
A luglio prende vita a New York l’ambizioso progetto New York City Bike share: 10mila biciclette per il bike sharing dislocate in 600 stazioni tra Manhattan e Brooklyn, con l’opzione di estendersi al Queens, Staten Island e Bronx.
A fronte di una cauzione di 1000 dollari i costi del servizio 24h su 24h e 7 giorni su 7 sono piuttosto contenuti se rapportati ai 2,25 dollari (1,70 euro) prezzo del biglietto di corsa singola della metropolitana o al prezzo medio di 4km in taxi di 12 dollari (9 euro): l’abbonamento annuale costa 95 dollari (72 euro), l’abbonamento settimanale costa 25 dollari (19 euro), 10 dollari la giornata (7 euro). Agli abbonati annuali la bici viene data gratuitamente per i primi 45 minuti mentre per gli abbonamenti settimanali sono previsti 30 minuti gratis. I 60 minuti supplementari costeranno 4 dollari, i 90 minuti 13 dollari e due ore supplementari 25 dollari.
Via | Bioaddict

Leggo dal puntuale 06Blog dell’incredibile polemica sorta intorno all’albero di Natale, finto e riciclabile, installato qualche giorno fa a Piazza Venezia: ai romani non è piaciuto. Per cui si sono sollevate un botto di proteste alimentate dall’opposizione che non ha dimostrato neanch’essa una vocazione ecologista. Nella foto sopra com’era e nella foto sotto com’è oggi.

Continua a leggere: Roma, non piace l'albero di Natale riciclabile: tolto da Piazza Venezia

Immaginate, nonostante la crisi economica, di ritrovarvi in tasca, ogni anno tra i 5mila e i 12mila euro in più. Immaginate come la vostra vita potrebbe cambiare. E il mezzo per avere tanti soldi in più è semplice: una bicicletta.
Non deve sembrare strano ma l’economia è plastica. Dunque ecco sorgere parcheggi e servizi orientati ai ciclisti in quelle comunità che hanno preferito l’uso della bicicletta all’automobile. Scrive Susan Piedmont-Palladino curatrice del National Building Museum di Washington:
Sbarazzarsi di una macchina per ritrovarsi in tasca ottomila dollari e sentirsi meglio. Se solo fosse così semplice! Non funziona in questo modo, naturalmente, perché nessuno di noi è una statistica. Ognuno di noi è impigliato nella proprie complesse circostanze e deve tener conto di ogni eccezione. Inoltre, non si può rimanere a casa una volta che si è rinunciato alla macchina, quindi il denaro risparmiato sarà usato per autobus, metropolitana, scooter, bicicletta, bike sharing, pattini, taxi, scarpe nuove e giubbotti.
Ci dice Susan che per quanto si possa spendere in trasporto alternativo all’automobile si risparmia sempre tantissimo: non ci sono certamente spese quali tasse, assicurazione, manutenzione e carburante. Spiega, che se pensiamo che il tempo sia denaro, allora dobbiamo anche pensare che lo spazio è denaro. Dunque considerare i nostri spostamenti non solo in termini di tempo ma anche di spazio. Ha senso allora restare imbottigliati nel traffico se poi dobbiamo fare pochi chilometri? Non è meglio camminare o pedalare per 10 minuti?
Ma la diffusione della bicicletta come mezzo di trasporto economico e sostenibile fatica a affermarsi perché di fatto le strade cittadine non sono sicure per i ciclisti. E gli amanti della bicicletta non sono ancora una potente lobby di consumatori.
Via | Grist Grazie a Fabio A. per la segnalazione su Fb.
Foto | NBM
New York punta a essere una delle metropoli green del Pianeta grazie alla lungimiranza ambientalista del suo sindaco Michael Bloomberg. E’ dal 2007 che il primo cittadino lavora al progetto PlaNYc- New York City Plan 2030 per ridurre le emissioni di CO2, inquinamento e rifiuti. A breve partiranno 132 nuove azioni che porteranno la Grande Mela sempre più vicina al suo obiettivo: ridurre del 30% le emissioni di CO2 entro il 2030. Dal 2007 a oggi le emissioni sono calate del 13% e dunque sembra davvero possibile raggiungere il traguardo.
La ricetta non è segreta e richiede coordinamento. Bloomberg punta a fonti rinnovabili: fotovoltaico sui tetti e minieolico, risparmio energetico e efficienza energetica degli edifici attraverso ristrutturazioni; per la mobilità la città sarà sempre più servita dal trasporto pubblico riducendo di fatto il trasporto privato per cui sarà potenziata la rete degli autobus che saranno elettrici. Dall’estate 2012 viene potenziato il servizio di bike sharing gestito da Alta Bycicle share che a prezzi interessanti (100 dollari l’abbonamento annuale) e gratis per i primi 45 minuti di spostamento conta di mettere in strada 10mila biciclette per 600 stazioni di interscambio.
Infine, per quanto riguarda la gestione dei rifiuti (dei 14milioni di tonnellate l’anno già la metà viene riciclato) Bloomberg punta ancora alla riduzione del 75% di quanto finisce in discarica convincendo i suoi cittadini sia a non sprecare, sia a riciclare e sia a acquistare prodotti a basso impatto ambientale e con packaging ridotto.
Via | Eco delle città
Foto | NYC Gov Green Nella foto a sinistra Birdie la mascotte del progetto e qui i suoi consigli per un life style ecologico.

