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Tutti gli articoli con tag biodiversità

Specie invasive, entro il 2012 le nuove norme europee

pubblicato da Andrea Spinelli

Entro la fine dell’anno l’Unione Europea presenterà una nuova normativa relativamente all’annoso problema delle “specie invasive”, quegli animali o quelle piante provenienti da altri ambienti e che ogni anno, ha stimato l’Ue, provocano 12miliardi di euro di danni (da quelli sanitari a quelli economici) nel Vecchio Continente.

La minaccia della biodiversità e delle risorse naturali in Europa è un problema che nel corso degli anni si è effettivamente piuttosto accentuato; ne sono un esempio le nutrie, roditori originari del sudamerica introdotti in Europa i primi del ‘900 per “estirpare” la piaga dei ratti, si sono rivelate una cura peggiore del male (basta chiedere a qualunque agricoltore della pianura padana o persino ai pochi avventori del fiume Tevere) anche perchè danneggiano dighe, sistemi d’irrigazione ed irrompono in particolare nelle risaie.

Secondo indiscrezioni interne alla Commissione Ue che si occupa della materia

Il nostro scopo sara’ quello di colmare le lacune esistenti ed evitare contraddizioni a livello normativo

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La biodiversità minacciata dal cemento delle città in espansione

pubblicato da Andrea Spinelli

Stando a uno studio pubblicato dalla rivista statunitense Proceedings of the National Academy of Science la biodiversità è messa seriamente a repentaglio dalla rapida espansione urbana delle città prevista nei prossimi dieci anni.

E’ sempre il rapporto di amore ed odio tra l’uomo ed il cemento ad essere al centro di accesi dibattiti internazionali sul futuro del pianeta; anche in Italia, dove l’espansione edilizia degli ultimi 40 anni ha creato non pochi problemi, si sta sviluppando una sensibilità più acuta in materia: dal decreto salva suolo al dibattito che ne è scaturito (utile o inutile, applicabile o non applicabile) fino al Consiglio Nazionale dei Geologi, che ieri ha lanciato un chiaro allarme legato alla stagione piovosa, il dibattito pubblico su come dovrebbero svilupparsi le nostre città è diventato accesissimo ed estremamente interessante.

Lo studio americano prevede, da qui al 2030, uno sviluppo delle aree urbane che arriverà fino a 1,2 milioni di chilometri quadrati; una espansione di questa portata costerà al pianeta dai 25 ai 30 trilioni di dollari: solo la Cina ne spenderà 100 miliardi all’anno.

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Incendi, biodiversità a fuoco con i tagli della spending review alle forze antincendio

pubblicato da Paola Pagliaro

incendio nel bosco

Il patrimonio boschivo italiano è immenso: boschi e foreste fanno da habitat a numerose specie vegetali e animali rare e in via d’estinzione. Dimezzare le misure di protezione equivale a proteggere questa ricchezza solo parzialmente dagli incendi estivi, di natura dolosa e non.

La denuncia, in riferimento ai tagli alle forze antincendio (Corpo Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco) operati dalla spending review, arriva dalla LIPU Birdlife Italia che si mostra preoccupata in particolar modo dall’impatto sui giovani uccelli, derivante dalle misure di prevenzione e protezione dagli incendi lacunose:

Gli animali selvatici sono gravemente minacciati dalle fiamme, in particolare in questa fase in cui la nidificazione degli uccelli è ancora in corso e i giovani nati quest’anno non possono ancora difendersi dagli incendi. Sono migliaia gli individui appartenenti a tantissime specie selvatiche che muoiono a causa dei roghi.

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Lotta biologica nell'orto, le larve delle mosche contro gli afidi

pubblicato da Paola Pagliaro

Coltivare non solo nel rispetto della biodiversità ma per offrire un’oasi di salvezza alle specie minacciate ed in pericolo. Lo abbiamo visto per i ricci, per le farfalle, quanto sia utile creare un giardino ed un orto animal-friendly. Serve a contrastare la frammentazione della popolazione, creando dei ponti naturali contro la perdita di habitat che sta decimando decine di animali e piante locali, minacciate dall’arrivo di specie invasive, dall’inquinamento, dalla mancanza di protezione e sostentamento.

D’altra parte, come ci suggerisce il nostro amico Remo Angelini su Ortoecologo (una miniera di informazioni utili, ve ne consiglio la lettura), tutelare la biodiversità nell’orto ci assicura maggiore successo e minori intoppi nella coltivazione di ortaggi:

Maggiore è la biodiversità nell’orto, cioè più specie di piante e animali ci vivono o lo frequentano, e meno problemi avremo.

