Ricordate la storia del professore Carlo Rando, raccontata qualche mese fa da Peppe? Dunque, Rando che è docente all’Istituto Ettore Molinari di Milano, viene denunciato dalla LAV per violazione dell’art. 544 del C.P. (uccisione di animali senza necessità), dopo la vivisezione fatta in aula su dei conigli.
Alcuni ragazzi infatti, hanno informato la Lav: lo accusano di aver ucciso barbaramente due conigli prima della lezione di anatomia. Il docente che sarà poi licenziato, ammette, però di aver soppresso i due conigli con una martellata alla base del cranio. Il racconto lo ha fatto stamane ai microfoni di Mattina Cinque, su Canale5, occasione in cui il professore Rando si è difeso e ha annunciato un ricorso contro quello che sostiene sia stato un ingiusto licenziamento. E spiega così quanto è accaduto nell’aula di biologia lo scorso ottobre:
In quell’aula non è successo nulla di straordinario, è un’aula di laboratorio per esperimenti di tipo biologico e anche di anatomia; nelle esercitazioni previste nel corso, sono comprese le vivisezioni di animale o parti di animale, che già negli anni precedenti avevamo svolto e nessuno ha mai avuto nulla da ridire. In quell’occasione, ho acquistato 4 conigli allevati per scopo alimentare da un allevatore che garantisce la loro soppressione, 2 di questi, però, non erano completamente morti: erano tenuti nel ghiaccio in un frigorifero, quando abbiamo aperto il contenitore, ci siamo però accorti che avevano dei boccheggiamenti di respirazione terminale, sono chirurgo e li so riconoscere. Nella decisione di necessità ho soppresso i conigli, colpendoli violentemente sulla base del cranio con un martello, che è la stessa operazione che usa l’allevatore per sopprimerli. Gli studenti, né piccoli né incoscienti, maggiorenni o al limite della maggiore età, in quel corso per diventare dei tecnici del settore sanitario, erano di fronte a me e nessuno ha avuto alcun trauma o tentennamento, anzi hanno partecipato a questo atto che è durato solo 30 secondi.
Continua a leggere: Licenziato per la vivisezione in classe, Rando si difende in Tv: "Farò ricorso"
I Gorilla condividono con noi oltre il 97% del loro patrimonio genetico. E gli studi etologici non fanno che sottolineare le nostre somiglianze. Ne è un esempio la recente ricerca sul gioco in questi magnifici primati, effettuata dal team internazionale della dott.ssa Davila Ross, University of Portsmouth, che ha avuto modo di osservare in loro dinamiche, scopi e modalità di divertimento del tutto simili a quelli dei bambini. I gorilla osservati, ad esempio, sono soliti colpire i loro compagni di gioco per poi scappare inseguiti da questi ultimi, salvo poi scambiarsi di ruolo quando l’altro, finalmente, ha la meglio… Inoltre, è significativo che la rapidità della fuga sia direttamente proporzionale alla forza del corpo inferto quasi a voler sottolineare, dichiarono gli etologi, che le grandi scimmie percepiscono la violenza di un proprio comportamento in violazione di una situazione sociale preesistente, ma anche e soprattutto che tendono a modificare il proprio atteggiamento tentando di riparare ad una “ingiustizia” in un’alternanza di ruoli che mira a sperimentare e sviluppare capacità comunicative e sensazioni in modo spontaneo e raffinato insieme… I gorilla, in pratica, imparano a gestire le situazioni di vantaggio e di svantaggio, apprendendo ciò che è lecito all’interno della comunità e sperimentano l’empatia attraverso modalità a noi assolutamente familiari… Concludono i ricercatori:
Le nostre scoperte che dimostrano che i gorilla reagiscono alle ingiustizie durante i combattimenti fatti per gioco costituisce la prima prova empirica, a quanto ci risulta, che gli animali esplorano giocando le ramificazioni delle ingiustizie. Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare le ingiustizie durante le interazioni sociali naturali in specie non umane, tali ricerche accresceranno probabilmente le nostre conoscenze sull’evoluzione della competitività sociale, la correttezza e la moralità anche negli esseri umani
Via | biologyletters, cordis
Foto | Flickr