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Los Angeles promuove il No Bag Day contro i sacchetti di plastica

pubblicato da missunderstanding

giornata senza sacchetti di plastica
Domani 17 dicembre, la provincia di Los Angeles celebrerà il No Bag Day, la sua giornata senza buste di plastica. Per tutto il giorno, per 24 ore, si chiede a chi fa acquisti e a chi vende i prodotti di scegliere borsa per la spesa riutilizzabili al posto delle buste di plastica.

L’evento ha lo scopo di promuovere l’uso di borse riutilizzabili tra i cittadini, ai quali verranno distribuite circa 20.000 borse per la spesa e di diffondere il messaggio anche tra i venditori, perché tutti possano contribuire con una piccolo gesto a diminuire l’inquinamento. Si stima che i soli abitanti della provincia di Los Angeles utilizzino circa 6 miliardi di sacchetti di plastica all’anno.

Anche se siamo lontani da Los Angeles possiamo condividere l’iniziativa nei nostri acquisti quotidiani, come dice la bellissima illustrazione che apre questo articolo, home page di HealtheBay, associazione promotrice della giornata senza sacchetti di plastica: anche se l’inquinamento dei sacchetti di plastica colpisce in particolar modo le coste California, tutti dovrebbero dare il proprio contributo perché indirettamente ne risentono la salute e il portafogli di ogni cittadino, indipendentemente dal paese in cui vive.

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Le borse per la spesa riutilizzabili sono dannose per la salute

pubblicato da missunderstanding

borse spesa rischio saluteDa quando l’Environment and Plastic Council Candese ha lanciato l’allarme salute circa l’utilizzo delle borse per la spesa riutilizzabili, il dibattito è esploso nella rete. Le borse riutilizzabili sono un covo di germi, causano allergie e infezioni. Difendere l’ambiente o tutelare la propria salute? Questo è il dilemma.

Procediamo nella “sporca” questione: secondo l’Epic che ha condotto lo studio, le borse della spesa riutilizzabili possono mettere a rischio la salute, provocare l’asma e divenire un covo di batteri, ma con un po’ di buon senso ci si può salvare.

Attenzione a tutti i prodotti freschi: si tratti di carne, verdure, uova o latte fresco, è bene non trasportarli all’interno della stessa borsa della spesa. Lo stesso dicasi per i contenitori di plastica dei detersivi che, a furia di essere riutilizzati, possono contenere batteri che è bene non passino al cibo.

Fortunatamente poi, molte delle borse della spesa riutilizzabili sono in cotone, e c’è da dire che anche quelle provenienti da plastica riciclata si possono lavare e disinfettare periodicamente. Con un po’ d’attenzione e di buon senso per me l’ambiente è salvo, le buste di plastica possono essere messe al bando dappertutto e noi continuare a vivere al riparo dalla fobia dell’attacco dei batteri delle buste della spesa. Voi, come la vedete?

Foto | Flickr

Rag-bag: da buste di plastica a borse cool

pubblicato da Matteo Razzanelli

Rag-bag linea di accessori derivati da buste di plastica raccolte a New DelhiBorse e agende fatte con buste di plastica usate raccolte per le strade di New Delhi: l’ultima frontiera del recupero con stile. Più urban di così si muore.

Ho visto e toccato con mano i prodotti rag-bag: hanno un design veramente cool, impossibile indovinare che si tratta di un riciclo. Piuttosto sembrano prodotti di marca, sfizi modaioli.

La materia prima viene raccolta dai “rag-pickers“, i poveri di New Delhi che solitamente raccolgono anche le bottiglie di plastica per rivenderle a peso a chi le ricicla. La iD-L - azienda olandese interessata a progetti ambientalmente e socialmente utili - ha pensato di assumere 50 rag-pickers per togliere i sacchetti - e le persone - dalla strada. Le buste vengono poi lavate, asciugate e divise per colore ed infine sono pressate in fogli che diventano la materia prima per le creazioni della casa. Un foglio contiene circa 60 buste di plastica e nessun inchiostro o colorante.

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I titoli eco in borsa

pubblicato da lumachina

investire in borsa su titoli ecologiciInvestire nello sviluppo pulito potrebbe essere un buon affare, stando a quel che dicono gli economisti. Il Corriere Economia dedica una analisi alla britannica Clipper Windpower (energia eolica), salita dell’83% da gennaio ad oggi e la a tedesca RePower, che ha guadagnato il 135,30%, la spagnola Abengoa nei biocarburanti, o la tedesca Solarworld (+60,4% da inizio anno), nel fotovoltaico.

Giovanni Tamburi , presidente e fondatore della merchant bank Tamburi Investment Partners (TIP), è fiducioso: “Intravedo grandi prospettive di sviluppo per il settore delle energie alternative e rinnovabili perché il prezzo del petrolio è destinato a rimanere elevato. Analogamente crescerà sempre di più il valore legato alla gestione, al trasporto e al trattamento delle acque perché i governi dedicheranno una attenzione crescente ai problemi della scarsità idrica”.

Ecco allora l’attenzione dei mercati per le società che si occupano di acqua (potabilizzazione, trattamento dei reflui, distribuzione…) come la statunitense Danaher, la francese Veolia e la cinese Hyflux.

Altra buona prestazione è quella della cinese Chaoda, specializzata in agricoltura biologica, salita di oltre il 50% da gennaio a oggi.

Via | CorSera

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