provocati esclusivamente da creme solari con filtri chimici. Non hanno lo stesso effetto i prodotti ottenuti con filtri fisici. La ricerca è partita dalla osservazione dello sbiancamento delle barriere. Si è arrivati alla conclusione che il fenomeno consegue, oltre che all’aumento della temperatura globale, dell’inquinamento e ai raggi ultravioletti, anche all’esposizione a una dose anche minima di creme solari contenenti filtri chimici. Anzi, l’effetto è decisivo, e non dipende dal tempo o dalla consistenza quantitativa di esposizione. Tali filtri infatti scatenano agenti virali latenti, e la conseguente infezione: s’innesca dunque un effetto a catena che può danneggiare seriamente l’esosistema delle barriere. Come fare? Semplice, adottare le creme solari a filtri fisici, come il titanio, il caolino… insomma quelli più usati per la protezione totale della pelle dei bambini. Il rischio è grande. La soluzione è a portata di mano.

Dopo il salto l’aggiornamento richiesto sulle sostanze contenute nelle creme solari e responsabili della distruzione delle barriere coralline.

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Caraibi: spariscono i grandi predatori, a rischio i banchi corallini

pubblicato da Orangeskies


I grandi pesci predatori degli scogli caraibici – come la cernia Nassau, i Barracuda dai denti affilati e gli squali giganti – sono completamente scomparsi, in molte zone, a causa dell’eccessiva quantità di esemplari pescati.

Lo dice un nuovo studio, secondo cui il problema è più grave nei paesi più popolosi dei Caraibi, dove i pescatori hanno completamente ripulito le scogliere dai grandi predatori.

Qui, i predatori più piccoli si sono già impadroniti dei rifugi lasciati liberi da quelli più grandi, mandando nel caos le barriere coralline.

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Le barriere coralline scompaiono più velocemente delle foreste

pubblicato da Roberto Bosio

foto di corallo Le barriere coralline stanno scomparendo ad una velocità doppia rispetto alle foreste pluviali tropicali. Lo dicono John Bruno ed Elizabeth Selig della University of North Carolina. I due ricercatori hanno completato il primo studio globale sulle barriere coralline della regione indopacifica, confrontando i dati di 6.000 studi che monitoravano 2.600 barriere coralline tra il 1968 ed il 2004.

In questa zona, in cui sono presenti il 75% delle barriere coralline del mondo, i due studiosi hanno scoperto che la superficie coperta dal corallo sta diminuendo dell’1% all’anno tra il 1968 ed il 2004. Per fare un paragone, le foreste pluviali tropicali stanno scomparendo ad un tasso dello 0,4% l’anno tra il 1990 ed il 1997.

La barriera corallina non dovrebbe comunque rappresentare la prima vittima del riscaldamento globale. Basta guardare ai cambiamenti climatici estremi che è riuscita a superare negli ultimi 220 milioni di anni. Una capacità di adattamento che è stata osservata anche da Andrew Baker e dai suoi colleghi della Columbia University. Lungo la costa di Panama, l’acqua più calda ha causato lo sbiancamento dei coralli che hanno formato una relazione simbiotica con le alghe conosciute con il nome di clade C, ma non di quelli che hanno legato le loro forze con un altro tipo di alga, la clade D, che può tollerare temperature più elevate.

Per cui, come consiglia lo stesso Baker, per salvaguardare il futuro delle barriere coralline ci vuole più ricerca, che “potrebbe includere degli esperimenti in cui tentare di inoculare alghe simbiotiche resistenti al calore nelle più grandi e antiche colonie di coralli”, unita a uno sforzo internazionale per affrontare il riscaldamento globale, e a politiche locali - come la riduzione dei metodi di pesca nocivi e dell’erosione - di mantenimento dei coralli nel breve periodo. 

Via | New Scientist (1), New Scientist (2)
Foto | Flickr

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Barriere coralline a rischio per l'acidità delle acqua

pubblicato da PiccoloSocrate

Coral Reef

Spettacoli della natura creati con il passare del tempo, i coralli sono tanto colorati quanto a rischio d’estinzione per l’acidità delle acque: questo è quanto emerge dalla Dichiarazione di Honululu della settimana scorsa. Dopo il problema del riscladamento terrestre i delicatissimi ecosistemi delle barriere coralline, già ampiamente devastati dall’uomo, stanno morendo perchè cambiano le caratteristiche del loro habitat naturale.

La composizione dell’acqua degli oceani sta cambiando troppo velocemente a causa dell’eccessivo diossido di carbonio presente nell’atmosfera e i coralli, sentinelle dell’ecosistema sono i primi ad avvertirci del problema. Negli ultimi due secoli gli oceani hanno inghiottito qualcosa come 525 mila miliardi di tonnellate di carbonio, che combinate con l’aumento delle temperature hanno comportato seri cambiamenti per l’acqua.

L’acidità corrode le formazioni di coralli e ne pregiudica l’esistenza. L’obiettivo di lungo periodo per salvaguardarli è quindi stabilizzare le emissioni e ridurle costantemente mentre nel breve/brevissimo trovare e alimentare i coralli più resistenti per permetterne la sopravvivenza.

Le barriere coralline sono da preservare non solo per i loro “abitanti”: non dimentichiamoci che svolgono un servizio di protezione costiera dalle onde e dalle tempeste, forniscono cibo, materie prime per i prodotti farmaceutici e considerevoli opportunità di lavoro per le popolazioni locali.

Via | Enn

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