Per contrastare gli afidi che infestano le nostre piante, ad esempio, possiamo ricorrere alla lotta biologica, creando un ambiente a misura di Sirfidi (Syrphidae): Cheilosia variabilis, Callicera spinolae, Eristalis arbustorum, Eristalis tenax, Epistrophe eligans, Episyrphus balteatus, Eupodes corollae, Meliscaeva auricollis, Paragus pecchiolii, Scaeva selenitica, Sphaerophoria scripta, Xanthogramma pedissequum.

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Arrestare la perdita di biodiversità per salvare l'habitat dell'uomo

pubblicato da Paola Pagliaro

Rispettare la natura, tutelare l’ambiente, non inquinare, salvare le specie a rischio estinzione, messaggi ipersemplificati (forse anche troppo) che però spesso non passano, non con la forza con cui dovrebbero almeno, a giudicare dal degrado ambientale in cui viviamo. Sarà che sembra quasi volontariato, c’è chi sceglie di vivere ecofriendly e chi fa altro per sentirsi a posto con la coscienza. Ce la presentano come l’alternativa sostenibile, non come una necessità… salvare l’animaletto, andare in bici, non alimentare mercati che sovrasfruttano gli stock ittici e così via discorrendo.

Ma le cose stanno diversamente: qui si tratta di salvare il nostro di habitat e le nostre di risorse, è questo che stiamo perdendo insieme alla diversità biologica. A qualcuno potrà non interessare della bellezza deturpata del paesaggio incontaminato e dell’ennesima specie che scompare, quelli che il mondo gli va bene tutto di cemento, viaggiano in resort tutti uguali e alla sera si accontentano della solita scatoletta di tonno, infischiandosene della biodiversità ittica.

Chissà, magari si scuoterebbero un po’ dal loro torpore se leggessero il recente rapporto apparso su Nature, Biodiversity loss and its impact on humanity. Porta la firma di Bradley Cardinale dell’Università del Michigan e di altri 16 ecologisti. Un report che passa in rassegna mille diversi studi sulla perdita di biodiversità e di produttività. Negli ultimi due decenni la capacità della natura di fornirci protezione, risorse alimentari, energia, legno, foraggio, terreni fertili è diminuita proporzionalmente alla perdita di biodiversità. Perdere biodiversità vuol dire anche arrivo di specie invasive nei campi e nelle foreste, propagazione di malattie, prima contenute grazie ai predatori delle specie veicolo di virus e batteri e così via discorrendo.

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La top ten delle nuove specie scoperte nel 2011

pubblicato da Paola Pagliaro

nuove specie

Nuove specie scoperte e/o descritte per la prima volta nel 2011: l’International Institute for Species Exploration dell’Arizona State University ha stilato una top ten, diffusa non a caso ieri 23 maggio, in occasione dell’anniversario della nascita di Linneo, naturalista svedese a cui si deve l’attuale classificazione delle specie del regno animale e vegetale.

Di alcune di queste nuove specie ci eravamo occupati anche noi di Ecoblog. Nella foto in homepage le vedete tutte e dieci. Dopo il salto ve le presentiamo singolarmente in tutto il loro splendore.

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È gialla come il sole la nuova specie di rana scoperta a Panama

pubblicato da Paola Pagliaro

rana gialla

Lo splendore di una biodiversità ancora tutta da scoprire ed esplorare non smette di stupire. Di recente a Panama è stata scoperta una nuova specie di rana, la vedete nella foto in homepage, di un giallo vivido e brillante. La scoperta, riportata su Zookeys, porta la firma di Andreas Hertz del Senckenberg Research Institute.

La nuova specie di rana, nome scientifico Diasporus citrinobapheus, misura meno di due centimetri, si sviluppa direttamente e completamente nelle uova ed è stata scovata nel 2010, nel corso di diverse spedizioni nella Serranía de Tabasará, nell’area occidentale di Panama, una zona ancora poco esplorata del Paese.

Dopo diverse analisi genetiche ed osservazioni approfondite dei tratti caratteristici della rana, vocalizzazione, colore, struttura del corpo, i ricercatori hanno concluso che si trattava di una nuova specie. Prendendola in mano i ricercatori hanno notato che le loro dita si tingevano di giallo. Ora indagano per capire se quella tintura gialla che gli conferisce il caratteristico colore ha qualche altra funzione difensiva, mimetica o biologica, dal momento che dalle analisi non è risultata essere velenosa ed in natura nessun dettaglio, colore o forma che sia, è casuale.

Via | Pensoft Publishers
Foto | Courtesy of Andreas Hertz

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Mare che vai specie che trovi: imparare a mangiare il pesce

pubblicato da Marina Perotta

Pesce ritrovato- le 18 specie minori da consumare

Abbiamo smesso da una ventina di anni di mangiare pesce locale e ciò non solo si ripercuote sull’economia ma sulla biodiversità, il controllo della pesca intensiva e la tutela dei mari.

