Una delle città più grandi degli Stati Uniti ha approvato l’uso di servizi igienici senz’acqua per tutti gli edifici: Los Angeles ha dato il benvenuto al concetto di ecobagno, con gli orinatoi H2zero per tutti i bagni della città.
La fortunata vincitrice della gara d’appalto per l’installazione di servizi igienici senz’acqua per la città di Los Angeles è l’australiana Caroma, con il suo H2zero waterless urinal, una toilette che non usa acqua, ma si serve di una cartuccia con deodorante biologico, che si attiva ad ogni uso al passaggio dell’urina che scorre nello scarico, e lascia un profumo di limone per circa 10.000 pipì.
Con l’installazione del sistema di orinatoi H2zero per tutta Los Angeles, Caroma e l’amministrazione pubblica si aspettano di risparmiare litri e litri di acqua ogni anno, attreverso l’uso del nuovo sistema sia nei luoghi pubblici, che negli edifici di nuova costruzione.
Via | treehugger

Ecco un’invenzione per caricare l’iPhone a bordo del nostro mezzo di trasporto preferito, la bicicletta. Quelli della Duhon hanno inventato un dispositivo da bicicletta per caricare pedalando iPod, iPhone e dispositivi MP3 di vario tipo, purchè dotati di un attacco usb.
La scatoletta magica si chiama BologicReeCharge e trasferisce l’energia dal generatore collegato alle ruote ad una batteria, che fornisce corrente continua al nostro piccolo dispositivo elettronico.
La scatolina ReeCharge si attacca alla bici grazie ad una custodia di silicone, anche se i prossimi modelli di bici di Duhon includeranno il caricatore biologico. Quando potremo averlo? Si vocifera che per marzo 2010 non ci saranno più problemi a caricare l’iPhone mentre si pedala in giro per la città e a cantare a squarciagola senza interruzioni per 79 euro circa. Nel frattempo, potete seguire i consigli per il fai-da-te di Melablog.

Comincia domani a Roma, presso la Città dell’Altraeconomia - Ex Mattatoio, a Testaccio, la Festa Nazionale dell’Altraeconomia, uno spazio/evento dedicato alle pratiche economiche che rispettano la natura e la persona, ponendole al centro dell’agire economico.
All’interno della città, aperta fino al 20 settembre, sarà possibile informarsi sul biologico, sul turismo responsabile, sulle pratiche di riciclo dei materiali, sulle energie rinnovabili, sulla finanza etica e sul consumo equo e solidale, attraverso incontri, dibattiti e workshop.
Le serate degli adulti saranno allietate da diversi concerti, mentre i bambini troveranno laboratori a loro dedicati ogni mattina ed ogni pomeriggio. Segnalo anche l’iniziativa di Altraeconomia dedicata ai genitori “Eco…logicamente genitori”, che aiuta ad orientarsi nel difficile percorso educativo, là dove le nostre scelte pesano sulla vita dei nostri figli.
Se siete a Roma e fate un giro ad Altraeconomia, tornate a dirci cosa vi è sembrato più interessante e cosa più utile: trovate qui l’intero programma dell’evento per scegliere cosa fare.
Da stamattina nelle acque del Salento vige il divieto di pescare a strascico o volante per tutti i pescherecci iscritti nei compartimenti marittimi di Taranto, Gallipoli e Brindisi, ovvero per tutta l’area del tacco d’Italia. La norma entra in vigore nello stesso giorno in cui tornano a pescare i pescherecci della parte Nord dell’Adriatico, quelli registrati nei compartimenti marittimi di Bari, Molfetta e Manfredonia.
L’ordinamento, firmato dal sottosegretario alle Politiche Agricole e Forestali Buonfiglio, è entrato in vigore per proteggere gli ecosistemi dell’ambiente marino, delicati e indispensabili per il patrimonio biologico del basso Adriatico e dello Ionio, della cui fragilità avevamo già parlato.
La pesca a strascico è particolarmente invasiva nei confronti dell’ambiente marino: le reti distruggono e asportano qualsiasi cosa incontrino, tra cui pesci, coralli, invertebrati, alghe, e la pratica è dannosa nei confronti di ecosistemi complessi, che difficilmente possono essere reimpiantati. Anche se l’interruzione di un mese non sembra abbastanza per compensare tutto ciò che viene distrutto nei restanti undici.
Foto | Flickr