A Vimercate sarà inaugurato il prossimo 3 ottobre un servizio di bike sharing con nove biciclette elettriche a pedalata assistita e ricaricate da pannelli fotovoltaici. Le stazioni disponibili per la ricarica sono tre: piazza Marconi, l’ospedale e il centro Torri bianche.
Il progetto Moving Better è stato voluto dalla Provincia di Monza e Brianza con il distretto Green & High Tech Monza e Brianza e il comune di Vimercate. Il servizio è sperimentale e si concluderà nel marzo del 2012 e si ottiene grazie a una delle 200 tessere magnetiche, con cauzione di 5 euro, da ritirare allo sportello Spazio città.
Dopo il periodo di test e in base al gradimento dei cittadini potrebbero aumentare il numero di biciclette disponibili così come delle stazioni di ricarica.
Via | MBNews, Distretto MB,
Foto | MBNews

Il Bike Sharing promosso amministrazioni cittadine di tutto il mondo è ovunque un successo, anche oltre le previsioni più rosee, ma ci sono un paio di clamorose eccezioni: Seattle e Melbourne. La responsabilità di questi fragorosi fallimenti sarebbe da individuare nelle leggi locali che impongono di indossare il casco anche quando si viaggia in bicicletta. L’esempio più clamoroso è quello della città australiana nella quale a fronte di 600 bici messe a disposizione l’utilizzo è fermo a 70 “viaggi” al giorno.
A Dublino, con 450 bici, si viaggia sulla cifra di 5000 utilizzi giornalieri. Una disastro simile si registra anche nella capitale dello Stato di Washington con la municipalità che sta cercando di metterci una pezza regalando 500 caschi agli utenti registrati al servizio e offrendo sconti per l’acquisto nei negozi locali per chi aderisce d’ora in avanti.
Il dubbio è amletico: la legislazione che regola la sicurezza dei trasporti, anche in bicicletta, va derogata se nel frattempo ci si è posti il nobile obiettivo di favorire una mobilità sostenibile? Il buonsenso suggerirebbe di sì sempre guardando alle statistiche del bike sharing di Dublino: con un milione di viaggi sulle bici messe a disposizione non è stato ancora registrato un singolo caso di incidente fra gli utilizzatori.
[Via | Grist]

Dal 16 al 22 settembre in Europa vige la Settimana della mobilità sostenibile. Nella pratica le amministrazioni organizzano o sostengono eventi per invogliare i cittadini a abbandonare le automobili in favore di mezzi di trasporto sostenibili: mezzi pubblici, biciclette e camminare a piedi.
Ma in questa annata decisamente complessa per l’economia la crisi sta già provvedendo a ridimensionare l’uso delle auto. Diciamoci la verità: oggi mantenere un automobile costa e tanto. Tra assicurazione, tasse, manutenzione e carburante se ne vanno via un bel po’ di euro ogni anno. Dunque meglio tagliare le spese e rinunciare alle vetture in più, ritornando al possesso di una sola auto per famiglia.
Strano vero? Eppure i dati emersi nel Quarto Osservatorio annuale Europcar su Mobilità e Mezzi di Trasporto rispetto alle valutazioni degli italiani sono chiare:
il 32% del campione intervistato, ritiene che il costo della propria macchina sia eccessivo (contro il 22% in Europa) e ben l’86% riconosce che mantenere un’auto costi molto (contro l’83% degli europei).
Continua a leggere: Settimana europea della mobilità sostenibile: ma la crisi fa usare meno l'auto