Sembrerà strano, ma per tutelare la natura diventa necessario saper fare la spesa. L’Acquario di Genova spiega e divulga con il progetto Pesce ritrovato, la necessità di diversifficare l’acquisto del pesce. Stop a tonno, salmone, persico e via libera a 19 specie tutte locali quali:
Aguglia, Alaccia, Alalunga, Barracuda, Boga, Cefalo, Lampuga, Leccia Stella, Menola, Mostella, Palamita, Pesce Sciabola, Pesce Serra, Potassolo, Sardina, Sugarello, Tombarello, Tonnetto Alletterato.

Pesce ritrovato- le 18 specie minori da consumare Pesce ritrovato- le 18 specie minori da consumare Pesce ritrovato- le 18 specie minori da consumare Pesce ritrovato- le 18 specie minori da consumare
I pescatori conoscono bene queste specie ma le ributtano in mare (stima la Fao che ogni anno lo scarto a livello mondiale è del 25%, ossia oltre 40 tonnellate) una volta pescate a causa dello scarso interesse del consumatore. Infatti i biologi dell’acquario di Genova hanno distribuito 800 questionari chiedendo alle persone se conoscevano e se consumavano alcune delle 18 specie consigliate. Ebbene la stragrande maggioranza non conosce nessuna di queste specie. Diventa necessario perciò rieducare i consumatori. Il progetto Pesce ritrovato è partito nel 2010 e dovrebbe continuare fino al 2013.

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Dedicare un anno a conoscere il Pianeta

pubblicato da Marina Perotta

Un anno per il pianeta

Quanti di noi possono dire di conoscere davvero il Pianeta su cui abitiamo? Personalmente non lo conosco e non ho difficoltà a ammetterlo. A dedicare un anno e anche più della loro vita a conoscere la Terra ci hanno pensato due francesi Florent Planas e Nicolas Goursot. I due, coscienti del fatto che l’avvenire ecologico si gioca su iniziative locali, hanno deciso di cercare in giro per il mondo, testimonianze, esempi di azioni concrete e buone pratiche per la tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Ad esempio in una delle tante tappe Florent e Nicolas visitano una fattoria in Texas che produce cotone biologico. Mai a immaginare che nella terra delle estrazioni petrolifere si potesse nascondere una realtà votata alla tutela della biodiversità. Il resoconto della visita è stato pubblicato da 20minutes. Ripensare a un’agricoltura che non sia intensiva ma sostenibile vuol dire abbattere sia le emissioni di co2 e dunque non inquinare, sia rispettare le risorse disponibili e limitate del Pianeta. Dunque anche l’industria del tessile, che è un industria pesante, può avere essere convertita in produzione sostenibile.

I risultati dei viaggi sono visibili sul sito Un an pour la planete dove hanno un blog che raccoglie le foto dei loro viaggi. In ogni caso hanno lanciato una imponente iniziativa The Arcadia Film Festival lanciato in 25 paesi ovvero rassegna di cinema ambientalista. I due possono essere sostenuti grazie all’acquisto di chilometri sicuri del fatto che useranno mezzi di trasporto a basse emissioni di Co2.

Via | Neo-Planete
Foto | Un an pour la Planete

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Gli animali più piccoli del mondo

pubblicato da Paola Pagliaro

lucertola pi�¹ piccola del mondo Sphaerodactylus ariasae

Gli animali più piccoli del mondo o meglio del loro mondo. Quella nella foto sopra, ad esempio, è la specie di lucertola più piccola esistente: la Sphaerodactylus ariasae. Lunga appena 16 millimetri, sta raggomitolata su una monetina. Si contende il primato di lucertola più piccola del mondo con la Sphaerodactylus parthenopion, scoperta nel 1965 nelle Isole Vergini britanniche.

Nella gallery che segue: lo zebù indiano o mucca Vechur (la mucca più piccola del mondo, alta appena 91 centimetri); l’Hippocampus denise, il cavalluccio marino più piccolo del mondo, lungo appena 13 millimetri, vive nell’Oceano Pacifico; il camaleonte più piccolo del mondo (Brookesia Minima), originario del Madagascar, sta sulla punta di un pollice; il criceto più piccolo del mondo, PeeWee, grande quanto una monetina. Infine, il serpente più piccolo del mondo, si chiama Leptotyphlops carlae e vive ai Caraibi. Misura appena 10 centimetri.

mucca più piccola del mondo cavalluccio marino più piccolo del mondo camaleonte più piccolo del mondo

criceto più piccolo del mondo serpente più piccolo del mondo lucertola più piccola del mondo

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