Il sistema dell’agricoltura americana combatte da anni contro i batteri, primo tra tutti l’Escherichia Coli, mentre coloro che vogliono continuare a produrre prodotti biologici combattono contro le leggi per la sicurezza alimentare che, per tutelare raccolto e coltivazioni, prevedono la distruzione degli ecosistemi.
Là dove vi è un raccolto di vegetali, non vi possono essere nè acqua stagnante, nè vegetazione diversa che potrebbe passare batteri, né vita di alcun tipo. Nel caso in cui anche solo uno scoiattolo passi tra l’insalata, il raccolto di quei filari sarà distrutto.
In America, nella baia di Monterey, riserva marina e paradiso biologico senza pari, stanno per essere applicate strategie di distruzione della natura, in nome della sicurezza alimentare e di cibo proveniente da campi antisettici.
Invisibile ad un pubblico che vede soltanto i benefici della sicurezza alimentare, ettari ed ettari di terreno stanno per essere disinfettati chimicamente, gli stagni coperti e la vegetazione spontanea estirpata. Uccelli, rane, topi e qualsiasi altra forma vivente che possa intaccare i raccolti, e la produttività degli stessi, sarà catturata ed eliminata, perché i batteri possono attaccare i raccolti, perché gli ortaggi devono essere sicuri, non importa quanti pesticidi ci avranno spruzzato o quante Monsanto ci mangino sopra.
Foto | Flickr
Quando è arrivato a terra, lo squalo mako era già morto, pescato accidentalmente da una barca da pesca di pescespada, al largo delle coste di Catania. Lo squalo era un esemplare maschio di Isurus oxyrhinchus, di circa 3 metri.
Al porto di Acitrezza, dove il cadavere dell’animale è stato portato, sono intevenuti gli esperti della società Necton, che si occupa di ricerche in biologia marina. Dal corpo dell’animale sono stati prelevati campioni di materiale biologico di alcuni parassiti, i cui dati saranno inseriti nella banca dati di necton, al fine di continuare lo studio dell’ecosistema delle acque siciliane e i comportamento dei grandi animali marini.
La presenza dello squalo mako nelle nostre acque è importante al fine di mantenere in equilibrio l’ecosistema. Lo studio della carcassa e la salvaguardia degli squali sono quindi fondamentali allo scopo di prevenirne la scomparsa, perché, essendo i predatori al vertice dell’ecosistema, rappresentano un anello fondamentale delle reti trofiche marine. La scomparsa degli squali produrrebbe la perdita di molte forme di vita acquatica.
Foto | Flickr
In linea con le aspettative di Barroso sulla sicurezza alimentare vi presento Fresh!, un film su quello che mangiamo, ma soprattutto su quello che abbiamo mangiato negli ultimi 50 anni senza sapere cosa e come fosse e su quello che potremmo mangiare, se fossimo più attenti e consapevoli.
Fresh, di Ana Sofia Joanes, fa la differenza in un mondo in cui si crede che l’azione del singolo individuo non possa fare alcuna differenza, mentre invece la fa per tutti coloro che giorno dopo giorno cercano di ribaltare il sistema della produzione del cibo, così come lo conosciamo.
Ricercatori, giornalisti, agricoltori lavorano insieme per un nuovo sistema di produzione di cibo, Fresh appunto, che sia sostenibile e biologico, che vada dalla terra alla tavola, senza la mediazione di agenti chimici, industrie di confezionamento e multinazionali del cibo pronto.
Potrebbe sembrare il titolo di una commedia comica o demenziale invece è quello che sta per accadere nella casa presidenziale. L’idea è nata a seguito di un articolo di un giornalista del New York Times (Michael Pollan) che ha proposto di inserire all’interno della residenza questa figura per autoprodurre alimenti biologici sacrificando una parte dell’immenso giardino.
Al momento tuttavia non c’è una presa di posizione da parte dello staff del Presidente, ma l’amministrazione sembra essere positiva in merito a tale figura. Sul sito White House Farmer la voce circola sempre più insistentemente e numerosi agricoltori biologici si sono detti disposti a diventare il contadino di fiducia di Obama.
Vedremo come evolverà la cosa, di certo sarebbe un bel segnale per le produzioni a chilometri zero che avrebbero in questo modo una cassa di risonanza immensamente maggiore rispetto a qualsiasi altro mezzo mediatico tradizionale. Sarebbe un buon modello che potrebbe arrivare tra qualche anno pure da noi. In questa politica del “tag cloud” basta far entrare certe parole nel lessico comune per aver subito un riscontro istituzionale.
Via | Phisorg.com
Foto | dal sito White House Farmer
L’Unione Europea ha deciso di porre maggiore attenzione ai prodotti utilizzati in agricoltura. Con la recente normativa 22 sostanze attualmente utilizzate in agricoltura dovranno essere regolamentate a livello nazionale, cercando di rendere minimo il loro impiego ed agevolando, quando possibile, delle alternative ai suddetti composti. Tale normativa è indispensabile a seguito di alcune evidenze scientifiche che mostrano come 14 di queste sostanze modifichino l’equilibrio ormonale umano e quindi verranno vietate.
Sulle altre 8 sostanze non ci sono evidenze scientifiche che ne giustifichino il divieto a livello europeo, tuttavia potranno essere proibite localmente con il recepimento nazionale della normativa entro due anni. Viene inoltre richiesto agli stati membri un maggiore rispetto per l’ambiente e la salute promulgando una serie di comportamenti a loro tutela, ricorrendo alla rotazione colturale ed a pratiche agronomiche volte al risparmio delle risorse idriche.
Seguendo queste linee vengono vietate l’irrorazione aerea dei pesticidi così come l’utilizzo di prodotti fitoiatrici in parchi pubblici e luoghi nei pressi delle scuole (salvo casi speciali). Potranno altresì essere limitate alcune sostanze in zone particolarmente sensibili.
Continua a leggere: Nuova regolamentazione europea per i fitofarmaci
Torna puntuale la Biodomenica, una vera e propria festa del biologico, organizzata da Aiab, Coldiretti e Legambiente. Nelle piazze italiane questa domenica sarà possibile degustare prodotti alimentari di vario tipo coltivati senza pesticidi e in modo naturale, mostrando la ricchezza e la varietà del biologico in Italia, paese leader in Europa in questo settore.
Quest’anno la manifestazione si associa ai temi dei cambiamenti climatici. Coltivando biologico si risparmia fino al 47% di emissioni, mangiano bio fino al 30%. Un bel contributo a fermare il surriscaldamento globale. Uno dei tanti comportamenti responsabili che i cittadini possono adottare per fare la loro parte.
Tra gli appuntamenti, domenica a Roma alla Città dell’Altraeconomia, oltre a stand e degustazioni di prodotti bio e del commercio equo, e animazioni per bambini, ci sarà anche un distributtore di latte biologico a 1 euro.
Per dettagli sul programma, e trovare la “biopiazza” più vicina a voi, consultate il sito dell’iniziativa (www.biodomenica.it)
Via | Legambiente