Bike Sharing con bici a pedalata assistita (le cosiddette bici elettriche) e alimentazione con pannelli fotovoltaici. Il progetto pilota è stato approvato ed entro il 2012 a Padova ci saranno tre pensiline dotate di pannelli che ricaricheranno le batterie di 15 biciclette elettriche messe a disposizione dei cittadini attraverso il servizio di Bike Sharing. Il finanziamento è arrivato dalla Regione Veneto ed è teso a favorire la realizzazione di interventi in favore della mobilità sostenibile.
Le tre pensiline dovrebbe essere collocate in piazzale Boschetti, Prato della Valle e al Parco delle Energie Rinnovabili Fenice, sull’isola di Terranegra per quella che diventerà una dorsale integrata nel circuito delle piste ciclabili del comune di Padova. La Scuola Italia Design e MaTech del Parco Scientifico e Tecnologico Galileo si occuperanno della progettazione garantendo la massima armonia con il contesto urbano.
Il Bike Sharing elettrico è un passo avanti rispetto ai tanti interventi in questa direzione che hanno preso piede nelle principali città italiane riscuotendo uno straordinario successo nonostante lo scetticismo di molti. Le bici elettriche potranno percorrere fino a 60 km con una velocità massima di 25 km/h rendendo le due ruote elettriche un’esperienza priva delle appaganti fatiche di una sana pedalata andando incontro anche alle esigenze degli anziani e dei più pigri. L’obiettivo del progetto padovano è quello di costituire un modello d’eccellenza, un esempio, da diffondere sul territorio italiano.

C’è sempre più voglia di bicicletta nel nostro paese. Ecologica, sana, economica la scelta di affidarsi alla mobilità a due ruote (ma senza motore) si diffonde anche nelle grandi città e tanti aspettano che le amministrazioni locali investano in questa direzione, non solo con qualche isolata pista ciclabile, per avvicinare il nostro paese al modello di altri partner europei. I servizi di bike sharing, un successo indiscusso a Torino, Bologna e persino a Milano sono progetti sui quali Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente chiede un impegno rinnovato:
Il Bike Sharing è uno dei pochi punti di forza della mobilità sostenibile meneghina, ma siamo ancora a metà strada: Legambiente, che collabora ad una ricerca europea sul tema, da un voto positivo su quanto è stato avviato in centro e sul livello qualitativo del servizio, ma BikeMI risulta ancora sottodimensionato e monco nel confronto internazionale e se teniamo in considerazione le aspettative e le richieste dei cittadini.
Già, le aspettative dei cittadini, non si può ignorare la crescita esponenziale dei cittadini che scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto urbano, anche nei giorni feriali. Dal 2.9% della popolazione adulta del 2001 (dati Istat) siamo passati al 9%, quasi 5 milioni di persone. La ricerca di Legambiente e IRP Marketing evidenzia quanto ci sia ancora da fare per diffondere la “cultura” della bicicletta. Il 75% degli intervistati usa la bici in rare occasioni o mai e sorprende ancora di più il dato geografico con soltanto 1% di utilizzatori abituali del mezzo che risiedono nel Sud Italia e nelle Isole, questo nonostante il buonsenso suggerisca che le condizioni meteorologiche del Mezzogiorno dovrebbero rappresentare una spinta all’uso delle due ruote.
Continua a leggere: Muoversi in bici: cresce la voglia di mobilità a due ruote
Questa che vi vado a raccontare è la storia di un sogno che spero sinceramente si tramuti in realtà. Il sogno in questione, battezzato “Caserta Città Ciclabile” se si vuole non è neanche carissimo: 500mila euro per portare su Caserta 40km di nuove piste ciclabili, rastrelliere per il parcheggio delle bici e stazioni di scambio per il bike sharing (a sinistra un rendering).
Il progetto, è stato ideato dall’associazione Casertainbici- Fiab , presieduta da Alessandro Apperti, assieme al Comune di Caserta (l’ente oggi è commissariato e è intervenuto Antonio Ciontoli ex assessore alla Mobilità che ha sostenuto l’iniziativa) che vi parteciperà al 20%. Il tutto però è nelle mani del Ministero dell’Ambiente che ha a disposizione 14 milioni di euro da girare agli enti. Il bando scaduto lo scorso aprile, era nazionale e ovviamente vi hanno partecipato moltissimi comuni, ma da allora il silenzio è calato sui fondi.
Dunque ieri, per dare un segnale di vita almeno sui media, è stata organizzata la conferenza stampa che ha presentato il progetto: ho visto, che parallelamente alla Ztl ci potrebbero essere corsie riservate ai ciclisti; ho visto le stazioni di bike sharing per 50 biciclette a pedalata assistita accanto ai tre parcheggi principali della città, così da consentire a chi entra in città di posare l’auto e di prendere la bici; ho visto i parcheggi per 200 biciclette, rastrelliere comode, nei punti più necessari, incluso davanti la stazione Fs. Ma purtroppo i soldi sono nelle mani del Ministero che ancora non ha espresso la graduatoria di assegnazione.