Su Ecoblog abbiamo più volte parlato di minieolico sottolineando come la diffusione di questa tecnologia in Italia avesse serie difficoltà a prendere piede. Lo scorso anno, dopo estenuanti attese, lo Stato ha finalmente reso operativa la tariffa omnicomprensiva per la diffusione del minieolico nel nostro Paese.
Quest’incentivazione prevede in sostanza l’erogazione di una tariffa pari a 0,30 euro per kWh netto immesso in rete, per un periodo di quindici anni dal momento di entrata in funzione dell’impianto. L’incentivo è nettamente inferiore rispetto a quello elargito ai possessori di impianti fotovoltaici, tuttavia, almeno sulla carta, i risultati dovrebbero essere garantiti dal fatto che il piccolo eolico ha in media un costo compreso tra 1.400 e 2.000 euro a kW di potenza installata, rispetto ai prezzi tripli (se non quadrupli) del fotovoltaico.
Eppure c’è un segno meno da registrare. Sembrerebbe infatti che nei primi sei mesi in cui questa incentivazione è stata attivata, i nuovi impianti entrati in funzione siano stati appena 24. Se di goccia nell’oceano si può parlare, il dato è davvero desolante. Attenzione però: probabilmente è ancora presto per dire che il sistema di incentivazione sia un fallimento.
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